La Russia potrebbe intensificare nei prossimi mesi la propria guerra ibrida contro l’Occidente e la NATO. È l’allarme lanciato dall’Intelligence della Difesa danese, secondo cui Mosca sarebbe pronta ad aumentare il livello delle proprie attività non convenzionali con l’obiettivo di mettere sotto pressione gli alleati di Kiev, ridurre il sostegno internazionale all’Ucraina e creare divisioni all’interno dell’Alleanza Atlantica.
Secondo le valutazioni dell’intelligence di Copenaghen, il Cremlino starebbe preparando una fase caratterizzata da azioni più frequenti e potenzialmente più impattanti, che potrebbero coinvolgere diversi Paesi occidentali attraverso strumenti diversi dal conflitto militare tradizionale.
L’intelligence danese lancia l’allarme
Thomas Ahrenkiel, capo dell’Intelligence della Difesa danese, ha spiegato che la Russia potrebbe aumentare sensibilmente le proprie operazioni di pressione nei confronti dell’Occidente. Il concetto di guerra ibrida comprende una serie di azioni che si collocano al di fuori dello scontro militare diretto: sabotaggi, campagne di disinformazione, operazioni informatiche, pressioni economiche e attività clandestine contro infrastrutture o settori strategici. L’obiettivo, secondo le valutazioni danesi, sarebbe quello di sfruttare le vulnerabilità delle società occidentali e condizionare le decisioni politiche dei Paesi che sostengono Kiev.
L’Europa alza l’attenzione sulle minacce non convenzionali
L’allarme proveniente dalla Danimarca si inserisce in un quadro più ampio di crescente attenzione europea verso la sicurezza delle infrastrutture strategiche, dell’industria della difesa e delle reti energetiche. Le autorità dei Paesi NATO stanno rafforzando i sistemi di protezione contro possibili attacchi ibridi, mentre il sostegno all’Ucraina continua a rappresentare uno dei principali punti di confronto tra Mosca e il blocco occidentale.
La valutazione dell’intelligence danese evidenzia dunque una possibile nuova fase del confronto: non solo sul terreno militare ucraino, ma anche attraverso una battaglia fatta di pressioni, destabilizzazione e operazioni sotto soglia, destinate a mettere alla prova la capacità di reazione dell’Occidente.
