Il fronte progressista prova a compattarsi e lancia la sfida al centrodestra. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si sono ritrovati sullo stesso palco alla festa dei rossoverdi ‘Terra!’, inaugurando il dibattito con una foto simbolica dei quattro leader e una promessa politica chiara: in caso di vittoria alle elezioni, il riconoscimento dello Stato della Palestina sarà tra i primi provvedimenti del nuovo governo.
Lo scatto pubblicato dai leader del centrosinistra è stato accompagnato dalla frase: “Uniti, per battere la destra e cambiare in meglio questo Paese. Noi ci siamo!”. Un messaggio che punta a rafforzare l’immagine di una coalizione pronta a costruire un’alternativa alla maggioranza guidata dal governo Meloni.
Conte: “Con noi al governo riconosceremo lo Stato della Palestina”
Dal palco della manifestazione è stato Giuseppe Conte a delineare alcuni dei punti centrali della linea politica del Movimento 5 Stelle e dell’alleanza progressista. Il presidente pentastellato ha parlato della necessità di una politica estera fondata sul rispetto del diritto internazionale, citando il conflitto in Medio Oriente, la guerra in Ucraina e le altre crisi internazionali.
“Andando a Palazzo Chigi noi dovremmo avere l’obiettivo prioritario di restituire la dignità alla politica e la forza al diritto. Si tratta di dire a tutti i cittadini che non ci sarà un altro caso Almasri, che riconosceremo, come è stato già detto, lo Stato della Palestina, ma ci impegneremo anche per le sanzioni economiche finanziarie nei confronti di Netanhayu e tutti i responsabili del genocidio. Dovremmo anche promuovere un intervento comunitario all’interno dell’Unione Europea presso la Corte penale internazionale dove è in corso un processo contro la repressione del popolo palestinese. Dovremmo anche condannare certo l’aggressione della Russia e di Putin, che abbiamo già fatto senza se senza, ma anche condannare l’aggressione in Venezuela, e ovunque ci siano guerre, morte, perché non possiamo, se vogliamo evitare la legge più forte, metterci a fare doppi e triplo standard”, ha dichiarato Conte.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha inoltre affrontato il tema dell’immigrazione, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza e tutela della dignità delle persone.
“Dobbiamo porci con chiarezza il problema dei flussi migratori e del bisogno di sicurezza di tutti i cittadini. Va spiegato loro che nel rispetto della dignità dobbiamo costruire percorsi di garanzia. Se pensiamo soltanto ad altro e cerchiamo di evitare questi temi, c’è il rischio di anche in Italia non riusciremo a vincere, abbiamo grandissime chances ma la battaglia è tutta da vincere”, ha aggiunto Conte.
Schlein: “Riconoscimento della Palestina tra le prime cose che faremo”
Anche il segretario del Partito Democratico Elly Schlein ha indicato il riconoscimento dello Stato palestinese come una priorità politica in caso di vittoria del centrosinistra. “Tra le prime cose che faremo se insieme vinceremo le elezioni è il riconoscimento doveroso dello Stato di Palestina perché due popoli e due stati si fa così, due popoli che hanno entrambi diritto di esistere, di vedersi riconosciuto un proprio Stato”, ha affermato la leader dem.
Schlein ha poi rilanciato la richiesta di sospendere l’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele, accusando il governo italiano di ostacolare una posizione comune europea.
“E ha ragione Fratoianni bisogna anche sospendere, per dare un segnale chiaro, quell’accordo di associazione tra l’Unione Europea e Israele. Oggi Tajani è intervenuto davanti a questa iniziativa della Gran Bretagna, del Canada e degli altri nove paesi dicendo: per noi deve essere l’Unione Europea a prendere queste decisioni. Allora scusate una cosa, ma pensa che siamo fessi e che non sappiamo che in Unione Europea è il nostro governo che con il suo veto sta impedendo di sospendere finalmente quell’accordo e di dare un segnale. Noi chiediamo ancora di sospendere quell’accordo perché non possiamo stare a guardare in silenzio”.
