Nel corso della lunga intervista di Giuseppe Scopelliti a Pietro Senaldi di Libero, nella quale si è parlato soprattutto di politica, di Futuro Nazionale,Roberto Vannacci e CentroDestra in vista delle elezioni suppletive di Reggio Calabria, c’è stato spazio anche per un tema da sempre centrale nel dibattito politico e sociale dell’Area dello Stretto: il Ponte sullo Stretto. Un argomento tornato particolarmente attuale nelle ultime settimane, anche alla luce dell’attesa per i prossimi passaggi istituzionali legati alla grande opera, con il CIPESS chiamato ad assumere un ruolo decisivo nell’iter di approvazione e finanziamento del progetto. Proprio per questo motivo, la posizione espressa da Scopelliti assume un significato politico rilevante, considerando il suo ruolo storico nella politica reggina e calabrese.
L’ex sindaco di Reggio Calabria e già presidente della Regione Calabria ha ribadito una posizione favorevole al Ponte, sostenendo che l’infrastruttura rappresenti un’opportunità di sviluppo e collegamento per due territori che, secondo la sua visione, hanno ancora enormi potenzialità da valorizzare. “Qui a Reggio siamo quasi tutti per il Ponte, che non unirà due cosche, come ha detto qualcuno, ma due realtà in grado di esprimere grandi potenzialità. La Lega alle Regionali dell’anno scorso ha preso il 15% e il candidato da me sostenuto per il Consiglio, Franco Sarica, ha preso il 50% dei voti espressi dal partito in città”.
Il riferimento alle “due cosche” riguarda le parole pronunciate da don Luigi Ciotti, che in passato aveva utilizzato questa espressione per criticare il progetto del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, evidenziando il rischio di infiltrazioni criminali legate ai grandi investimenti pubblici. Scopelliti, invece, propone una lettura completamente diversa: secondo l’ex governatore, il Ponte non sarebbe un simbolo di unione tra realtà criminali, ma uno strumento capace di mettere insieme due territori, Reggio Calabria e Messina, che condividono storia, cultura, economia e prospettive di crescita.
Una posizione coerente con la storia politica di Scopelliti
Il sostegno di Scopelliti alla realizzazione del Ponte sullo Stretto non rappresenta una posizione nuova, ma si inserisce in una linea politica che l’ex sindaco ha portato avanti negli anni. Da esponente del CentroDestra, infatti, Scopelliti ha sempre guardato con favore alla grande infrastruttura, considerandola un elemento strategico per il futuro del Mezzogiorno.
Una posizione coerente anche con gli anni della sua esperienza amministrativa alla guida di Reggio Calabria, periodo nel quale Silvio Berlusconi, figura politica storicamente legata alla battaglia per la realizzazione del Ponte, aveva fatto dell’opera uno dei simboli della propria idea di sviluppo infrastrutturale per il Sud e per l’intero Paese.
Scopelliti ha quindi ribadito una convinzione maturata nel tempo: il Ponte sullo Stretto non deve essere letto soltanto come un collegamento fisico tra due sponde, ma come una possibile occasione per aumentare competitività, mobilità e attrattività di un’area strategica del Mediterraneo.
La domanda di Senaldi ha riportato così al centro dell’intervista un tema che, anche in vista delle prossime decisioni istituzionali, continua a dividere opinione pubblica e politica. In un confronto dominato dalle suppletive, dal futuro del CentroDestra e dal rapporto tra la coalizione e il movimento di Vannacci, Scopelliti ha voluto chiarire anche la propria posizione su una delle grandi questioni che riguardano direttamente Reggio Calabria. Il messaggio dell’ex governatore è netto: il Ponte sullo Stretto, nella sua visione, rappresenta un’opportunità di sviluppo e non un rischio, un’infrastruttura destinata a unire territori e comunità con l’obiettivo di valorizzarne le potenzialità.
