L’artista reggino Angelo Ventimiglia alla Salerno Design Week con “Diade”: dialogo tra alluminio e mito | FOTO

Angelo Ventimiglia invitato alla Salerno Design Week 2026: l'artista reggino presenta l'opera inedita Diade

C’è anche Angelo Ventimiglia, artista che vive e lavora a Reggio Calabria, nel cuore del Mediterraneo, tra gli invitati alla Salerno Design Week 2026 in programma dal 17 al 20 settembre al Museo Diocesano San Matteo di Salerno. Invitato da Studio Opera LTB, Ventimiglia partecipa alla mostra collettiva “Il segno che diventa leggenda – Omaggio a Giorgetto Giugiaro”, dedicata al Cav. Arch. Giorgetto Giugiaro, Special Guest e Premio alla Carriera (del Maestro Gianluca Vietri) di questa edizione. Per l’occasione il maestro incisore presenterà in anteprima assoluta l’opera inedita DIADE.

Un dittico realizzato nel 2026 in lamina di alluminio, lavorata con doppia battitura a freddo, sbalzata e cesellata interamente a mano e applicata su tela. Una tecnica che costituisce il nucleo della ricerca di Ventimiglia, capace di conferire al metallo industriale una vibrazione luminosa e una valenza scultorea attraverso il solo lavoro di cesello.

Il progetto mette in dialogo due icone equestri:

  • DIADE – Cavallo di Persano (fondo blu)
  • DIADE – Cavallino Rampante Ferrari (fondo rosso)

Al centro di ciascuna tela, con cornice giallo fluo, il tondo in alluminio a rilievo: da un lato il Cavallo di Persano, razza selezionata nel XVIII secolo nel Real Sito di Persano nel salernitano; dall’altro il Cavallino Rampante, emblema nato dall’insegna dell’asso Francesco Baracca e assurto a icona universale per opera di Enzo Ferrari.

Due soggetti, una genealogia comune. DIADE indaga il passaggio dal segno locale al simbolo globale. “Con DIADE ho voluto chiudere un cerchio ideale che parte da Salerno e arriva a Maranello, passando per la lezione di Giugiaro sul segno industriale“, afferma Ventimiglia. “L’alluminio è il materiale del design per eccellenza; ho voluto restituirgli la nobiltà del gioiello e del conio“.

L’opera sarà esposta in dialogo con i materiali d’archivio di Giorgetto Giugiaro e con le opere degli altri autori invitati: Fernando Spano, Nello Petrucci e Klaidy Arapi. Dopo i giorni inaugurali al Museo Diocesano, la mostra proseguirà per due mesi negli spazi espositivi di Studio Opera LTB in Corso Vittorio Emanuele a Salerno.