Il crescente fenomeno degli influencer politici sui social network divide l’opinione pubblica italiana. È quanto emerge dal nuovo sondaggio realizzato da Termometro Politico, che ha chiesto agli intervistati come giudichino la diffusione di figure capaci di parlare di politica attraverso piattaforme digitali, spesso con linguaggi diversi rispetto alla comunicazione istituzionale tradizionale. La rilevazione, realizzata con metodo CAWI su 2.400 intervistati tra il 10 e il 17 settembre 2026, evidenzia posizioni molto differenti: una parte degli italiani guarda con preoccupazione al fenomeno, mentre altri riconoscono agli influencer politici la capacità di raggiungere fasce di pubblico difficilmente intercettate dai canali tradizionali.
Il timore più diffuso: influencer politici come fonte di estremismo e violenza
La risposta più scelta dagli intervistati riguarda gli aspetti negativi del fenomeno. Il 40,9% del campione ritiene infatti che gli influencer politici siano pericolosi perché “stanno alimentando l’estremismo tra i giovani e spesso generano violenza”, arrivando a sostenere che sarebbe necessario intervenire nei confronti di chi utilizza questi strumenti in modo problematico. Questo dato evidenzia una forte preoccupazione legata agli effetti dei social network sulla formazione delle opinioni politiche, soprattutto tra le nuove generazioni.
Il 34,5% vede luci e ombre: qualità e ricerca del consenso
Una quota significativa degli intervistati, pari al 34,5%, esprime invece una posizione più articolata. Secondo questa risposta, alcuni influencer sarebbero caratterizzati da contenuti di buona qualità, ma una parte consistente utilizzerebbe questi strumenti soprattutto per ottenere maggiore successo e visibilità, contribuendo anche ad alimentare divisioni. Questa posizione evidenzia il doppio volto del fenomeno: da una parte la possibilità di creare nuovi spazi di confronto, dall’altra il rischio che la logica dei social premi soprattutto i contenuti più polarizzanti.
Il 10,8% considera gli influencer politici una novità positiva con alcune cautele
Il 10,8% degli intervistati giudica invece positivamente la presenza degli influencer politici, definendola una novità più positiva che negativa. Secondo questa parte del campione, l’ampliamento dell’offerta mediatica rappresenta un elemento favorevole, anche se resta necessario vigilare su eventuali messaggi violenti. La risposta sottolinea quindi l’importanza di distinguere tra il ruolo informativo dei nuovi protagonisti digitali e gli eventuali comportamenti problematici.
Il 6% vede un’opportunità per avvicinare i giovani alla politica
Una quota più ridotta, pari al 6%, considera gli influencer politici una novità molto positiva. Secondo questa visione, queste figure riescono a raggiungere un pubblico che i politici tradizionali spesso non riescono a intercettare, contribuendo ad avvicinare soprattutto i giovani alla partecipazione politica. Il dato evidenzia il ruolo crescente dei social come spazio di comunicazione e coinvolgimento delle nuove generazioni.
Il 7,8% non risponde
Infine, il 7,8% degli intervistati ha scelto la risposta “Non so/non intendo rispondere”, senza esprimere un giudizio sul fenomeno degli influencer politici.
Social network e politica: un rapporto in trasformazione
Il sondaggio di Termometro Politico fotografa un cambiamento profondo nel modo in cui la politica viene comunicata e consumata. Gli influencer politici rappresentano infatti un fenomeno relativamente recente, nato dall’incrocio tra comunicazione digitale, personalizzazione del messaggio e ricerca di un rapporto diretto con gli utenti. La rilevazione mostra come il giudizio degli italiani sia ancora fortemente diviso: da una parte emerge la possibilità di coinvolgere nuovi pubblici e soprattutto i giovani, dall’altra cresce il timore per la diffusione di contenuti estremi, polarizzazione e conflitti online. Il sondaggio raccoglie le opinioni degli intervistati nel periodo compreso tra il 10 e il 17 settembre 2026 e fotografa le percezioni del campione sul ruolo degli influencer politici nel dibattito pubblico contemporaneo.

