“Per anni abbiamo denunciato e affermato che gli anziani trasferiti da Casa Serena all’Ipab Collereale non avrebbero mai più fatto ritorno nella storica struttura di Via Sciva. Oggi, abbiamo appreso che non sarà più possibile procedere agli indispensabili lavori di ristrutturazione e di adeguamento sismico di casa Serena poiché mancherebbe la necessaria copertura finanziaria e sarebbero ormai scaduti i termini utili finalizzati ad accedere ai finanziamenti di Agenda Urbana. Purtroppo, i fatti ci stanno dando ragione e chi ci accusò di essere catastrofisti dovrebbe, in primo luogo, chiederci scusa unitamente all’intera collettività messinese che sta subendo questo enorme danno scoiale ed economico”, lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Livio Andronico, segretario generale Uil Fp Messina, in merito alla vicenda di Casa Serena e alle numerose denunce avanzate nel corso degli anni dal sindacato di viale San Martino.
“Sin dal momento del trasferimento degli ospiti presso il Collereale – ricordano Tripodi e Andronico – avevamo espresso fortissime perplessità, evidenziando che la chiusura di Casa Serena, presentata come transitoria e temporanea, potesse trasformarsi nella definitiva dismissione di un’importante e storica struttura della città. Ci era stato assicurato che Casa Serena sarebbe rimasta chiusa soltanto per il tempo necessario all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e che, una volta completati gli interventi, sarebbe tornata ad accogliere i suoi ospiti, ripristinando gli originari cento posti letto. Purtroppo, si è trattato soltanto di parole al vento e di impegni disattesi poiché nulla di tutto ciò si concretamente realizzato”.
“Gli anziani continuano a essere ospitati presso il Collereale, con il conseguente pagamento dell’affitto dei locali a carico delle casse comunali”
“Nel frattempo, gli anziani continuano a essere ospitati presso il Collereale, con il conseguente pagamento dell’affitto dei locali a carico delle casse comunali e, quindi, della collettività. Si tratta di un disastro politico-amministrativo che ci porta a chiedere come sia stato possibile perdere i finanziamenti per un’opera strategica e fondamentale per la città. Chi avrebbe dovuto vigilare sul rispetto del cronoprogramma? Chi doveva assicurare la conservazione delle risorse economiche? Quali iniziative sono state adottate per impedire che Casa Serena venisse definitivamente abbandonata? E, soprattutto, quanto è costata e quanto continuerà a costare alla collettività la permanenza degli anziani al Collereale e nelle altre strutture?”, hanno proseguito i due sindacalisti.
“Quanto sta emergendo rappresenta un fatto gravissimo che ha chiare ed evidenti responsabilità in quanto vi è l’assoluta continuità nella gestione politico-amministrativa della vicenda di Casa Serena e dei servizi sociali. A nostro avviso era già tutto ampiamente previsto. Infatti, appare lampante la mancanza di volontà finalizzata a recuperare la struttura e restituirla alla sua funzione originaria. Davanti a questi fatti concreti ed incontrovertibili, il sindaco di Messina Federico Basile e l’Amministrazione comunale sono chiamati a rispondere con estrema chiarezza e trasparenza all’intera collettività poiché davanti a una vicenda di tale gravità non bastano chiacchiere e generici annunci poiché non è accettabile che l’inerzia e l’inadeguatezza amministrativa producano conseguenze gravi e nefaste sulla pelle dei soggetti più fragili e, contestualmente, sulle casse comunali. Reputiamo indispensabile che i responsabili di questo scempio paghino e che non si tenti di chiudere questa brutta faccenda con il classico “tarallucci e vino”. Casa Serena appartiene alla storia sociale di Messina e non può essere sacrificata nel silenzio generale. La Uil e la Uil Fp, interpretando il sentimento dei messinesi, continueranno a pretendere verità, trasparenza e assunzioni di responsabilità“, hanno così concluso Ivan Tripodi e Livio Andronico.
