“La Sicilia torna ad attrarre giovani italiani che avevano scelto di vivere all’estero. Negli ultimi cinque anni quasi 12mila persone tra i 18 e i 39 anni sono rientrate nell’isola dopo un’esperienza fuori dall’Italia, un dato che colloca la regione tra quelle con la crescita più significativa dei rimpatri”. Secondo il dossier elaborato dai Consulenti del lavoro sulla base dei dati Istat, la Sicilia ha accolto il 9,2% dei giovani italiani rientrati dall’estero, risultando seconda soltanto alla Lombardia, che registra una quota del 19,8%. Il fenomeno dei ritorni mostra una crescita marcata rispetto al passato: tra il quinquennio 2016-2020 e quello 2021-2025, infatti, l’aumento dei rientri in Sicilia è stato del 52,3%, un incremento superato soltanto da Valle d’Aosta (+65,5%) e Basilicata (+54,5%).
Quasi 12mila giovani hanno scelto di tornare in Sicilia
Nel dossier dei Consulenti del lavoro viene evidenziato come il cambiamento riguardi anche il rapporto tra chi torna e chi decide invece di lasciare nuovamente l’isola per trasferirsi fuori dall’Italia. “Negli ultimi 5 anni la Sicilia è stata scelta da 11.908 italiani, di età compresa tra 18 e 39 anni, che prima risiedevano all’estero: il 52,9% in più del quinquennio precedente quando i rimpatri era stati 7.787”, si legge nel report. Parallelamente, diminuisce il numero dei siciliani che intraprendono il percorso opposto. Le partenze verso l’estero sono scese del 14,1%: dai 34.295 trasferimenti registrati nel periodo 2016-2020 si è passati ai 29.454 del quinquennio 2021-2025.
Migliora il rapporto tra rientri e partenze: 40 giovani tornano ogni 100 trasferimenti
Il risultato più significativo riguarda il rapporto tra rientri e nuove partenze. La Sicilia, infatti, passa da una situazione in cui il ritorno interessava appena una parte ridotta dei giovani emigrati a un equilibrio più favorevole. Nel quinquennio più recente si registrano 40 rientri ogni 100 trasferimenti verso l’estero, mentre nel periodo precedente il rapporto era fermo a 22 rientri ogni 100 partenze. Un segnale che, secondo l’analisi dei dati, indica una maggiore capacità del territorio siciliano di richiamare giovani che avevano lasciato l’isola per motivi di studio, lavoro o opportunità professionali. La scelta di rientrare, tuttavia, non è uniforme sul territorio regionale: alcune province mostrano una capacità attrattiva decisamente superiore rispetto ad altre.
Messina guida i rientri dei giovani siciliani dall’estero
Tra le province siciliane, è Messina a registrare il dato più alto per quanto riguarda la quota di giovani italiani rientrati dall’estero. “Chi ha scelto la Sicilia si è trasferito soprattutto a Messina e provincia: il 91,3%. Seguono Enna con il 75,6%, Ragusa con il 74,9%, Caltanissetta con il 66,7%, Trapani con il 61,8%, Palermo col 58,1%. Valori più bassi per Agrigento con il 48,3%, Siracusa con il 31,1% e Catania fanalino di coda con appena il 27,5%”, evidenzia il rapporto. La provincia peloritana si conferma quindi il principale punto di approdo per chi decide di tornare in Sicilia dopo un periodo trascorso all’estero, seguita da Enna e Ragusa. All’estremo opposto si collocano Siracusa e soprattutto Catania, dove il rapporto tra rientri e movimenti migratori risulta più contenuto.
Ragusa aumenta le partenze, Messina seconda: i dati provinciali sull’emigrazione
L’analisi del dossier prende in considerazione anche l’andamento delle partenze verso l’estero nelle diverse province siciliane. Il territorio che registra il maggiore incremento della percentuale di cittadini trasferiti fuori dall’Italia tra i due quinquenni analizzati è Ragusa, con un aumento del 26,9%. Segue Messina, con una crescita del 15,1%. Per tutte le altre province, invece, il dato delle partenze risulta in diminuzione: Enna (-26,4%), Catania (-25,5%), Caltanissetta (-24,7%), Agrigento (-24,4%), Palermo (-19,5%), Trapani (-7,4%) e Siracusa (-6,5%).
Enna la provincia con il miglior equilibrio tra rientri e partenze
“Nel rapporto tra rimpatri e trasferimenti, Enna risulta la provincia con il dato più positivo: 49 rientri su 100 partenze. Seguono Agrigento con 46,8, Trapani 45,8, Caltanissetta 44,7, Catania 40, Palermo 39,4, Siracusa 37,2, Messina 36,3, Ragusa 36,1”, conclude il report. I numeri raccontano dunque una Sicilia che, pur continuando a confrontarsi con il fenomeno dell’emigrazione giovanile, mostra segnali nuovi: sempre più giovani scelgono di tornare, riportando competenze, esperienze internazionali e nuove prospettive professionali nei territori d’origine.
