Piana degli Scrisi, archiviato il progetto del grande impianto solare: il Distretto del Cibo vibonese chiede di mantenere alta l’attenzione

La Regione Calabria ha fermato in fase istruttoria il progetto Pizzo-Vinci per carenze documentali. Luisa Caronte: "Non è un elemento sufficiente a far abbassare la guardia"

È stato archiviato dal Dipartimento Sostenibilità ambientale della Regione Calabria il progetto Pizzo-Vinci, relativo alla realizzazione di un grande impianto per la produzione di energia solare sulla Piana degli Scrisi, nel territorio vibonese. La decisione viene accolta con favore dal Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese, che però richiama la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema dell’impatto delle infrastrutture energetiche sulle aree agricole di pregio. A intervenire è la presidente del Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese Luisa Caronte, che sottolinea come l’archiviazione rappresenti un passaggio positivo ma non definitivo rispetto alle preoccupazioni espresse dalla comunità locale.

“La notizia dell’archiviazione, da parte del Dipartimento Sostenibilità ambientale della Regione Calabria, del progetto Pizzo-Vinci, relativo ad un grande impianto per la produzione di energia sorale sulla Piana degli Scrisi, nel Vibonese, è certamente da accogliere con favore e soddisfazione. Tuttavia, per noi che fin dal primo momento abbiamo segnalato i rischi connessi all’impatto di simili strutture sulle produzioni agricole di pregio, non è un elemento sufficiente a far abbassare la guardia”.

Il Distretto del Cibo: sì alla transizione energetica, ma con criteri sostenibili

La presidente del Distretto ribadisce che la posizione dell’organizzazione non è contraria allo sviluppo delle fonti rinnovabili, considerate una componente fondamentale del futuro energetico, ma chiede che ogni intervento tenga conto delle caratteristiche del territorio. “Abbiamo già chiarito come la nostra posizione non sia di contrarietà alle fonti rinnovabili di energia, anzi. Siamo assolutamente favorevoli ad una transizione energetica che giudichiamo ormai non più rimandabile. Tuttavia, questa, deve inserirsi in una logica di sostenibilità che tenga in considerazione gli elementi agricoli, storici, ambientali e paesaggistici dei luoghi. Anche a nostro avviso, la prima opzione resta quella delle aree già compromesse, dei capannoni industriali, degli edifici pubblici, dei parcheggi, ecc”.

Secondo Luisa Caronte, un passaggio fondamentale riguarda ora la definizione di una pianificazione chiara da parte della politica regionale, con l’individuazione delle aree dove gli impianti possono essere realizzati e di quelle da tutelare per il loro valore agricolo, ambientale e paesaggistico. “È però necessario, al tempo stesso, che a livello politico si proceda al più presto anche all’individuazione delle aree idonee e non idonee, delineando vincoli precisi che possano salvaguardare le aree di pregio e le nostre produzioni identitarie”.

Il Distretto del Cibo evidenzia inoltre che l’archiviazione del progetto Pizzo-Vinci, avvenuta nella fase istruttoria per carenze documentali, non escluderebbe la possibilità di una futura riproposizione dell’intervento con eventuali modifiche. “Viste le modalità dell’archiviazione del progetto in questione, respinto già nella fase istruttoria per carenze documentali, poi, riteniamo ci sia la concreta possibilità che l’impianto possa essere riproposto, magari con correttivi e accorgimenti che puntino a colmare le lacune evidenziate”.

Da qui la richiesta di continuare il monitoraggio e il confronto sul futuro della Piana degli Scrisi, area considerata strategica dal punto di vista agricolo e identitario. “Occorre, pertanto, continuare a vigilare e a sostenere con argomenti concreti l’opposizione della comunità locale ad un’eventualità che stravolgerebbe la geografia rurale, economica e sociale della Piana degli Scrisi”, conclude Luisa Caronte.