Heba Hagrass a Reggio Calabria, i caregiver: “servono strumenti di ascolto inclusivi anche a distanza”

Il Comitato informale accoglie con favore la visita di Heba Hagrass a Reggio Calabria, ma chiede maggiore comunicazione e strumenti di partecipazione per consentire a tutti i caregiver di far arrivare la propria voce

“Il Comitato informale Caregiver Calabria accoglie con interesse la visita a Reggio Calabria di Heba Hagrass, Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, e l’incontro previsto con i caregiver sabato 26 settembre alle ore 16.00, presso il Consiglio regionale della Calabria. Ringraziamo gli organizzatori, soprattutto l’europarlamentare Giusi Princi, per aver previsto uno spazio di ascolto dedicato alle esperienze di cura”. Lo afferma in una nota Rita Leone, referente del gruppo Caregiver Calabria – Comitato informale, Caregiver familiare, Assistente sociale e progettista sociale e Presidente dell’ODV Verso l’Autonomia di Catanzaro. “Tuttavia, proprio il rilievo non ordinario di questa occasione impone una riflessione sul diritto a essere informati in tempo utile. La visita era stata annunciata il 4 settembre, ma il programma dettagliato è stato reso pubblico il 21 settembre: diversi caregiver del nostro gruppo hanno conosciuto solo a ridosso dell’appuntamento modalità e orari dell’incontro, anche attraverso contatti personali e social network”, sottolinea Leone.

“Per chi vive a Catanzaro, o in altre aree della regione, organizzare uno spostamento significa trovare assistenza sostitutiva, affrontare costi e conciliare responsabilità di cura spesso continuative. Noi chiediamo che, in occasioni di tale rilevanza, l’informazione raggiunga con adeguato anticipo tutte le province calabresi, attraverso i sindaci, i canali istituzionali, i servizi territoriali e le reti associative, le testate giornalistiche, il web e gli altri strumenti di comunicazione, con indicazioni chiare sulle modalità di partecipazione. Un’occasione di ascolto è realmente inclusiva quando anche chi non può viaggiare o assentarsi dall’assistenza ha una possibilità concreta di far arrivare la propria voce”, sottolinea Leone.

“Chiediamo che siano previsti strumenti di ascolto a distanza e un canale istituzionale per l’invio dei contributi”

“Per questo motivo, molte persone del comitato che non potranno essere presenti potranno condividere, su base volontaria, una testimonianza scritta: il caregiver reggino Vincenzo Macheda si rende disponibile a raccoglierla e a portarla all’incontro, secondo le modalità consentite dagli organizzatori. Chiediamo inoltre che siano previsti, per questa e per le future occasioni, strumenti di ascolto a distanza e un canale istituzionale per l’invio dei contributi. La nostra richiesta è semplice: nessun caregiver e nessuna persona non autosufficiente dovrebbe venire a conoscenza di un confronto che li riguarda quando è ormai troppo tardi per prendervi parte. L’accessibilità comincia anche da una comunicazione tempestiva, diffusa e verificabile”, conclude Leone.