“Grave carenza di operatori sociosanitari all’ospedale Papardo di Messina. Su 173 posti previsti in pianta organica, sono in servizio solo 120 operatori. Dunque, manca all’appello quasi un terzo del personale necessario per garantire l’assistenza. Ne hanno discusso in un incontro il sindacato Nursind e la Direzione generale dell’ospedale nel quale l’azienda ha comunicato di essere al lavoro per trovare soluzioni anche immediate, ad esempio esternalizzando il servizio”. Lo afferma il segretario aziendale del Nursind, Filippo Barbaro, spiega che “le conseguenze si fanno sentire soprattutto nei turni pomeridiani e notturni, quando l’assistenza alberghiera ai ricoverati risulta fortemente compromessa, con ricadute sulla dignità delle persone assistite, sulla sicurezza delle cure e con il perdurare del cosiddetto demansionamento infermieristico: infermieri costretti a svolgere mansioni proprie degli operatori sociosanitari per sopperire alla carenza”.
Sul tema esternalizzazioni, il Nursind esprime apprezzamento ma come soluzione tampone, perché “l’assistenza diretta alla persona ricoverata è la ragione stessa di esistere di un ospedale pubblico e non può diventare stabilmente materia di appalto”. “Il vero ostacolo sarebbe di natura finanziaria. Il tetto di spesa per il personale sarebbe saturo, a quota 74 milioni di euro: un budget ridotto rispetto ai 79 milioni del passato, e per giunta a fronte di un aumento dei posti letto, da 324 a 365. Al momento sarebbero in corso procedure solo per una decina di assunzioni. Registriamo con favore le aperture emerse – dichiara il segretario provinciale Nursind, Ivan Alonge – ma la soluzione strutturale resta il reclutamento stabile di operatori a tempo indeterminato e l’assessorato deve dare risposte immediate sull’aumento del tetto salariale. A riguardo abbiamo quantificato un incremento minimo di 2 milioni”.
