“Noi, dipendenti dell’ospedale, costretti a pagare per il parcheggio”: in Sicilia scoppia la polemica, è caos

I sindacati chiedono interventi urgenti alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo: "la carenza di posti auto mette a rischio anche la continuità assistenziale"

Medici e organizzazioni sindacali lanciano l’allarme sul regolamento parcheggi dell’Ospedale Cervello di Palermo. La denuncia riguarda una situazione ritenuta ormai insostenibile: il personale sanitario in servizio sarebbe costretto quotidianamente a sostenere il costo della sosta per poter raggiungere il proprio posto di lavoro, a causa dell’insufficienza dei posti auto riservati all’interno della struttura. La protesta arriva dai professionisti dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello e dalle organizzazioni sindacali ANAAO-ASSOMED, AAROI-EMAC, CIMO-FESMED, FASSID, FVM, CGIL, CISL e UIL, che chiedono alla Direzione aziendale l’adozione immediata di una serie di misure per superare quella che definiscono una criticità quotidiana per chi lavora nel presidio ospedaliero.

Secondo quanto evidenziato dai rappresentanti dei lavoratori, il problema nasce dalla mancata disponibilità di un numero adeguato di stalli riservati al personale, soprattutto considerando la particolare organizzazione di un ospedale operativo 24 ore su 24, con turnazioni, attività notturne e reperibilità. “Tutto il personale in servizio presso l’Ospedale è costretto, ogni giorno, a pagare di tasca propria il parcheggio per raggiungere il proprio posto di lavoro. Non per scelta, ma perché non esiste alternativa. I posti auto riservati al personale in servizio sono numericamente insufficienti a coprire il fabbisogno dei turni: chi non trova posto nell’area dedicata — situazione ordinaria, non eccezionale — è obbligato a utilizzare l’area a pagamento, con un esborso che, su base mensile e annua, incide in modo significativo sul reddito da lavoro dipendente”, spiegano i medici.

Le richieste dei sindacati alla Direzione aziendale

Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento immediato per modificare una situazione che, secondo la loro denuncia, incide sia sul personale sia sull’organizzazione del servizio sanitario.

Tra le richieste avanzate figurano:

  • la gratuità della sosta per tutto il personale in servizio, in turno o in pronta disponibilità, considerata una condizione necessaria allo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • l’ampliamento immediato dei posti riservati al personale, con una distribuzione basata sul reale fabbisogno per fascia oraria e non sulla dotazione storica;
  • un piano della mobilità aziendale condiviso con le organizzazioni sindacali, con verifiche periodiche sui dati di occupazione degli spazi;
  • la sospensione immediata di ogni onere economico a carico del personale fino alla soluzione strutturale del problema.

Collegamenti pubblici insufficienti e nessuna alternativa esterna

Secondo i sindacati, a rendere ancora più complessa la situazione contribuiscono anche le difficoltà legate alla mobilità esterna. L’ospedale, infatti, sarebbe difficilmente raggiungibile attraverso il trasporto pubblico, con collegamenti giudicati insufficienti per frequenza e copertura degli orari rispetto alle esigenze di un presidio sanitario che opera senza interruzioni. La criticità riguarda in particolare i turni notturni, i cambi turno nelle prime ore della giornata e gli accessi in pronta disponibilità. Inoltre, secondo quanto denunciato, non esisterebbero aree di sosta alternative all’esterno del perimetro ospedaliero, né pubbliche né gratuite, dove il personale possa lasciare il proprio mezzo in sicurezza e a una distanza facilmente percorribile a piedi.

Per i rappresentanti sindacali la questione non riguarda soltanto il costo economico del parcheggio, ma anche le conseguenze sull’organizzazione del lavoro e sull’assistenza ai pazienti. “Il risultato è un paradosso: chi garantisce la continuità assistenziale non può scegliere se, come e quando raggiungere l’ospedale e proprio per questo risulta costretto a pagare di tasca propria la sosta e l’ingresso al proprio posto di lavoro. Non è soltanto una questione economica. La carenza di posti auto riservati produce effetti che vanno ben oltre il costo del ticket, a cominciare dai ritardi nei cambi turni, con colleghi costretti a girare a lungo alla ricerca di un posto e turni che slittano a danno dell’assistenza al rischio di compromissione della pronta disponibilità”, sottolineano le organizzazioni sindacali.

La denuncia si concentra anche sulla necessità di garantire un accesso immediato al presidio ospedaliero per i medici chiamati in emergenza. “Il medico richiamato in urgenza deve poter accedere e parcheggiare immediatamente, non cercare un posto libero per garantire la prestazioni in urgenza”, concludono i sindacati.