Il dibattito sulle primarie del centrosinistra torna al centro dello scontro politico nazionale. A intervenire è il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, arrivato alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, dove è stato sollecitato sulla posizione del Partito Democratico e sulle perplessità emerse all’interno del partito rispetto allo strumento delle primarie. Conte ha rivendicato la necessità di un confronto aperto con la base progressista, sottolineando come il Movimento 5 Stelle non abbia una tradizione legata alle consultazioni interne per la scelta dei candidati, ma abbia comunque accettato di confrontarsi con un metodo storico del Pd. “Vorrei ricordare che nel Movimento 5 Stelle non c’è la tradizione delle primarie. Noi abbiamo omaggiato una tradizione del Pd perché non c’era altra soluzione quindi voglio dire è una tradizione che appartiene al Pd”, ha dichiarato il leader pentastellato.
Conte: “non possiamo decidere in una segreta stanza”
Nel suo intervento, Conte ha criticato l’ipotesi di una scelta ristretta ai vertici dei partiti, sostenendo che la definizione della leadership del campo progressista debba coinvolgere direttamente gli elettori. “Si può trovare una soluzione, ma adesso che facciamo? Ci riuniamo in qualche segreta stanza, facciamo qualche caminetto dopo aver detto a tutto il popolo progressista che decideranno loro chi è il migliore o la migliore interprete per quanto riguarda la realizzazione del programma?”, ha affermato. Il leader del M5S ha poi rincarato la dose con una domanda retorica: “Ci chiudiamo chi? Quante persone, 5-10 chi?”. Una posizione che riapre il confronto all’interno dell’opposizione sul metodo da utilizzare per individuare il candidato o la candidata capace di rappresentare l’area progressista nelle prossime sfide elettorali.
La replica a Giorgia Meloni sulla battuta “Una poltrona per due”
Nel corso dell’incontro a Reggio Emilia, Giuseppe Conte ha risposto anche alla battuta del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva suggerito il titolo del film “Una poltrona per due” parlando del confronto interno al centrosinistra. Il premier, nell’ambito di una recente intervista, aveva utilizzato alcuni riferimenti cinematografici per descrivere gli equilibri della politica italiana, citando anche i principali esponenti degli schieramenti contrapposti. A distanza, Conte ha replicato con una battuta rivolta alla stessa Meloni: “si riferiva a lei e Vannacci”.
