Messina, Gioveni sul rinvio delle nomine nelle Partecipate: “la città attende, ma le emergenze restano”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale critica la gestione delle nomine dei sei CdA e solleva dubbi sugli equilibri politici in vista delle prossime scadenze elettorali

Il rinvio delle nomine dei 18 componenti dei sei Consigli di amministrazione delle Partecipate del Comune di Messina diventa terreno di scontro politico. A intervenire è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Libero Gioveni, che punta il dito contro la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Federico Basile e pone interrogativi sui criteri che dovrebbero guidare la selezione delle nuove governance delle società partecipate. Al centro della polemica c’è la conferenza organizzata da Sud chiama Nord al Salone delle Bandiere e il successivo rinvio delle nomine, con Gioveni che richiama l’attenzione sulla presenza di numerosi candidati e sulle possibili dinamiche politiche legate agli incarichi.

Gioveni: “sembrava di assistere al famigerato e periodo post bellico del ‘pani ca tessera’”

Nel suo intervento, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia utilizza un’immagine fortemente evocativa per descrivere quanto osservato durante l’iniziativa politica. “Nella conferenza celebrata da Sud chiama Nord lunedì scorso al Salone delle Bandiere sembrava di assistere al famigerato e periodo post bellico del “pani ca tessera” (naturalmente il riferimento è sempre politico)”. Gioveni precisa poi di non voler rivolgere accuse personali, ma evidenzia il clima percepito attorno alla giornata nella quale erano previste le nomine dei vertici delle società partecipate comunali.

“Senza voler fare, infatti, alcuna allusione ad alcuno, (ri)vedere quel mare di candidati dentro e fuori il salone proprio nel giorno in cui dovevano essere nominati i 18 componenti dei 6 CdA delle Partecipate, sinceramente dava l’impressione per molti di un’attesa di qualcosa che potesse soddisfare le più o meno legittime richieste o esigenze politiche da parte di chi comunque si sente nel diritto di chiedere il conto dopo gli ultimi (e futuri) sforzi elettorali”, rimarca.

Le nomine delle Partecipate e il nodo dei criteri di scelta

Il capogruppo di FdI Messina mette quindi in discussione il principio alla base della scelta dei nuovi amministratori delle società che rappresentano i principali strumenti operativi dell’ente comunale. “Ma è proprio questo il principio che dovrebbe prevalere nella scelta delle governance dei bracci operativi del Comune?” Secondo Gioveni, la selezione dei componenti dei CdA delle Partecipate dovrebbe essere orientata principalmente dalle competenze e dalla capacità di amministrare, senza essere condizionata da logiche di appartenenza politica.

Il rinvio delle nomine: Gioveni chiede spiegazioni al sindaco Basile

Nel suo intervento il consigliere comunale si sofferma anche sulle ragioni del rinvio deciso dal sindaco Federico Basile, ipotizzando due possibili scenari: da una parte la necessità di valutare attentamente le numerose candidature arrivate, dall’altra possibili equilibri politici da preservare.“E poi mi chiedo: Perché questo rinvio delle nomine da parte del sindaco Basile? Forse perché vuole valutare meglio le ben 550 istanze presentate (certamente anche da parte di chi magari ha tante competenze ma non ha alcuna tessera di partito), oppure perché (ed è evidentemente l’ipotesi più probabile), fra i papabili aspiranti ai posti di sottogoverno “a sciarra è pa putra” e quindi certi equilibri per le Regionali devono essere necessariamente mantenuti?”, puntualizza. Per Gioveni, il tema delle nomine si intreccia con il rapporto tra politica, amministrazione e gestione delle strutture strategiche del Comune.

“La città attende”: il lungo elenco delle criticità secondo Gioveni

Dopo il capitolo relativo alle Partecipate, il consigliere sposta l’attenzione sulle numerose problematiche che, a suo giudizio, attendono ancora risposte da parte dell’amministrazione comunale. “Beh, una cosa è certa: la città attende! Perennemente attende”. Gioveni chiarisce che la sua critica non riguarda soltanto il tema delle nomine o le vicende giudiziarie e amministrative che potrebbero incidere sul futuro dell’ente.“E non mi riferisco né alle nomine, né al giudizio del Tar che inevitabilmente la farebbe sprofondare in una lunga paralisi amministrativa per la quale le responsabilità sarebbero evidenti”, sottolinea.

Tram, Don Blasco, strade e servizi: tutte le questioni sollevate dal consigliere

Nel suo intervento il capogruppo di Fratelli d’Italia richiama una serie di criticità che, secondo la sua analisi, richiederebbero maggiore attenzione da parte dell’amministrazione.“Mi riferisco soprattutto alle lunghe attese per i lavori del tram a rilento, per il completamento della Don Blasco sempre più lontana, per i chilometri di strade groviera non ancora oggetto di interventi, alle emergenze idriche in diverse zone da nord al villaggio di San Filippo, alle “foreste” equatoriali in moltissimi villaggi, alla crisi del commercio sempre più pregnante, alla caotica viabilità sul viale Europa, al rimborso libri e mense alle famiglie che và a rilento, ai malumori del personale della Messina social city e di ATM, alla scarsissima manutenzione negli stabili comunali, alle tante criticità negli impianti sportivi, all’inaccettabile aumento della Tari, al bavaglio messo ai consiglieri circoscrizionali ecc… ecc… ecc…”, prosegue.

L’appello finale al sindaco Basile: “prima le nomine e poi, comu finisci si cunta?”

Gioveni conclude il suo intervento con una frase dal tono provocatorio rivolta direttamente al primo cittadino di Messina: “potrei ancora continuare, ma una cosa alla volta naturalmente, no? Prima le nomine e poi, comu finisci si cunta, giusto sindaco Basile?”. La questione delle nomine nelle Partecipate comunali resta dunque al centro del confronto politico cittadino, mentre cresce l’attesa per le prossime decisioni dell’amministrazione e per la definizione dei nuovi vertici delle società partecipate.