La guerra tra Stati Uniti e Iran, iniziata sei mesi fa, è destinata a proseguire per almeno altri sei mesi. È quanto dichiarato in un’intervista al “Guardian” da Leon Panetta, già segretario alla Difesa statunitense e direttore della Cia sotto l’amministrazione Obama. Panetta crede “che sia probabile che questa guerra continuerà per altri sei mesi senza essere risolta“, data la difficoltà del presidente Usa Donald Trump nel trovare una via d’uscita.
“Non è un mistero che Stati Uniti e Iran siano bloccati in uno stallo terribile, in cui ci sono davvero poche opzioni disponibili per porre fine a questa guerra“, rileva Panetta. Il conflitto in corso è sulla buona strada per diventare “un’altra guerra fallita” in Medio Oriente, “come l’Iraq e l’Afghanistan“, e passare alla storia come l’ennesima “forever war” (“guerra infinita”) nella regione, afferma.
Il Guardian ricorda le recenti e improvvise dimissioni del segretario dell’esercito Usa, Dan Driscoll, che avrebbe lasciato l’incarico nel pieno del conflitto in seguito a tensioni con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Secondo l’ex capo del Pentagono, i militari statunitensi “stanno andando in guerra in un momento di enorme turbolenza” nella catena di comando del Pentagono, “che crea davvero la sensazione che non ci sia nessuno al comando“.
Panetta ha aggiunto che gli “avversari primari” degli Usa come Cina, Russia, Corea del Nord e Iran starebbero interpretando questa instabilità come un segnale di debolezza di Washington, in un momento in cui tali potenze “continuano a incontrarsi e a sostenersi a vicenda“.
Le opzioni di Trump
Secondo Panetta, Trump ha ora tre opzioni davanti a sé: ammettere il fallimento e ritirarsi, prolungare l’attuale stallo fatto di attacchi “a singhiozzo” tra le parti, oppure assumere il controllo dello stretto di Hormuz per eliminare la principale leva di pressione iraniana sul commercio globale. Quindi il presidente può “farsi avanti e fare ciò che è necessario per riaprire lo stretto di Hormuz“, oppure “continuare semplicemente a giocare a questo gioco di fingere che in qualche modo stia vincendo uno stallo, quando in realtà non è così“, ha detto.
La guerra sarebbe “vincibile” per gli Usa “solo se ci sarà un cambiamento drastico” nel loro atteggiamento “che renda chiaro che l’obiettivo primario degli Stati Uniti in questo momento, è riaprire lo stretto di Hormuz“, sottolinea l’ex capo del Pentagono.
