Ponte sullo Stretto, Santillo (M5S) attacca: “rimarrà solo un disegnino”. Ma il progetto va avanti verso il Cipess

Il deputato del Movimento 5 Stelle torna all’attacco dell’opera e critica Salvini sui fondi e sui tempi. La replica nei fatti arriva dall’iter istituzionale: il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia è atteso al prossimo passaggio decisivo

Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro dello scontro politico, ma questa volta a far discutere sono soprattutto le parole dell’opposizione contro un’opera che, dopo decenni di annunci e rinvii, si trova nella fase più concreta del suo percorso. A intervenire è stato Agostino Santillo (Movimento 5 Stelle), vicepresidente della Commissione Ambiente e Infrastrutture della Camera, che ha affidato a un post sui social una dura critica nei confronti del progetto, sostenendo che il Ponte rischierebbe di trasformarsi soltanto in un disegno sulla carta. Una posizione che si inserisce nel tradizionale fronte contrario alla grande infrastruttura, proprio mentre il dossier del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia procede verso uno dei passaggi istituzionali più attesi: l’esame del Cipess e il successivo controllo della Corte dei Conti.

Santillo contro il Ponte: “rimarrà solo un disegnino”

Nel suo intervento, riportato dall’agenzia ANSA, Santillo ha utilizzato toni molto duri contro l’opera e contro la gestione del progetto. “Il disastro è tale che perfino il Direttore Tecnico della società Stretto di Messina Spa ha fatto le valigie per scappare all’Anas. Proprio a ridosso del passaggio della delibera al Cipess e della trasmissione degli atti alla Corte dei Conti, prima ancora dell’apertura dei cantieri fantasma”, ha scritto il parlamentare del M5S. Poi l’affondo politico: “La barzelletta del Ponte sullo stretto sta per finire. Abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora di Salvini e indovinate: dentro non c’è un bel niente”.

Secondo Santillo, quindi, il progetto sarebbe destinato a non vedere la luce: “Del Ponte rimarrà, oltre al buco miliardario, solo un disegnino su un pezzo di carta: tre righe, due verticali per i piloni e una orizzontale in mezzo per la campata. Senza Ponte, senza soldi e senza treni”. Parole che riaccendono lo scontro politico su un’opera che, soprattutto in Calabria e Sicilia, sarà come un’infrastruttura strategica per il futuro del Mezzogiorno.

L’iter del Ponte non si ferma: il prossimo passaggio è il Cipess

Al di là delle dichiarazioni politiche, il percorso amministrativo del Ponte sullo Stretto prosegue con il passaggio previsto al Cipess, uno degli snodi fondamentali dell’iter. La fase attuale riguarda la valutazione della documentazione necessaria per procedere con i successivi adempimenti istituzionali, dopo anni nei quali il progetto è rimasto sospeso tra revisioni, modifiche normative e dibattiti politici. Il Ponte rappresenta una delle opere infrastrutturali più complesse mai progettate in Italia e coinvolge aspetti tecnici, economici, ambientali e trasportistici. L’obiettivo indicato dai sostenitori dell’opera è quello di realizzare un collegamento stabile tra Villa San Giovanni e Messina, superando l’attuale sistema basato esclusivamente sul trasporto via mare e creando una nuova infrastruttura al servizio della mobilità nel Sud.

Le critiche sui fondi e il nodo della Legge di Bilancio

Uno dei punti principali dell’attacco di Santillo riguarda le risorse economiche destinate al progetto. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle ha affermato che il governo starebbe valutando una riduzione degli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto in vista della prossima Legge di Bilancio. “Come in una partita a poker, il grande bluff di Salvini è servito”, ha scritto Santillo, sostenendo che parte dei fondi potrebbe essere destinata ad altre esigenze della manovra.

Il tema finanziario è certamente uno degli aspetti centrali del dibattito sull’opera, ma i sostenitori del Ponte sottolineano che i finanziamenti previsti fanno parte di una strategia infrastrutturale più ampia per il Mezzogiorno, con l’obiettivo di integrare il collegamento stabile con gli interventi su ferrovie, strade e porti.

Il Ponte come infrastruttura strategica per Calabria e Sicilia

Da anni il Ponte sullo Stretto divide la politica italiana. Per i suoi sostenitori, però, non si tratta soltanto della realizzazione di una grande opera ingegneristica, ma di un intervento destinato a modificare profondamente il sistema dei trasporti del Sud. Il collegamento stabile viene indicato come un possibile elemento di sviluppo per la Calabria e la Sicilia, con ricadute sulla mobilità delle persone, sulla logistica, sul turismo e sull’integrazione delle reti ferroviarie.

Il progetto è inoltre collegato al potenziamento dei corridoi europei dei trasporti e alla necessità di migliorare i collegamenti nel Mediterraneo. Proprio per questo motivo, le dichiarazioni di Santillo vengono lette dai sostenitori dell’opera come l’ennesimo attacco politico a un’infrastruttura che invece sta attraversando una fase decisiva dopo decenni di discussioni.

Il caso del direttore tecnico e le polemiche politiche

Tra gli elementi citati da Santillo c’è anche il riferimento al cambio ai vertici tecnici della società Stretto di Messina Spa. Il parlamentare ha collegato la vicenda alla fase attuale del progetto, interpretandola come un segnale negativo. I sostenitori dell’opera, invece, evidenziano come gli avvicendamenti nelle società pubbliche e nelle strutture tecniche siano eventi fisiologici e non rappresentino automaticamente un blocco dell’iter. La discussione resta quindi fortemente politica: da una parte chi continua a mettere in dubbio la realizzazione del Ponte, dall’altra chi considera l’avanzamento verso il Cipess un passaggio concreto dopo anni di attese.

Il conto alla rovescia verso una decisione storica

Il futuro del Ponte sullo Stretto di Messina resta uno dei temi infrastrutturali più importanti per il Sud Italia. Le parole di Agostino Santillo hanno riaperto lo scontro con il governo e con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ma il progetto continua il suo percorso istituzionale verso i prossimi passaggi autorizzativi. Nei prossimi mesi saranno quindi decisivi gli atti ufficiali, le valutazioni degli organismi competenti e le scelte definitive sui tempi di realizzazione. Dopo oltre cinquant’anni di dibattiti, il Ponte resta una delle opere più discusse della storia italiana: per i contrari è un progetto ancora incerto, per i sostenitori una grande occasione di modernizzazione per Calabria e Sicilia.