La segretaria del Pd ha criticato inoltre l’assenza dell’Italia dall’elenco dei Paesi che hanno adottato misure contro i commerci legati agli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
“Io penso che sia vergognoso che quest’oggi nell’elenco dei paesi” che hanno deciso di sanzionare i commerci con i coloni isrealiani “mancasse il nostro Paese, mancava l’Italia e cioè è vergognoso che ancora una volta questo governo abbia perso l’occasione di difendere il diritto internazionale, di non avere i doppi standard e penso che stasera sia l’occasione di rilanciare proprio insieme da questo palco una legge che abbiamo firmato insieme qualche mese fa con Angelo, con Giuseppe, con Nicola ed è una legge che dice che in Italia deve essere vietato il commercio dei prodotti che vengono dalle colonie illegali in Cisgiordania perché bisogna mettere fine a quelle occupazioni illegali”.
Bonelli: “siamo pronti a trasformare ottobre in una grande consultazione popolare”
Sul palco anche Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha indicato nei prossimi mesi una fase decisiva per costruire il programma comune del centrosinistra.
“Siamo pronti a trasformare il mese di ottobre in una fase di grande consultazione popolare per la definizione del programma”, ha spiegato Bonelli rivolgendosi alla platea che chiedeva una maggiore accelerazione nella costruzione dell’alternativa politica alla destra. Poi, con una battuta, ha aggiunto: “Avete ragione: sbrigamose”.
Il leader di Avs ha sottolineato l’importanza di un progetto condiviso sui grandi temi nazionali ed europei.
“Vincendo in Italia costruiamo un percorso importante in Europa. Penso assolutamente che il programma sia fondamentale perchè quello che ci chiedono gli italiani. Non è una disputa su chi guiderà il centrosinistra, ma come cambieremo la sanità, che risposta diamo a chi ha gli stipendi più bassi d’Europa e che risposta diamo alla destra negazionista dal punto di vista climatico”.
Fratoianni: “se vinciamo noi dal giorno dopo si cambia”
Anche Nicola Fratoianni ha ribadito la linea del riconoscimento della Palestina come scelta immediata di un eventuale governo progressista. “Se vinciamo noi dal giorno dopo si cambia, subito il riconoscimento dello Stato palestinese”, ha dichiarato il leader di Sinistra Italiana, ricordando anche la figura di Fabio Mussi. “Oggi, se il mondo non ci facesse brutti scherzi, avrei ricevuto la telefonata di Fabio Mussi”, ha detto Fratoianni.
Il nodo della leadership e la sfida alla destra
Nel confronto non sono mancati i riferimenti alla costruzione dell’alleanza e al tema della leadership del centrosinistra. Schlein ha spiegato che il punto centrale non dovrà essere la competizione interna tra partiti, ma la definizione di un programma comune.
“Oggi non dobbiamo dare per scontato che la legge elettorale passi, abbiamo presentato emendamenti comuni contro una legge che è un antipasto di premierato. Noi faremo di tutto per non farla passare. Poi valuteremo se fare un accordo su chi prende un voto in più o fare le primarie, a cui io mi sono sempre detta disponibile, ma oggi quello che ci chiede la nostra gente è soprattutto di capire come vogliamo migliorare la vita degli italiani con un programma chiaro e coerente che tutte le forze dell’alleanza si impegnano a portare avanti anche il giorno dopo, e finalmente”.
Sul possibile coinvolgimento di Matteo Renzi, la segretaria dem ha ribadito la centralità dei valori costituzionali. “Renzi? Io penso che non ci sia miglior programma che attuare fino in fondo la nostra costituzione antifascista. Articolo per articolo. E sono d’accordo con Bonelli su questo: per me sbaglieremmo a fare il perimetro da sigla a sigla, da nome a nome ma dobbiamo farci carico di garantire la coerenza di un programma”.
Infine Schlein ha affrontato anche il tema dell’avanzata delle destre in Europa, citando il caso tedesco e sostenendo che il centrosinistra non debba inseguire le posizioni dell’estrema destra.
“Quello che sta accadendo in Germania ci offre anche uno spunto, vuol dire che avevamo ragione a denunciare che quando i Popolari inseguono l’estrema destra, gli elettori votano l’estrema destra. Noi non batteremo le destre rincorrendole nel loro terreno, ma offrendo una proposta alternativa”.
