Italiani e stranieri, il tema del welfare divide il Paese: tutti i numeri del sondaggio

Secondo una rilevazione di Termometro Politico, il 31,4% degli intervistati ritiene che il problema sia la scarsità di risorse per chi ha bisogno, mentre il 29,5% considera preoccupante un eventuale vantaggio degli stranieri nell’accesso ai servizi. Il tema del welfare continua a dividere l’opinione pubblica italiana.

Il rapporto tra welfare pubblico, cittadini italiani e stranieri divide l’opinione pubblica. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Termometro Politico con metodo CAWI, su un campione di 2.500 intervistati tra il 22 e il 24 settembre 2026, chiamati a rispondere alla domanda: “in diverse città il welfare (asili nido, case popolari, sostegni al reddito) beneficia gli stranieri più degli italiani. Cosa ne pensa?”. La rilevazione mostra posizioni molto differenti sul tema dell’accesso ai servizi pubblici e sulla percezione della distribuzione delle risorse destinate alle politiche sociali.

Il 31,4% chiede più risorse per il welfare: “non facciamo guerre tra poveri”

La risposta più scelta dagli intervistati è quella secondo cui il problema principale non sarebbe la presenza degli stranieri tra i beneficiari delle misure sociali, ma il livello complessivo delle risorse disponibili. Il 31,4% ritiene infatti che questa situazione sia “il segno che si spende troppo poco per aiutare chi ha bisogno. Non facciamo guerre tra poveri, va allargato il welfare per tutti, italiani e stranieri”. Questa fascia del campione interpreta quindi il tema del welfare soprattutto dal punto di vista della quantità e dell’efficacia degli strumenti di sostegno, sostenendo che l’ampliamento delle politiche sociali dovrebbe riguardare tutte le persone in condizioni di necessità, indipendentemente dalla nazionalità.

Il 29,5% vede un rischio di squilibrio a favore degli stranieri

Una percentuale molto vicina esprime invece una valutazione critica rispetto alla percezione di un accesso più favorevole degli stranieri ai servizi pubblici. Il 29,5% degli intervistati considera infatti questa situazione “molto pericolosa, è come se il settore pubblico incentivasse l’arrivo di immigrati favorendoli di fatto agli italiani, realizzando una sostituzione etnica”. Questa risposta evidenzia una parte dell’opinione pubblica che considera prioritario il criterio della tutela degli italiani nell’accesso alle prestazioni sociali e che interpreta eventuali differenze nella fruizione dei servizi come un elemento di squilibrio.

Il 22% teme che molte famiglie italiane restino senza aiuti

Un’altra quota significativa degli intervistati pone l’accento sulle difficoltà delle famiglie italiane. Il 22% ritiene infatti che sia “un dato negativo soprattutto perché significa che molte famiglie italiane non possono ricevere la giusta assistenza di cui avrebbero bisogno”. La preoccupazione indicata non riguarda quindi direttamente la presenza degli stranieri tra i beneficiari, ma il possibile effetto sulla disponibilità complessiva delle misure di sostegno e sulla capacità del sistema pubblico di rispondere ai bisogni delle famiglie in difficoltà.

Il 15,7% considera normale un maggiore accesso degli stranieri

Una quota più contenuta, pari al 15,7%, esprime invece una posizione secondo cui una maggiore presenza di cittadini stranieri tra i beneficiari del welfare sarebbe collegata alle loro condizioni economiche e lavorative. Gli intervistati di questa fascia sostengono che “gli stranieri sono i più poveri, fanno i lavori più umili, è normale che abbiano un Isee basso e siano i maggiori beneficiari del welfare, non c’è nulla di strano”. Questa risposta lega quindi l’accesso alle prestazioni sociali principalmente alla condizione economica misurata dagli strumenti utilizzati per determinare il diritto ai benefici, come l’ISEE.

Il dibattito sull’accesso al welfare resta aperto

Il sondaggio restituisce un quadro molto articolato sul tema del welfare in Italia, con una divisione tra chi interpreta la questione come un problema di risorse insufficienti, chi teme una disparità nell’accesso ai servizi e chi invece considera normale che i beneficiari siano soprattutto le persone con maggiori difficoltà economiche. Il sistema di assistenza sociale, che comprende strumenti come asili nido, edilizia residenziale pubblica e sostegni al reddito, resta quindi uno dei temi più sensibili nel dibattito pubblico, soprattutto in relazione alle trasformazioni demografiche e sociali degli ultimi anni. La rilevazione evidenzia come la percezione degli italiani sia fortemente influenzata da due elementi contrapposti: da una parte la richiesta di maggiori investimenti nelle politiche sociali, dall’altra il timore che le risorse disponibili non siano sufficienti a soddisfare tutte le esigenze presenti nella società.

sondaggio sul welfare