È destinata a far discutere la precisazione del presidente del Consiglio comunale di Messina, Massimo Minutoli, sul caso della relazione di inizio mandato e sulla richiesta avanzata dall’opposizione di un passaggio in Aula con il sindaco Federico Basile. Al centro del confronto politico c’è la natura dell’adempimento previsto dalla normativa per l’avvio del nuovo mandato amministrativo. Secondo Minutoli, infatti, il documento ha una funzione di ricognizione della situazione dell’Ente, ma non prevede automaticamente un obbligo di illustrazione da parte del primo cittadino durante una seduta del Consiglio comunale. Il presidente dell’Aula ha voluto quindi replicare alle contestazioni sollevate dal consigliere Marcello Scurria, che aveva parlato di una mancata discussione pubblica della relazione e di una possibile volontà della maggioranza di sottrarsi al confronto istituzionale.
“La legge non prevede che il sindaco debba illustrare la relazione in Consiglio”
Nel suo intervento, Massimo Minutoli ha evidenziato la differenza tra gli obblighi normativi legati alla relazione di inizio mandato e quelli previsti per altri documenti amministrativi. “La relazione di inizio mandato è un adempimento previsto dalla normativa e ha la finalità di rappresentare la situazione finanziaria e amministrativa dell’Ente all’avvio del nuovo mandato. La normativa, tuttavia, non prevede che tale relazione debba essere obbligatoriamente illustrata e discussa dal sindaco in una seduta del Consiglio comunale”. Una precisazione che punta a distinguere il valore informativo del documento dalla procedura prevista per la sua presentazione pubblica in Aula. Secondo il presidente del Consiglio comunale, infatti, non esisterebbe un obbligo legislativo che imponga al sindaco di intervenire direttamente durante una seduta consiliare per illustrare i contenuti della relazione.
La differenza con le relazioni annuali sullo stato di attuazione del programma
Minutoli ha poi richiamato un altro passaggio amministrativo che segue regole differenti: le relazioni annuali sullo stato di attuazione del programma di governo. “Diversa è la disciplina prevista per le relazioni annuali sullo stato di attuazione del programma, per le quali è espressamente previsto il coinvolgimento del Consiglio comunale e il relativo dibattito”. Il presidente dell’Aula ha quindi sottolineato come la normativa attribuisca un ruolo diverso ai due strumenti. La relazione di inizio mandato rappresenta una fotografia iniziale della situazione dell’Ente, mentre le relazioni annuali sono collegate alla verifica dell’attività amministrativa svolta e prevedono un confronto istituzionale più strutturato.
“Nessun tentativo di nascondere atti e documenti”
Nel respingere le accuse arrivate dai banchi dell’opposizione, Minutoli ha negato qualsiasi volontà di limitare il confronto politico o impedire l’accesso alle informazioni. “Pertanto, non vi è alcun tentativo di sottrarsi al confronto, né tantomeno alcuna “retromarcia” o volontà di nascondere atti e documenti. Il Consiglio comunale esercita le proprie prerogative nel rispetto delle competenze attribuitegli dalla legge e dal regolamento, così come il Presidente del Consiglio è chiamato a garantire che ogni richiesta venga esaminata e trattata secondo le procedure previste”. Il presidente del Consiglio comunale ha dunque ribadito il ruolo dell’organo consiliare come sede del confronto politico, ma all’interno delle competenze stabilite dalla normativa vigente. Una posizione che arriva dopo le polemiche sollevate sul mancato approdo in Aula della relazione e sulle richieste dell’opposizione di un momento pubblico di discussione con il sindaco.
Il documento è pubblico e disponibile per consiglieri e cittadini
Un altro elemento sottolineato da Minutoli riguarda la trasparenza dell’atto amministrativo. La relazione di inizio mandato, infatti, non sarebbe un documento riservato, ma un atto accessibile alla comunità. “La relazione di inizio mandato è, peraltro, un documento pubblico e conoscibile, e il suo contenuto è nella disponibilità dei consiglieri e della cittadinanza“. Secondo il presidente del Consiglio comunale, dunque, non ci sarebbe alcuna sottrazione di informazioni né alcuna limitazione alla possibilità di conoscere la situazione amministrativa e finanziaria dell’Ente all’avvio del nuovo mandato.
“Il confronto politico non è impedito, ma deve rispettare le regole”
Minutoli ha comunque ribadito la disponibilità ad affrontare i contenuti della relazione, precisando però che il confronto deve avvenire secondo le procedure previste. “Se le forze politiche ritengono di voler promuovere un confronto sui contenuti della relazione, il dibattito politico e istituzionale non è certamente impedito. Ma altra cosa è sostenere che esista un obbligo normativo per il Sindaco di venire in Aula a riferire sulla relazione di inizio mandato. È proprio per rispetto delle istituzioni che non possiamo trasformare una previsione normativa in un obbligo che la legge non contempla”. Una dichiarazione che mira a chiudere il fronte della polemica sulla presunta mancanza di trasparenza, riaffermando la distinzione tra il diritto al confronto politico e gli obblighi formali previsti dalla legge.
Minutoli: “nessuna paura del confronto”
In conclusione, il presidente del Consiglio comunale di Messina ha rivendicato il ruolo dell’assemblea cittadina come luogo di partecipazione e controllo democratico. “Il Consiglio comunale continuerà a garantire, nell’ambito delle proprie competenze, trasparenza, confronto e pieno esercizio delle prerogative dei consiglieri, maggioranza e opposizione. Nessuna paura del confronto, dunque. Semplicemente, il confronto istituzionale deve avvenire nelle forme e nei tempi previsti dalla legge e dal regolamento”. La vicenda resta dunque al centro del dibattito politico messinese, con il tema della trasparenza amministrativa e del rapporto tra Giunta comunale e Consiglio comunale destinato a rimanere tra gli argomenti più discussi nelle prossime sedute dell’Aula.
