“Ogni anno di questi periodi è sempre la solita musica, che però và assolutamente cambiata. Il riferimento – denuncia il capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni – è alle centinaia di studenti che per un abbaglio normativo e regolamentare, certamente obsoleto, non possono usufruire dell’abbonamento gratuito per recarsi a scuola! Quale sarebbe la regola ostativa? Semplicemente il fatto – sintetizza Gioveni – che lo studente che risiede nella Circoscrizione dove risulta ubicata la scuola che si frequenta, non ha diritto all’abbonamento, a meno che non risulti nel certificato di residenza che la propria casa di abitazione sia ubicata in un villaggio o contrada”.
“Ciò che regolamenta questo divieto è la vecchissima L.R. 24/73 e le successive L.R. 14/2002 e L.R. 4/2003”
“Ma andiamo per ordine. Ciò che regolamenta questo divieto è la vecchissima L.R. 24/73 e le successive L.R. 14/2002 e L.R. 4/2003 – chiarisce il consigliere – che però evidenziano due palesi incongruenze. La prima: La legge del 1973 era stata pensata esclusivamente per gli studenti dei piccoli Comuni che si recavano in una scuola ubicata in altro Comune, ma le modifiche introdotte nel 2002 e 2003 erano state pensate (e la cosa poteva avere un senso) quando le circoscrizioni erano ben 14, quindi con una bassissima possibilità per gli studenti di ritrovarsi la propria scuola nella stessa Circoscrizione di residenza! Ma con la riduzione delle Circoscrizioni da 14 a 6 (oggi 7) e quindi con territori molto più vasti – evidenzia l’esponente di FdI – è ovvio che vi siano molti casi in cui vengono negati gli abbonamenti ma che, proprio per la rilevante distanza fra scuola e abitazione, tale condizione geografica genera comunque una discriminazione”.
“Giusto per portare un esempio. Uno studente del Quasimodo o del Minutoli che risiede a Camaro Superiore o a Bisconte, nonostante la lunga distanza o percorso urbano che richiede più autobus da prendere, non ha diritto all’abbonamento perché queste scuole risultano ubicate nella medesima Circoscrizione di appartenenza, che è in questo caso la terza! La seconda incongruenza: Se nel certificato di residenza dello studente che frequenta una scuola ricadente nella stessa Circoscrizione risulta la parola “villaggio” o contrada, l’abbonamento invece viene rilasciato, per cui, per esempio, uno studente dell’Istituto Minutoli che risiede a “villaggio” Aldisio, paradossalmente ha diritto all’abbonamento, nonostante a scuola lo stesso studente ci potrebbe andare (e probabilmente ci va) anche a piedi”, evidenzia Gioveni.
Gioveni: “occorre porre rimedio a questo obbrobrio normativo”
“E’ evidente, quindi – conclude Gioveni – che occorre porre rimedio a questo obbrobrio normativo; ma nelle more che in Regione qualcuno ci pensi (e di questo certamente mi farò carico con la mia deputazione), invito il Sindaco Basile e l’assessore alla pubblica istruzione Vadalà ad intervenire con una deroga nei confronti di tutti quegli studenti che sono vittime di questi cavilli normativi, certamente poco comprensibili e digeribili alle loro rispettive famiglie”.
