Il diritto alla salute torna al centro del dibattito nelle Isole Eolie. A lanciare l’allarme è la situazione di Panarea, dove il servizio di medicina generale rischia di scomparire, lasciando residenti e comunità locale senza un presidio fondamentale per l’accesso alle cure primarie. Sulla vicenda è intervenuto il deputato regionale di Controcorrente Alessandro De Leo, che ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso e al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, chiedendo un’azione immediata per affrontare quella che viene definita una criticità con importanti ricadute sociali e sanitarie. L’atto, sottoscritto anche dai deputati Jose Marano, Ismaele La Vardera e Carlo Gilistro, punta ad accendere i riflettori sul rischio di una perdita del servizio di medico di medicina generale in una realtà insulare caratterizzata da particolari difficoltà logistiche e territoriali.
Panarea, il rischio di perdere il medico di base: l’allarme della comunità
La possibile interruzione del servizio di medicina di base a Panarea non rappresenterebbe, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, un semplice problema organizzativo, ma una vera e propria limitazione nell’accesso alle cure. La presenza del medico di famiglia, soprattutto nei territori più isolati, costituisce infatti un punto di riferimento essenziale per la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione quotidiana delle patologie. Nell’atto viene sottolineato come l’eventuale perdita del presidio sanitario sull’isola inciderebbe direttamente sulla possibilità dei cittadini di usufruire delle cure primarie, comprese le attività di monitoraggio delle malattie croniche e la continuità assistenziale. Una situazione che preoccupa particolarmente la popolazione eoliana, considerata la conformazione geografica di Panarea e le difficoltà negli spostamenti verso la terraferma.
De Leo: “il basso numero degli assistiti non può essere un parametro esclusivo”
Al centro della richiesta avanzata alla Regione vi è la necessità di valutare la situazione tenendo conto delle caratteristiche specifiche di una piccola isola. “È necessario chiarire – sottolinea De Leo – se l’Asp di Messina abbia o meno adottato determinazioni in merito. Il basso numero degli assistiti non può costituire, di per sé, un parametro esclusivo per valutare la sostenibilità della presenza di un dottore in una sede insulare disagiata”. Secondo il parlamentare regionale, infatti, “il numero degli assistiti non può essere l’unico elemento preso in considerazione per decidere il mantenimento o meno del servizio, soprattutto in territori dove le condizioni ambientali e logistiche rendono più complessa l’organizzazione medica“. De Leo evidenzia inoltre “un legame personale con l’isola, ricordando che proprio Panarea è il luogo di origine della nonna”.
Le difficoltà logistiche di un’isola e la necessità di garantire equità sanitaria
Nella sua interrogazione, il deputato regionale richiama l’attenzione sulle particolari condizioni di una realtà insulare come Panarea, dove garantire un servizio sanitario significa affrontare problematiche differenti rispetto ai territori della terraferma. “È necessario allora tenere conto delle particolari condizioni logistiche di una piccola isola come Panarea, quindi dei maggiori costi di trasporto, permanenza e di gestione, dell’obbligo di garantire l’espletamento del servizio e assicurare parità sostanziale di accesso alle cure”, aggiunge De Leo.
Anziani e pazienti cronici tra le categorie più esposte
Secondo De Leo, le conseguenze di un eventuale stop al servizio di medicina generale ricadrebbero soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione. “A pagare il prezzo più alto di un eventuale stop – conclude De Leo – sarebbero soprattutto le persone più fragili, come gli anziani e i pazienti cronici, costretti a spostarsi sulla terraferma”. Per chi vive con patologie croniche o necessita di controlli periodici, l’assenza di un medico di riferimento sull’isola potrebbe trasformarsi in un ostacolo concreto alla continuità delle cure, con maggiori difficoltà organizzative e personali.
La richiesta alla Regione: verificare incentivi e criticità organizzative
Oltre a chiedere un intervento urgente per scongiurare la perdita del servizio, il parlamentare regionale e i colleghi firmatari hanno sollecitato una verifica sulle ragioni che hanno portato alla situazione attuale. In particolare, l’interrogazione punta a fare chiarezza sul regime degli incentivi, sulle motivazioni organizzative, amministrative ed economiche che avrebbero determinato la criticità e sulle possibili soluzioni per garantire la permanenza del medico di base sull’isola. L’obiettivo è individuare un percorso che consenta di tutelare il diritto alla salute dei cittadini di Panarea, assicurando un servizio essenziale in un territorio che, per le sue caratteristiche geografiche, necessita di strumenti e valutazioni specifiche. La vicenda riporta così al centro il tema della sanità nelle isole minori, dove la garanzia dei livelli essenziali di assistenza passa anche dalla capacità delle istituzioni di considerare le peculiarità dei territori più periferici.
