“Io voglio pagare il bollo auto. E non percorro il Ponte sullo Stretto”: la lettera da un futuro lontano, ma non troppo

Il bollo auto e il Ponte sullo Stretto, molti anni dopo: la lettera da un futuro lontano

Io il bollo auto voglio pagarlo. Voglio continuare a pagarlo. Anche se adesso non sono tenuto a farlo, io verso la mia quota annuale. L’ho sempre pagato, sin da quando – in quel lontano 2027 – il Governo Meloni lo ha abolito. Mi ricordo bene, quell’annuncio. A me bruciava, bruciava molto che il Premier di allora lo avesse fatto. Sono sempre stato contro la Destra, le Destre, il CentroDestra in generale. E’ un fatto di principio. Siamo nel 2045, ma dopo circa 20 anni continuo a pagarlo. E’ un dispetto, una forma di dispetto verso quell’ideologia, quel personaggio, quel modo di essere. Come si sono permessi, loro, ad abolire il bollo auto? Allora fu un gesto di ‘facciata’, perché di lì a poco si sarebbe tornati al voto. Avevano perso il referendum, da poco, e allora ecco che piazzano il bollo auto”.

“Al di là delle volontà, è stato un modo per sgravare le tasche degli italiani da una tassa in meno, dite? Non è vero, la Sinistra avrebbe ragionato in questo modo. E se lo avesse abolito la Sinistra, lo avrei rispettato. E non pagato. Ma all’epoca lo abolì la Destra e allora continuo a pagarlo. E sapete che c’è? Che io, con l’auto di cui ancora pago il bollo, ma anche con la mia umile moto, non percorro il Ponte sullo Stretto. Non l’ho mai fatto, da quando è stato realizzato. Non esiste. Lo volle con tutte le sue forze quel tal Salvini. Da lui partì tutto. E secondo voi io posso percorrere il Ponte sullo Stretto (della Destra) con un’auto senza bollo (su decisione della Destra)? Pazzi, voi! Preferisco continuare a prendere uno dei pochi traghetti rimasti, ne passano due al giorno. Prendo quello alle 18, ma non c’è quello di ritorno, in giornata. Tra l’altro ho anche letto che questo traghetto, è uno di quelli realizzati negli anni ’80, ancora belli ‘freschi’, non inquini per niente. Zero. Altro che Ponte. Non ricordo dove lo abbia letto, forse in uno di questi social nuovi, quello nato l’anno scorso. Preferisco il traghetto e anche dormire una notte dall’altra parte. Anzi, se serve, anche andare a Roma in treno e poi prendere un volo Roma-Catania“.

“Sono intelligente, io. Non mi fregano, no. Resto fermo nelle mie idee. Anche dopo 20 anni. Non mi importa se su quei traghetti non c’è più nessuno, se elogiano il Ponte sullo Stretto, se ci passano sopra, e se sono felici perché non pagano più il bollo auto. Non mi interessa un mondo che si è sviluppato grazie alla Destra. Io resto dalla parte giusta. Perché il problema non è attraversare un ponte. Il problema è accettare che magari, qualche volta, qualcuno che non la pensa come me possa aver fatto qualcosa di utile. E questo, nel 2045, è ancora troppo difficile da accettare”.

Questa è una lettera sarcastica, frutto della fantasia, scritta da un soggetto immaginario in un futuro un po’ lontano, nel 2045. Lontano, però, forse, fino a un certo punto.