Messina, crollo a Pistunina: identifcati i resti di Santino Magazzù

Gli accertamenti del Ris dei Carabinieri di Messina hanno attribuito alcuni frammenti ossei al ferroviere in pensione marito di Rosa Leone. Nessuna traccia ancora di Lairu Warna-Kulasuriya

Arriva una nuova svolta nella tragedia della palazzina di via La Pira a Pistunina, crollata lo scorso 30 luglio a Messina. Gli accertamenti del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Messina hanno consentito di identificare alcuni dei resti ossei recuperati tra le macerie, attribuendoli a Santino Magazzù, ferroviere in pensione e marito di Rosa Leone. L’identificazione è stata possibile attraverso la comparazione del Dna dei reperti con i campioni genetici prelevati ai familiari. Gli esami hanno permesso di ricondurre a Magazzù alcuni dei frammenti recuperati nell’area del crollo, fornendo un ulteriore elemento nel complesso lavoro di ricostruzione seguito alla tragedia. Altri resti erano già stati ricondotti alle sorelle Sara e Rosa Leone, i cui corpi erano stati recuperati nei giorni successivi al cedimento della struttura.

Nessuna traccia ancora del collaboratore domestico Lairu Warna-Kulasuriya

Resta invece senza risposta il destino di Lairu Warna-Kulasuriya, cittadino cingalese che lavorava come collaboratore domestico per la famiglia Leone e che, a oggi, risulta essere l’unico disperso dopo il crollo della palazzina. Gli accertamenti condotti dai militari non hanno infatti individuato alcun elemento riconducibile alla sua persona tra i materiali analizzati. I familiari delle vittime e i rispettivi legali sono stati informati nella mattinata dell’esito degli esami effettuati sui reperti recuperati. La vicenda resta dunque ancora aperta sotto il profilo umano e investigativo, con le ricerche e le verifiche che proseguono per fare piena luce su quanto accaduto in quella drammatica giornata di fine luglio.

Sabato la restituzione delle salme alle famiglie

Dopo gli ultimi accertamenti medico-legali, nella giornata di sabato i corpi saranno restituiti alle famiglie per consentire l’ultimo saluto alle vittime. Un momento particolarmente atteso dai parenti, che potranno finalmente celebrare le esequie dopo settimane segnate dall’attesa e dall’incertezza legata alle procedure di identificazione. Nel frattempo, da lunedì riprenderanno le operazioni nell’area del parcheggio rosso di San Filippo, dove verrà effettuata una selezione dei materiali recuperati. L’attività rientra nel più ampio quadro degli accertamenti necessari per raccogliere elementi utili alla ricostruzione della dinamica del crollo e individuare eventuali responsabilità.

L’inchiesta della Procura: analisi sui telefoni degli indagati

Sul fronte giudiziario continua il lavoro della Procura di Messina, che sta portando avanti gli approfondimenti tecnici per chiarire le cause del cedimento della palazzina di via La Pira a Pistunina. Prosegue in particolare l’analisi dei dati estratti dai telefoni dei tre indagati: gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e l’ingegnere Pietro Leone. I tre risultano accusati, nell’ambito dell’inchiesta, dei reati ipotizzati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Gli investigatori stanno esaminando ogni elemento utile per ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato al crollo e per verificare eventuali profili di responsabilità nella gestione delle attività e delle condizioni di sicurezza. Come previsto dall’ordinamento, la posizione degli indagati dovrà essere valutata nel corso del procedimento e ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti.