In caso di allerta climatica per il caldo da ‘bollino rosso’ a Palermo saranno sospese le attività didattiche e chiusi temporaneamente i plessi scolastici comunali. Lo prevede una direttiva firmata oggi dal sindaco Roberto Lagalla e trasmessa ai vertici dell’Istruzione cittadina e al Provveditore agli studi. Faranno eccezione gli istituti dotati di impianti di climatizzazione adeguati e funzionanti, previa attestazione dei dirigenti scolastici. Le scuole potranno attivare la didattica a distanza per garantire la continuità del calendario.
Il Comune predisporrà inoltre un piano per potenziare nel lungo periodo gli impianti di condizionamento e individuare soluzioni temporanee contro il caldo. “La sicurezza e il benessere dei nostri studenti, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico sono una priorità assoluta – afferma il sindaco Lagalla – di fronte alla possibilità di eventi climatici estremi, non possiamo permetterci di attendere che l’emergenza si manifesti: dobbiamo essere pronti ad agire prima, con decisioni chiare e tempestive. È una scelta di responsabilità che mette al centro la sicurezza di chi ogni giorno vive la scuola“.
Peccato che si tratti esclusivamente di una farsa, anche clamorosa. In Sicilia le scuole riapriranno il 15 settembre e proprio da quella data, ilMinistero della Salute cesserà le sue pubblicazioni dei bollettini perchè l’estate sarà ampiamente finita. Il tanto temuto bollino rosso per il caldo, l’unico parametro legale su cui si basa l’ordinanza del sindaco, semplicemente non verrà più emesso. Tra l’altro dopo che il caldo sarà abbondantemente finito, perchè già nel weekend, da sabato 12, saranno fresco e maltempo a caratterizzare il clima del Sud Italia.
Quella del Sindaco di Palermo è quindi una direttiva concepita per gestire un’emergenza che, dal momento in cui gli studenti entreranno in classe, non potrà tecnicamente e burocraticamente verificarsi. Un teatrino dell’assurdo costruito a tavolino per guadagnare qualche titolo sui giornali e accontentare le mammine pancine dei social. Che tristezza!
