Dal palco di Nova 2026, la kermesse del Movimento 5 Stelle organizzata a Milano, Giuseppe Conte traccia la rotta politica del Movimento in vista del confronto con il centrosinistra e indica i temi che, secondo il leader pentastellato, dovranno essere al centro di un’eventuale alleanza. Il presidente del M5S ha chiuso l’evento dedicato alla costruzione partecipata del programma da proporre agli alleati progressisti, ribadendo una serie di posizioni su politica estera, guerra in Ucraina, riarmo, giustizia e immigrazione. Tra i passaggi più rilevanti del suo intervento c’è quello relativo al conflitto in Ucraina: la base del Movimento, attraverso una consultazione interna, ha dato mandato a Conte di portare al tavolo della coalizione la posizione contraria alla prosecuzione dell’invio di armi a Kiev, sostenendo che tale scelta allontanerebbe la prospettiva di pace. Il voto degli iscritti ha registrato il 91,7% di consensi favorevoli alla linea proposta.
Conte: “è il momento di una politica radicalmente e autenticamente progressista”
Nel suo discorso conclusivo a Nova 2026, Conte ha rivendicato la necessità, secondo la sua impostazione politica, di un nuovo progetto progressista. “È il momento di una politica radicalmente e autenticamente progressista”, ha detto il leader del Movimento 5 Stelle. L’ex presidente del Consiglio ha richiamato le sfide globali e il quadro internazionale attuale, sottolineando la necessità di scelte politiche considerate decisive. “Siate consapevoli delle sfide cruciali che sta vivendo il nostro tempo. Siamo sull’orlo del precipizio, l’ordine internazionale si è sfilacciato”. Conte ha quindi rivolto un appello alla partecipazione politica e al voto, criticando l’idea dell’astensione come risposta alle difficoltà della politica. “Dobbiamo dire che non ci stiamo. Diffidate da chi vi vuole indifferenti e dice “state a casa, astenetevi, tanto è tutto uguale”. No. Non siamo tutti uguali e questo è il tempo delle sfide decisive. Delle scelte risolutive”.
Ucraina e riarmo: la linea del Movimento 5 Stelle
Il tema della guerra in Ucraina è stato uno dei punti centrali dell’intervento di Conte. La consultazione interna del Movimento ha dato mandato al presidente del partito di sostenere, nel confronto con gli alleati, la contrarietà al proseguimento dell’invio di armi. La posizione espressa dal leader del M5S si inserisce nel dibattito sulle strategie europee e italiane rispetto al conflitto, con Conte che collega il tema degli armamenti alla ricerca di una soluzione diplomatica. Nel suo intervento, il presidente pentastellato ha indicato il no al riarmo tra le priorità politiche di un eventuale governo sostenuto dal suo schieramento.
Tutti i “no” di Conte: dalle armi alla giustizia
Nel corso del suo discorso, Conte ha elencato una serie di provvedimenti che, secondo la sua linea politica, dovrebbero essere modificati o cancellati in caso di arrivo al governo. “Quando andremo al governo, come prima cosa iniziamo a dire quel che c’è da cancellare: no al riarmo, no agli accordi commerciali e militari con Israele; aboliremo la norma che ha abrogato l’abuso d’ufficio; hanno fatto una vergognosa riforma perché non tollerano l’azione della Corte dei Conti, no a quella norma; cancellare le norme che limitano strumenti investigativi e intercettazioni: è mai concepibile che stupratori, spacciatori e delinquenti debbano essere avvertiti prima di essere arrestati?”. Conte ha poi aggiunto: “e cancelleremo le leggi bavaglio, riguardo i giornalisti e quelli che vanno in strada a esprimere protesta civile e dissenso politico”. Il leader del M5S ha sottolineato che il progetto politico non dovrebbe essere costruito su ambizioni personali o di partito. “Qui non ci sono ambizioni personali e nemmeno di partito, guardatevi intorno, non c’è scritto M5S, chi lo farebbe?”. Allo stesso tempo, Conte ha chiarito la posizione del Movimento sui contenuti programmatici. “Sui contenuti politici non indietreggeremo di un millimetro, sia chiaro!”.
Lo scontro con Meloni e il tema dell’Italia
Nel suo intervento non sono mancati riferimenti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle scelte dell’attuale governo. Conte ha replicato alle parole della premier sul rapporto tra Italia e interessi esterni con una dichiarazione molto dura. “Giorgia Meloni ha detto ‘occhio a chi nel mondo non ama l’Italia’. Vi do una notizia, chi non ama l’Italia è a palazzo Chigi”. Il confronto politico tra Movimento 5 Stelle e maggioranza si concentra dunque anche sul giudizio sulle politiche del governo e sulla visione del ruolo dell’Italia nello scenario internazionale.
Immigrazione, Conte: “i flussi migratori vanno governati”
Altro tema centrale dell’intervento di Giuseppe Conte è stato quello dell’immigrazione. Il leader del M5S ha criticato la gestione del governo sui centri per migranti in Albania e ha proposto un approccio differente basato, secondo la sua impostazione, sulla gestione dei flussi e sui corridoi umanitari. “Immigrazione, prendiamo i soldi buttati in Albania: Meloni diceva “funzioneranno i Cpr” ma non hanno funzionato”. Conte ha quindi aggiunto: “I flussi migratori vanno governati. La destra non porta soluzioni, dopo il blocco navale ci parla di remigrazione. Vanno costruiti dei centri assistenza sotto l’egida delle Nazioni unite nei Paesi sicuri di provenienza”. Secondo il presidente del M5S, chi ha diritto alla protezione dovrebbe poter arrivare attraverso percorsi regolari. “Non dobbiamo lasciare che finiscano nelle mani dei criminali che fanno traffico di esseri umani, quelli che hanno diritto li portiamo in Italia con i corridoi umanitari”. Conte ha però aggiunto che chi arriva in Italia deve rispettare i principi costituzionali e democratici del Paese. “Ma tra quanti vengono qui bisogna che tutti rispettino i nostri diritti costituzionali e democratici”. Nel suo intervento ha fatto riferimento anche al rispetto dei diritti delle donne e dei minori, citando situazioni nelle quali persistono, secondo Conte, concezioni incompatibili con i principi democratici italiani.
