Nucleare, via libera definitivo del Senato: l’Italia prepara il ritorno all’atomo dopo quasi 40 anni

Approvata con 81 voti favorevoli la legge delega al Governo: nessuna centrale viene autorizzata oggi, ma parte il percorso normativo per introdurre il nuovo nucleare nel mix energetico italiano tra sicurezza, ricerca e decarbonizzazione

Il Senato della Repubblica ha dato il via libera definitivo al disegno di legge sulla delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. Il provvedimento è stato approvato con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, completando così l’iter parlamentare e aprendo una nuova fase per la politica energetica italiana. La legge non autorizza la costruzione immediata di nuove centrali nucleari, ma affida al Governo il compito di definire entro i prossimi mesi un quadro normativo organico per il possibile ritorno dell’energia nucleare nel sistema nazionale, dopo quasi quarant’anni dall’abbandono della produzione atomica in Italia.

La delega al Governo: cosa cambia per il futuro dell’energia italiana

Il cuore del provvedimento è la delega che consente al Governo di adottare, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per disciplinare il settore del nucleare sostenibile. L’obiettivo è costruire una normativa completa che riguardi l’intero ciclo di vita dell’energia nucleare: dalla programmazione alla realizzazione degli impianti, dalla sicurezza alla gestione dei materiali radioattivi, fino allo smantellamento delle strutture.

La legge si inserisce nel quadro degli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e punta a rafforzare la sicurezza energetica nazionale, riducendo la dipendenza dalle importazioni e contribuendo al contenimento dei costi dell’energia.

Tra gli elementi previsti c’è anche la creazione di un Programma nazionale per lo sviluppo del nucleare sostenibile e della fusione, con regole per la sperimentazione, la localizzazione, la costruzione e l’esercizio di nuovi impianti.

Meloni: “un altro impegno che abbiamo mantenuto”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’approvazione della legge sottolineando il significato politico ed energetico del provvedimento. “Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose”, ha scritto Meloni sui social.

La premier ha poi spiegato che il prossimo passaggio sarà la definizione delle norme operative da parte dell’esecutivo: “ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto”.

Pichetto: “il nucleare non è un ritorno al passato”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto ha definito l’approvazione della delega un passaggio verso una nuova fase tecnologica. “Oggi l’Italia fa un passo verso il futuro: l’approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile dà compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile. Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralità al 2050”, ha dichiarato il ministro.

Il principio indicato dal Governo è quindi quello di un sistema energetico misto, nel quale il nucleare non sostituisca le fonti rinnovabili, ma contribuisca insieme a esse alla stabilità della rete.

Nessuna centrale autorizzata

Uno degli aspetti più importanti del provvedimento riguarda un chiarimento fondamentale: la nuova legge non autorizza oggi alcuna centrale nucleare. Il testo stabilisce soltanto il quadro entro il quale potranno essere valutati eventuali progetti futuri. Saranno i successivi decreti attuativi a definire criteri, procedure e modalità operative.

Il Governo avrà 12 mesi per emanare i decreti legislativi previsti dalla delega e altri 24 mesi per eventuali modifiche correttive. La disciplina riguarderà anche il combustibile nucleare, gli impianti di stoccaggio, lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi, la sicurezza degli impianti e la formazione di nuove competenze tecniche e scientifiche.

Smr, Amr, microreattori e fusione: la scelta resta aperta

La legge introduce il principio della neutralità tecnologica. Questo significa che non viene indicata oggi una tecnologia specifica, ma saranno valutate in futuro le soluzioni considerate più mature, sicure e sostenibili. Nel perimetro rientrano i nuovi sistemi di reattori modulari di piccola taglia (Smr), gli Amr (Advanced Modular Reactors), i microreattori e, con una disciplina dedicata, anche la fusione nucleare.

L’obiettivo è guardare alle tecnologie emergenti che potrebbero avere caratteristiche differenti rispetto alle centrali tradizionali, soprattutto in termini di flessibilità, sicurezza e integrazione con altri sistemi energetici.

Sicurezza nucleare: il ruolo dell’Isin e la possibile nuova Autorità indipendente

Un capitolo centrale della legge riguarda la sicurezza nucleare e il sistema di controllo. Il provvedimento prevede la possibilità di istituire una Autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, rafforzando le competenze già presenti nell’Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.

L’Isin svolge attualmente funzioni di regolazione e controllo sulla sicurezza nucleare e sulla radioprotezione, occupandosi delle installazioni nucleari in disattivazione, dei reattori di ricerca ancora presenti in Italia, della gestione dei rifiuti radioattivi, del combustibile esaurito e del trasporto di materiali radioattivi.

Dove potrebbero sorgere le future centrali?

La legge non individua alcun sito per eventuali nuovi impianti nucleari. La scelta delle aree dovrà avvenire attraverso criteri tecnici e ambientali molto rigorosi, considerando elementi come sismicità, rischio idrogeologico, caratteristiche territoriali, disponibilità di infrastrutture, collegamenti alla rete elettrica e sicurezza complessiva.

Saranno inoltre previste forme di consultazione con le comunità locali interessate. Secondo gli scenari contenuti nel Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima), un eventuale ingresso del nuovo nucleare italiano potrebbe avvenire intorno al 2035. Nelle proiezioni al 2050 viene valutata una capacità nucleare compresa tra 8 e 16 GW, pari a circa l’11-22% della domanda elettrica nazionale.

Nucleare e rinnovabili insieme: il ruolo nella transizione energetica

Il nuovo modello energetico ipotizzato non prevede il nucleare come alternativa alle fonti rinnovabili, ma come elemento complementare. Il motivo è legato alle caratteristiche differenti delle fonti. Fotovoltaico ed eolico dipendono dalla disponibilità di sole e vento e hanno quindi una produzione variabile, mentre il nucleare è una fonte programmabile capace di garantire continuità e stabilità alla rete.

In un sistema energetico completamente decarbonizzato non basta produrre energia pulita nell’arco dell’anno: occorre garantire disponibilità di potenza in ogni momento, equilibrio della rete e sicurezza degli approvvigionamenti. Per questo il Governo punta a integrare nucleare sostenibile, rinnovabili, sistemi di accumulo, reti elettriche e interconnessioni in una strategia complessiva per la transizione energetica italiana.

Tajani: “scelta storica per guardare al futuro con pragmatismo”

Con l’approvazione definitiva della legge sul nucleare sostenibile, l’Italia compie una scelta storica e torna a guardare al futuro con pragmatismo“. Questo il commento su X del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato che “Forza Italia ha creduto fin dall’inizio nella necessità di superare vecchi pregiudizi ideologici e di riportare il nucleare nel mix energetico nazionale“. “Vogliamo un’Italia più autonoma, più competitiva e capace di garantire energia sicura e a costi sostenibili a famiglie e imprese“, scandisce.

Salvini: “nostra battaglia da anni, dalle parole ai fatti”

Via libera definitivo al ritorno del nucleare in Italia: energia pulita, moderna e finalmente libera da vecchi pregiudizi ideologici. Una battaglia che la Lega porta avanti da anni. Dalle parole ai fatti!“. Lo scrive su X il leader della Lega Matteo Salvini.