“La relazione di inizio mandato del sindaco si fonda su numeri fin troppo datati perché fa riferimento soprattutto al Rendiconto del 2024 e su un’analisi del piano di riequilibrio assai superficiale”. E’ questa la sintesi dell’intervento in Aula ieri sera del capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni durante il dibattito di ieri sera in Consiglio Comunale. “Pur non essendo obbligatorio per legge il dibattito sulla relazione di inizio mandato – afferma Gioveni – il sindaco Basile ha perso l’occasione per rispondere a dei legittimi quesiti che continuano lasciare parecchi dubbi, non tanto sul programma elettorale che è stato legittimato dal voto democratico, ma sui dati contabili che certamente necessitano di un approfondimento”.
“Troppo facile espungere dal piano di riequilibrio ben 132 milioni di euro di debiti che le società partecipate hanno nei confronti di terzi”
“Per esempio – incalza il consigliere – troppo facile espungere dal piano di riequilibrio ben 132 milioni di euro di debiti che le società partecipate hanno nei confronti di terzi quasi come se non dovessero dare conto al socio unico visto che allo stesso la legge gli attribuisce l’obbligatorietà dell’approvazione del Bilancio Consolidato in cui sono inseriti appunto i bilanci delle società partecipate; così come non mi convince la cancellazione dei 61 milioni di euro del disavanzo tecnico giustificandone l’assorbimento con i risultati di amministrazione”.
“Inoltre – prosegue l’esponente di FdI – le azioni di razionalizzazione della spesa che il sindaco ha fotografato nella relazione rappresentano solo il classico specchietto per le allodole, soprattutto le azioni 3, 4 e 5 che riguardano rispettivamente i servizi sociali (i 53 milioni di euro del bilancio della Messina social city certamente non la certificano), i costi della politica (il mantenimento dei CdA delle società partecipate a discapito degli amministratori unici e con tanto di aumento delle indennità dei componenti dimostrano che si va in un’altra direzione) e gli impianti sportivi (la percentuale del 3% annuo come servizio a domanda individuale dimostra che si tratta di un perenne pozzo senza fondo)”.
“Non sono quindi soddisfatto del dibattito surreale di ieri sera”
“Non sono quindi soddisfatto del dibattito surreale di ieri sera – conclude Gioveni – sia per le mancate risposte a queste mie legittime osservazioni (a cui si aggiungono anche i dubbi sulla non equa distribuzione del personale nei vari Dipartimenti), sia per l’approccio molto rigido e ostile che il sindaco Basile ha avuto con un Aula che, almeno per quanto riguarda il punto di vista delle opposizioni, desiderava avere solo un confronto sereno sull’avvio di un mandato amministrativo che rischia comunque, per altri motivi, di morire sul nascere”.
