E’ morto padre Felice Scalia, sacerdote e teologo che per anni ha rappresentato un importante punto di riferimento nel panorama culturale e religioso di Messina e dell’intera Sicilia. La sua figura ha segnato generazioni di studenti, fedeli e lettori grazie a un percorso caratterizzato dall’impegno nella formazione, nella ricerca teologica e nella vicinanza concreta alle persone più fragili. Laureato in filosofia, teologia e scienze dell’educazione, padre Felice Scalia ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e all’insegnamento, contribuendo alla crescita culturale e spirituale di numerosi giovani e comunità.
Un percorso tra insegnamento e ricerca teologica
Padre Felice Scalia aveva insegnato alla Facoltà teologica dell’Italia Meridionale e successivamente all’Istituto Superiore di Scienze Umane e Religiose di Messina, dove ha portato la sua esperienza e la sua visione della teologia come strumento di comprensione dell’uomo e della società. Nel corso della sua attività ha collaborato con numerose riviste specializzate, tra cui Presbyteri, Horeb, Rivista del clero, Vita consacrata, Spirito e Vita e Vita Pastorale, contribuendo al dibattito ecclesiale e culturale attraverso approfondimenti e riflessioni. Il suo lavoro si è sempre caratterizzato per un approccio capace di unire il pensiero teologico con l’attenzione ai problemi concreti delle persone, mantenendo centrale il rapporto tra fede, giustizia sociale e dignità umana.
I libri e la “teologia scomoda” di padre Felice Scalia
Autore di numerose opere, padre Felice Scalia ha lasciato un’importante produzione letteraria e teologica. Tra i suoi libri figurano “Il Cristo degli uomini liberi”, “Teologia scomoda”, “Il caso Sobrino”, “Alternativi e poveri”, “La vita consacrata nel postmoderno” ed “Eucaristia. Tenerezza e sogno di Dio”.
