Il PD vota no al ddl antisemitismo, Fiano pronto a lasciare: “mi hanno annichilito”. E spiega perchè Gaza è solo una scusa

Emanuele Fiano pronto a lasciare il PD in caso di voto contrario al ddl sull'antisemitismo del prossimo 8 ottobre

“È il mio orientamento. Ho ragionato e sofferto: non è un atto d’impeto. È una constatazione intellettuale, politica ed emotiva. Lo farei a cuor pesante“. Con queste parole, rilasciate a Prato sul palco dei riformisti dem e riportate da “Il Corriere della Sera”, Emanuele Fiano si è detto pronto a lasciare il PD se il prossimo 8 ottobre il suo partito dovesse votare no, come preventivato, al ddl antisemitismo. Fiano nega alcun contatto con Elly Schlein dopo la notizia, appresa in una situazione davvero particolare.

“Ero in visita a Birkenau. Faccio parte dell’esecutivo del Comitato internazionale Auschwitz. Ero, parola d’onore, davanti alle rovine del forno crematorio numero 4, dove ci fu la rivolta del Sonderkommando, da parte di 600 ebrei coraggiosi. Mi squilla il cellulare: il Pd aveva appena concluso la sua riunione del gruppo alla Camera, decidendo di votare no. Sono rimasto annichilito“, racconta.

Perchè Gaza non c’entra nulla

Nel 2017, il segretario del PD chiedeva di applicare la definizione di antisemitismo, secondo l’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra). La domanda sorge spontanea: cos’è cambiato oggi? “Niente. – risponde Fiano – Non vedo quali cambiamenti possano esserci stati. Le ragioni per opporsi duramente alle azioni della destra israeliana al governo c’erano già: a Gaza c’erano state tre guerre, si moltiplicavano le colonie in Cisgiordania, tutte le istituzioni del mondo criticavano Israele“.

Possibile che Schlein non voglia entrare in rotta con le posizioni di Avs e M5S? “Spero per lei che non sia questa la risposta“, taglia corto Fiano che spiega come nel PD non esista una componente antisionista: “se per antisionismo si intende negare il diritto dello Stato d’Israele a esistere, dico di no“.

Fiano sottolinea un dettaglio importante: “questa non è una vicenda che riguarda solo gli ebrei. Ha un carattere universale, perché su questa vicenda si fonda l’Europa, il progresso, la tutela delle minoranze. Chi non vuole approvare questo provvedimento lo fa per motivi giuridicamente e tecnicamente inconsistenti“.

La risposta a Gad Lerner

Gad Lerner ha parlato di “ddl boomerang” e ha criticato Riccardo Di Segni per avere legato il rapporto religioso ebraico con la Terra promessa allo Stato di Israele. Fiano risponde: “questa idea del particolarismo non la condivido. Ma come mai, quando Alessandro Zan provò a innestare nella legge Mancino la norma dell’omotransfobia, nessuno contestò che fosse una norma particolaristica? In quel caso appoggiai quella battaglia: una specifica emergenza necessitava di strumenti particolari“.

Se dovesse lasciare il PD, l’idea di Fiano di una sinistra riformista, sionista e anche critica delle politiche di Netanyahu starebbe comunque “nel centrosinistra, mai fuori da questo recinto“.