“Invece di confrontarsi sui contenuti Cirio si è presentato con toni da campagna elettorale, arrivando a sostenere che gli imprenditori fuggirebbero dalla nostra regione ascoltando il dibattito consiliare. L’atteggiamento è stato quello di un ‘Re Sole’ che taglia corto e interrompe il dialogo”. E’ quanto dichiarano Gianna Pentenero, Nadia Conticelli e Domenico Ravetti, consiglieri regionali del Pd, a proposito dell’andamento del consiglio straordinario sul Tav. “Ci chiedono di aprire una discussione sulla Tav – affermano in una nota congiunta – ma il presidente Cirio se ne va per non rispondere alle responsabilità della Regione, totalmente assente rispetto all’opera. Il solito comizietto trito per non affrontare le responsabilità del governo e della regione rispetto alle opere di compensazione, alle progettualità esecutive delle tratte di adduzione, all’intermobilita con il sistema dei trasporti regionale. Intanto il traffico su tir alla frontiera è aumentato oltre il 93%. La maggioranza di centrodestra naviga nella più totale confusione: si rifiuta di entrare nel merito dell’opera, ignora le istanze dei territori e respinge la nostra richiesta di valutare insieme il quadro complessivo delle politiche dei trasporti in Piemonte“.
“Cirio – aggiungono gli esponenti del Pd – ci è venuto a spiegare che in democrazia ‘chi vince decide’: infatti il governo Meloni ha deciso di sottrarre 14 milioni approprio alle infrastrutture dei trasporti, per sequestrarli sul binario morto del progetto fallace del ponte sullo Stretto. La linea Torino Lione ha vissuto i momenti di stallo sotto i governi di centro destra non di centro sinistra. Ha scaricato sul nostro campo l’accusa di rigidità ideologica. Cirio si guardi piuttosto in casa propria: sottrarsi al contraddittorio e trattare il Consiglio regionale come un palcoscenico personale rappresenta un pessimo esempio di gestione della cosa pubblica“.
