La vittoria dell’AfD in Sassonia sta facendo discutere l’Europa. Non sappiamo quanto se ne parli in Germania, ma certamente il risultato del partito tedesco ha acceso un intenso dibattito soprattutto in Italia. Le similitudini con Futuro Nazionale di Vannacci e con la cosiddetta destra radicale sono diventate frequenti, così come i paragoni con il passato più oscuro della Germania. E se in Italia alcune posizioni attribuite al movimento vannacciano sono da considerare illiberali, il dibattito sull’AfD (Alternative für Deutschland) porta con sé una domanda più complessa: è davvero corretto paragonare il partito tedesco al nazismo? Oppure esistono differenze profonde sul piano economico, istituzionale e del rapporto tra individuo e Stato?
Il giornalista Michele Silenzi, ospite del collega Nicola Porro su Rete 4, ha contestato la narrazione secondo cui l’AfD rappresenterebbe una riproposizione del nazismo, sottolineando differenze radicali tra i due modelli politici. “Parlare di nazismo per Afd è ignoranza, è malafede, o entrambe le cose. Se qualcuno legge il programma di Afd, si accorge che è un partito all’opposto del nazismo. Il nazismo si identificava in popolo e Stato con il capo, queste le parole di Hitler. L’Afd invece è una forza liberista, che vuole ridurre la presenza dello Stato, è anti-statalista, vuole ridurre le tasse. Poi il tema scuola: nel nazismo c’era l’indottrinamento statale. Nella scuola dell’Afd invece c’è l’home-schooling, ovvero poter studiare da casa e in autonomia. E poi Afd è favorevole non solo all’esistenza di Israele ma che Israele dopo il 7 ottobre abbia intrapreso quelle operazioni contro Hamas che abbiamo visto”.
Con queste parole Silenzi prova ad andare oltre la narrazione che in Italia accompagna spesso il dibattito sull’AfD, ovvero il timore di un ritorno della Germania agli anni bui del nazismo e di una conseguente deriva autoritaria dell’Europa.
Un partito che punta sulla riduzione dello Stato nell’economia
Al centro della discussione c’è soprattutto il rapporto tra Stato, mercato e libertà individuale. Secondo i sostenitori dell’AfD, il programma economico del partito si colloca in una posizione distante dal modello nazista proprio perché punta a ridurre il peso dello Stato nell’economia, favorendo invece iniziativa privata, concorrenza e libertà di scelta. Tra i punti principali del programma dell’AfD figura infatti la volontà di ridurre al minimo l’intervento statale nel mercato, lasciando maggiore spazio agli investimenti privati e alle decisioni individuali degli operatori economici.
Il partito propone una revisione delle politiche economiche attraverso una maggiore attenzione a fiscalità, energia e infrastrutture, accompagnata da una forte deregolamentazione per favorire nuovi investimenti, in alternativa a una politica basata su grandi piani industriali nazionali guidati dallo Stato.
Libertà economica, patrimonio privato e meno pressione fiscale
Un altro elemento centrale del programma riguarda la difesa della libertà di accumulare patrimonio e della possibilità per i cittadini di scegliere autonomamente come investire le proprie risorse. L’AfD propone inoltre di ridurre il debito pubblico e si schiera contro strumenti fiscali considerati penalizzanti per la proprietà privata, come la tassa di successione e le imposte patrimoniali. Nel programma viene anche ipotizzata una maggiore apertura sul tema monetario, arrivando a richiamare il principio della concorrenza tra valute, una teoria economica associata al pensiero di Friedrich Hayek e alla possibilità di una maggiore competizione nei sistemi monetari.
Sul fronte commerciale, l’AfD sostiene la necessità di eliminare barriere agli scambi con i Paesi esteri, promuovendo un’economia più libera e meno vincolata da restrizioni. Il partito si oppone inoltre al tetto agli affitti, ritenendo che la regolamentazione dei prezzi possa produrre effetti negativi sul mercato immobiliare, e sostiene il diritto all’utilizzo del contante come mezzo di pagamento senza limiti, arrivando a proporne una tutela costituzionale. Tra le posizioni economiche e tecnologiche rientra anche la volontà di tutelare le criptovalute, considerate uno strumento legato all’innovazione finanziaria e alla libertà economica.
La battaglia sulla libertà di pensiero
Un altro tema centrale dell’identità politica dell’AfD è quello della libertà di espressione. Il partito sostiene di voler contrastare qualsiasi restrizione alla libertà di pensiero e di parola, ponendo il tema della tutela del pluralismo nel dibattito pubblico. È proprio su questi aspetti che i sostenitori dell’AfD sottolineano la distanza dal nazismo storico: il regime hitleriano era caratterizzato dal controllo totale dello Stato sulla società, sull’economia, sull’informazione e sulla vita privata dei cittadini, mentre il programma dell’AfD rivendica una riduzione del ruolo pubblico e una maggiore autonomia individuale.
Il confronto sull’AfD rimane comunque uno dei temi più divisivi della politica europea. I critici del partito evidenziano posizioni controverse su immigrazione, identità nazionale e alcuni esponenti del movimento, mentre i sostenitori insistono soprattutto sugli aspetti economici e sulla difesa delle libertà individuali. Il paragone con il nazismo, però, resta al centro della discussione. Chi lo contesta richiama le differenze strutturali tra un regime totalitario fondato sul controllo dello Stato e un partito che, almeno sul piano economico e istituzionale, propone invece una riduzione dell’intervento pubblico e una maggiore centralità del mercato e delle libertà personali.
