La mattina del 18 dicembre, la “modesta dimora” di un imprenditore “a disposizione” di Cosa Nostra a Palermo diventerà un presidio europeo. Nel bene, che apparteneva al costruttore Francesco Zummo, uno dei protagonisti del “sacco di Palermo“, apriranno il Centro Europe Direct Palermo, parte della rete di informazione della Commissione europea, e la sede di IGNet, la rete europea coordinata da InformaGiovani APS ETS. All’inaugurazione saranno presenti autorità nazionali e internazionali.
La villa diventerà un International Youth Centre per l’informazione giovanile, l’educazione non formale, l’inclusione sociale e la partecipazione. InformaGiovani ha scelto di inaugurarlo a cantiere aperto, perché la trasformazione del luogo si possa vedere mentre prende corpo.
Il “sacco di Palermo” è il nome dato al ventennio di speculazione edilizia che, negli anni Sessanta e Settanta, ha distrutto gran parte del verde e delle ville storiche della città. È stato alimentato dagli interessi di Cosa Nostra e dal riciclaggio dei proventi del narcotraffico, con la complicità di politici, amministratori e imprenditori.
Il nome di Zummo compare negli atti antimafia da quasi mezzo secolo. Negli anni Ottanta il giudice Giovanni Falcone, nell’indagine sulla Pizza Connection, trovò un appunto che collegava conti riconducibili a lui a operazioni legate al traffico internazionale di droga. Dalla fine degli anni Sessanta Zummo costruì un impero di oltre 2.500 immobili. La Direzione investigativa antimafia (DIA) lo ha descritto come un uomo “a disposizione” di Cosa Nostra fin dai tempi di Riina e Provenzano, con legami personali e d’affari con figure di vertice dell’organizzazione, fra cui l’ex sindaco Vito Ciancimino.
Il 1° dicembre 2020 la Corte d’Appello di Palermo ha disposto la confisca dell’intero patrimonio, eseguita dalla DIA. Al momento della confisca il valore era stimato in oltre 150 milioni di euro, pari a circa 245 milioni di oggi. Comprende società, centinaia di conti correnti, appartamenti, ville, terreni e cinque complessi residenziali in provincia di Siena. Fino al 2022 altri sequestri hanno riguardato anche beni all’estero, in Liechtenstein, Svizzera e Albania.
Un luogo di servizi in un quartiere che ne ha bisogno. Nelle aree di disagio urbano di Palermo più della metà dei giovani fra 15 e 29 anni non studia, non lavora e non segue percorsi di formazione: circa il 55%, contro il 32% della media cittadina, secondo le elaborazioni ISTAT per Save the Children (“I luoghi che contano”, 2026). Nella villa troveranno posto gli sportelli Europe Direct, Eurodesk e Informagiovani, dove giovani e cittadini di tutte le età potranno informarsi su come studiare, lavorare, fare volontariato o partire per un’esperienza all’estero. Il Centro offrirà laboratori socioeducativi, sportivi e ambientali, un orto sociale in circa 2.000 metri quadrati di verde e un ostello sociale per il Terzo settore italiano e straniero. Il progetto prevede di raggiungere ogni anno oltre 450 giovani, di attivare dieci tirocini retribuiti e di creare una cooperativa di servizi con persone in situazione di fragilità.
Il primo lotto dei lavori, finanziato interamente da InformaGiovani, è arrivato al 50% e sarà completato entro fine novembre. Tutti i lavori saranno conclusi entro la fine di marzo 2027 e l’ostello sociale sarà operativo da maggio. Il progetto è costruito con la Caritas diocesana, l’Ufficio di Servizio sociale per i minorenni, il Sindacato Militari – Carabinieri e altri partner sociali del territorio, insieme al Comune di Palermo, proprietario del bene.
Il ruolo diretto e indiretto dell’Unione europea. Nella villa non c’è un investimento diretto di fondi europei, ma senza l’Unione europea il progetto non sarebbe stato possibile. Il percorso di InformaGiovani è cresciuto con i programmi europei per la gioventù fino a Erasmus+, e con il volontariato europeo, prima con il Servizio volontario europeo e oggi con il Corpo europeo di solidarietà. Dal 2011 la rete IGNet riceve senza interruzioni sovvenzioni di funzionamento, prima con Gioventù in azione ed Erasmus+ e oggi con il programma CERV, con un partenariato quadro per il triennio 2026-2028. InformaGiovani è centro Europe Direct per la provincia di Palermo per il periodo 2026-2030 ed è l’unico centro Eurodesk della Sicilia occidentale. Il sostegno continuativo dell’UE di questi anni ha rafforzato l’associazione in modo strutturale e le ha permesso di affrontare, insieme a fondi privati e propri, un progetto di questa portata. L’impegno complessivo per il primo triennio di avvio del progetto è infatti di circa 1,5 milioni di euro.
La Commissione europea ha più volte sottolineato il ruolo importante della società civile nella promozione dello Stato di diritto, nel rafforzamento dei diritti fondamentali e nella partecipazione democratica attiva. In una città ferita dalla mafia, questo progetto mostra che cosa può realizzare la società civile organizzata con il sostegno dell’Unione europea.
Da Palermo all’Europa. Il progetto collega il quartiere al resto del continente. IGNet, promossa da InformaGiovani nel 2010, riunisce 23 organizzazioni della società civile e del volontariato giovanile in 21 paesi: Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Turchia. Le organizzazioni della rete potranno usare l’ostello sociale per scambi, formazioni e attività di volontariato a Palermo.
All’inaugurazione ci saranno anche i volontari del Corpo europeo di solidarietà che svolgono servizio di breve e lungo periodo a Palermo e in Sicilia. Sono stati invitati i membri del Parlamento europeo eletti nella circoscrizione Isole e rappresentanti della Commissione europea.
“Per noi questa villa racconta la storia di Palermo e del Meridione meglio di molti discorsi, perché è passata da simbolo di economia illegale a luogo di riscatto“, dichiara Pietro Galluccio, presidente di InformaGiovani APS ETS. “Il nostro obiettivo lo abbiamo riassunto in una frase: dal sacco di Palermo a un sacco di opportunità, per le ragazze e i ragazzi di questa città e per quelli che arriveranno da tutta Europa.”
