Messina, scontro in Consiglio sulla relazione di mandato di Basile: l’opposizione attacca su partecipate, fondi e Ponte sullo Stretto

A Palazzo Zanca il confronto sul documento programmatico del sindaco accende la polemica politica. Scurria e il Pd denunciano “assenza di risposte”, mentre al centro del dibattito finiscono servizi comunali, Area dello Stretto e futuro della città

Il Consiglio Comunale di Messina si è riunito oggi nell’Aula Consiliare di Palazzo Zanca per una seduta straordinaria dedicata alla relazione di inizio mandato del sindaco Federico Basile. Un appuntamento istituzionale che avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto sulle linee strategiche della nuova fase amministrativa e sul futuro della città, ma che si è trasformato in un acceso confronto/scontro politico tra maggioranza e opposizione. Al centro dei lavori la relazione presentata dal primo cittadino, documento che traccia il quadro della situazione del Comune e gli indirizzi che guideranno l’azione dell’Amministrazione nei prossimi anni. Durante la seduta sono stati affrontati temi come partecipate comunali, fondi extra bilancio, gestione dei servizi, acqua, risanamento, Ponte sullo Stretto e Area Integrata dello Stretto.

La critica del gruppo Scurria: “il confronto c’è stato perché lo hanno imposto le opposizioni”

A margine della seduta, il gruppo consiliare “Scurria Sindaco” ha contestato le modalità del confronto in aula, sostenendo che la discussione sulla relazione di mandato sia stata possibile soltanto grazie alla richiesta avanzata dai gruppi di minoranza. “La discussione c’è stata perché le opposizioni l’hanno imposta. Senza la nostra richiesta formale, quella Relazione sarebbe rimasta un documento depositato agli atti, senza dibattito, senza domande, senza risposte”, afferma il gruppo. “Il Gruppo consiliare “Scurria Sindaco” ha portato in aula un intervento articolato: i conti reali, quindici cantieri simbolo mai conclusi, le partecipate fuori controllo, la Social City senza contratto, il decentramento mai attuato, l’Area dello Stretto ridotta a un protocollo di intenti. E cinque proposte concrete”, si legge nella nota diffusa.

L’attacco al sindaco Basile: “chi amministra una città parla alla città”

Il gruppo Scurria ha poi criticato la posizione assunta dal sindaco Federico Basile durante il confronto, accusandolo di non aver fornito risposte sufficientemente approfondite alle questioni sollevate. “Il Sindaco ha risposto da burocrate. Ha precisato di non avere alcun obbligo di rispondere. Ha dimenticato — o forse lo sa benissimo — che chi amministra una città non parla solo ai consiglieri: parla alla città. E alla città deve rispondere”, afferma l’opposizione. Un altro punto contestato riguarda il ruolo della maggioranza consiliare. Secondo il gruppo Scurria, nessun consigliere di maggioranza sarebbe intervenuto nel dibattito. “Nemmeno uno dei diciannove consiglieri di maggioranza ha preso la parola. Diciannove voti. Zero interventi. La maggioranza che governa Messina non ha ritenuto di dover spiegare nulla ai cittadini che l’ha eletta”, sostiene la nota.

Polemica sul ruolo del presidente del Consiglio comunale

Il gruppo di opposizione ha criticato anche la gestione dei tempi del dibattito, contestando la decisione del presidente del Consiglio comunale di non concedere un ulteriore intervento richiesto dal consigliere Scurria. “Il Presidente del Consiglio ha contato i secondi con lo stesso interesse con cui si conta il traffico a un semaforo. Ha negato l’ultimo minuto richiesto dal Consigliere Scurria. Un Presidente del Consiglio comunale ha il dovere costituzionale dell’imparzialità: non è il cronometrista della maggioranza. È il garante di tutti i consiglieri, di tutti i gruppi, di tutta la città”, afferma il gruppo. La conclusione della nota è un duro attacco politico alla gestione del confronto in aula:“questa sera Messina ha visto con i propri occhi come funziona il “controllo democratico” secondo questa Amministrazione: il Sindaco che non risponde, la maggioranza che tace, il Presidente che ferma il cronometro. Noi saremo qui. A controllare. A chiedere conto. Ogni volta. Fino in fondo”.

Il Partito Democratico: “sui fondi extra bilancio e sulle partecipate nessuna risposta”

Anche il gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso critiche dopo la seduta di Palazzo Zanca, concentrandosi soprattutto sulle questioni economiche e sulla gestione delle società partecipate. “Sui fondi extra bilancio e sulle partecipate nessuna risposta. Nessun consigliere di maggioranza è intervenuto, e il sindaco ha ringraziato cinque volte i suoi per essersi presentati in aula”, si legge nella nota firmata dai consiglieri Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone.“La richiesta di questa seduta è stata elaborata nella convinzione che sia giusto che un sindaco appena rieletto esponga dinanzi al Consiglio, che rappresenta l’intera cittadinanza, le proprie linee programmatiche di mandato”, spiegano i consiglieri democratici.

Fondi extra bilancio e partecipate: i nodi sollevati dall’opposizione

Tra le principali contestazioni avanzate dal Pd c’è quella relativa all’utilizzo di fondi straordinari per sostenere alcune spese dell’Ente. Secondo i consiglieri democratici, sarebbe mancato un chiarimento sulla sostenibilità futura di tali interventi. “Su tutte i fondi extra bilancio: una parte consistente della spesa sostenuta finora dal Comune è stata finanziata con risorse straordinarie, e nessuno ha spiegato come quelle spese saranno sostenute nel lungo periodo, quando quelle risorse non ci saranno più”, afferma il gruppo. Altro tema centrale è quello delle società partecipate del Comune di Messina, sulle quali l’opposizione chiede maggiore chiarezza rispetto alla gestione dei servizi. “Sulla gestione dei servizi affidati alle società comunali permangono confusione e assenza di chiarezza, a partire da una politica di esternalizzazione che in diversi casi costa più di quanto costerebbe internalizzare quegli stessi servizi”, sostiene il Pd.

Ponte sullo Stretto e Area dello Stretto al centro dello scontro politico

Tra gli argomenti affrontati in aula anche il futuro legato al Ponte sullo Stretto e alla strategia di sviluppo dell’area metropolitana. Secondo il Partito Democratico, il tema avrebbe ricevuto nella relazione di mandato uno spazio insufficiente rispetto alla sua importanza strategica. “Poi c’è il tema del Ponte e dell’area integrata dello Stretto, che in una Relazione di inizio mandato sono liquidati in due righe, senza alcun approfondimento. È la prospettiva che condizionerà i prossimi anni di questa città e merita ben altro spazio”, affermano i consiglieri.

Il confronto politico resta aperto sul futuro di Messina

La seduta dedicata alla relazione di inizio mandato di Federico Basile ha quindi aperto una nuova fase di confronto politico a Palazzo Zanca. Da una parte l’Amministrazione comunale rivendica una visione strategica per i prossimi anni, dall’altra le opposizioni chiedono maggiore approfondimento e risposte sui temi economici, infrastrutturali e amministrativi. Il gruppo Scurria e il Partito Democratico hanno annunciato che continueranno l’attività di controllo sull’azione amministrativa, chiedendo nuovi momenti di confronto in Consiglio comunale. “Il confronto in Consiglio non è un favore all’opposizione. È il modo in cui una città viene messa a conoscenza di ciò che la riguarda”, conclude il Pd.

Relazione integrale di inizio mandato