Porto Gioia Tauro, organizzazioni sindacali ProPal: “container diretto in Israele ancora fermo, bloccata ispezione istituzionale”

Container diretto in Israele ancora fermo al porto di Gioia Tauro: la nota di BDS Calabria, USB Calabria, OR.S.A., Coordinamenti calabresi per la Palestina e Global Sumud Calabria

In merito alle notizie diffuse dagli organi di stampa nei giorni scorsi relative a una presunta e imminente partenza di container verso Israele, le scriventi organizzazioni – BDS Calabria, USB Calabria, OR.S.A., Coordinamenti calabresi per la Palestina e Global Sumud Calabria – smentiscono categoricamente tali ricostruzioni e intendono fare chiarezza sulla reale situazione presso il porto di Gioia Tauro. Allarmati dalle recenti indiscrezioni mediatiche, diffuse senza alcun documento ufficiale che attestasse la veridicità delle tesi sostenute, nella giornata di mercoledì ci siamo recati presso lo scalo portuale insieme all’europarlamentare Mimmo Lucano per verificare lo stato dei fatti“. È quanto si legge in un comunicato stampa di BDS Calabria, USB Calabria, OR.S.A., Coordinamenti calabresi per la Palestina e Global Sumud Calabria.

In primo luogo, denunciamo con forza l’ennesimo e grave diniego da parte delle autorità preposte ad acconsentire all’ispezione da parte di un rappresentante istituzionale. Si tratta dell’ennesimo episodio inaccettabile: era già accaduto a inizio maggio con lo stesso Mimmo Lucano e, successivamente a luglio, con la deputata Stefania Ascari. Una condotta che ostacola la trasparenza e il diritto di controllo democratico su vicende di rilevanza internazionale.

Nonostante le limitazioni imposte, a seguito delle verifiche svolte sul posto è stato possibile accertare elementi di fondamentale rilievo:

1. Il numero dei container è pari a 17 e non 16: un container supplementare è stato infatti bloccato all’interno dell’area portuale insieme ad altri già segnalati da BDS Italia. Un dato oggettivo e rilevante su cui finora è calato il silenzio da parte delle autorità preposte al controllo.

2. I container sono ancora sottoposti a blocco, in attesa di autorizzazione preventiva, e non sono in procinto di partire.

3. Attivazione della clausola “Catch-all” da parte dell’UAMA: l’Unità per le Autorizzazioni dei Materiali d’Armamento (UAMA) ha formalmente sottoposto il carico a tale misura. Questa procedura consente di verificare l’effettiva destinazione del carico e accertare l’utilizzo finale del materiale.

4. Tipologia del carico: acciaio balistico dual-use: la documentazione e i riscontri tecnici confermano che non siamo in presenza di semplice acciaio a esclusivo uso civile, bensì di acciaio balistico, bene classificato a duplice uso (dual use). È proprio tale natura a giustificare l’applicazione del blocco da parte dell’autorità competente.

Al momento la situazione rimane ferma: si è in attesa degli accertamenti e del pronunciamento definitivo da parte dell’UAMA, organo che dovrà verificare l’uso effettivo della merce e deliberare se concedere o meno il nulla osta per lo sblocco dei container.

Ribadiamo la nostra ferma opposizione a qualsiasi complicità logistica con il genocidio del popolo palestinese, la violazione sistematica dei diritti umani e le azioni belliche portate avanti da USA e Israele nel Vicino Oriente. Continueremo a vigilare e mobilitarci affinché il porto di Gioia Tauro non diventi un crocevia per forniture belliche o strategiche dirette a Israele“, si legge in conclusione della nota.