Dai podcast ai fumetti, dai video agli esperimenti, passando per giochi, storytelling e progetti multimediali. Sono tanti i linguaggi scelti dagli studenti italiani per raccontare il valore della chimica e il suo contributo alla vita quotidiana, attraverso percorsi capaci di unire creatività e rigore scientifico. Tra i protagonisti dell’edizione 2025-2026 del Premio Nazionale Federchimica Giovani “Chimica: la scienza che salva il mondo” ci sono anche gli studenti della classe 2C dell’istituto Ugo Foscolo di Bagnara Calabra, che hanno conquistato il primo posto nella sezione Fibre sintetiche, sostenuta da Assofibre CIRFS Italia, l’Associazione nazionale fibre artificiali e sintetiche.
Il progetto premiato, dal titolo “Custodi dell’oro blu: dal filo che intrappola al filo che rigenera”, è stato coordinato dalla professoressa Loredana De Leo e ha affrontato un tema particolarmente legato al territorio calabrese: il problema delle reti da pesca illegali abbandonate in mare e le possibili soluzioni offerte dalla chimica per trasformare un rifiuto in una nuova risorsa.
Il progetto degli studenti di Bagnara: dalle reti illegali alla nuova economia circolare
Attraverso le voci narranti degli studenti e una presentazione multimediale, la classe ha raccontato un episodio di cronaca che ha coinvolto direttamente il territorio: il sequestro di reti da pesca illegali lungo la costa. I ragazzi hanno realizzato interviste e approfondimenti scientifici per analizzare le caratteristiche del nylon, gli effetti dell’abbandono dei manufatti nell’ambiente e le possibilità di recupero attraverso processi come la depolimerizzazione, che consentono di creare nuovi prodotti in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare. Un percorso che ha permesso agli studenti di mostrare come la chimica possa rappresentare uno strumento concreto per affrontare le sfide ambientali contemporanee, trasformando problemi complessi in opportunità di innovazione.
Il Premio Nazionale Federchimica Giovani, rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, nasce con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla cultura scientifica attraverso una didattica innovativa e partecipativa. L’iniziativa invita ogni anno studenti singoli o gruppi di lavoro a realizzare elaborati originali capaci di raccontare la chimica mettendone in evidenza il ruolo nello sviluppo sostenibile, nell’innovazione e nel miglioramento della qualità della vita.
L’edizione 2025-2026 ha registrato numeri importanti: oltre 3.500 studentesse e studenti da tutta Italia hanno partecipato al concorso presentando 257 elaborati. Tra questi, 54 progetti sono stati premiati ieri al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
Buzzella: “La chimica offre opportunità professionali qualificate”
Durante la premiazione è intervenuto il presidente di Federchimica Francesco Buzzella, che ha sottolineato il valore del rapporto tra scuola, formazione scientifica e mondo del lavoro. “Il Premio Nazionale Federchimica Giovani rappresenta uno dei principali strumenti con cui Federchimica dialoga con il mondo della scuola, contribuendo a diffondere una conoscenza della chimica fondata su evidenze scientifiche e a superare stereotipi e luoghi comuni che ancora, purtroppo, accompagnano questa disciplina. Chi studia chimica ha accesso a percorsi professionali qualificati, con livelli di scolarizzazione molto alti: nelle nostre imprese, infatti, i laureati sono percentualmente il doppio della media dell’industria manifatturiera. Inoltre, il 96% dei collaboratori ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Anche per questo motivo investiamo su iniziative come questa: desideriamo stimolare curiosità, spirito critico e interesse verso le materie STEM, accompagnando ragazze e ragazzi nella scoperta delle numerose opportunità offerte dalle professioni scientifiche con uno sbocco diretto anche nell’industria chimica”.
In Italia l’industria chimica impiega nel 2025 circa 117 mila addetti, rappresentando circa il 9% dell’occupazione del settore a livello europeo. Tra il 2015 e il 2025 il comparto ha generato 11.000 nuovi posti di lavoro, contribuendo alla crescita dell’occupazione in misura superiore rispetto alla media dell’industria manifatturiera.
Manoukian: “Rafforzare il rapporto tra scuola e impresa”
Il vicepresidente di Federchimica con delega all’Education, Aram Manoukian, ha evidenziato invece le difficoltà ancora presenti nel reperimento di personale specializzato da parte delle imprese. “Sebbene ad un anno dalla laurea, il 93% dei laureati in Chimica e Ingegneria Chimica trovi occupazione e l’82% dei diplomati degli ITS Academy di area chimica acceda già al momento del diploma a un impiego qualificato, le nostre imprese faticano ancora a trovare personale specializzato. In particolare, si osserva negli ultimi anni una riduzione preoccupante delle iscrizioni all’articolazione “chimica e materiali” degli Istituti Tecnici, solo 3.000 iscritti per l’anno scolastico appena iniziato, troppo pochi per coprire i fabbisogni delle nostre imprese. Continuare a rafforzare il rapporto tra scuola e impresa, promuovere una cultura scientifica solida e valorizzare il talento dei più giovani sono tra le priorità di Federchimica, sostenute da numerosi progetti ed eventi dedicati a tutti i livelli scolastici”.
Il riconoscimento ottenuto dagli studenti di Bagnara Calabra rappresenta così non soltanto un successo scolastico, ma anche la dimostrazione di come la scuola possa diventare un laboratorio di idee e innovazione, capace di valorizzare il territorio e formare le nuove generazioni sulle grandi sfide del futuro.
