“Il successo più grande del Tropea Film Festival non è stato soltanto nei numeri o nella qualità degli ospiti. Il successo vero è stato vedere i protagonisti di questa sei giorni vivere la città come casa. In questo tempo il borgo salotto ha accolto, coinvolto, emozionato e trasformato i volti famosi del Festival in veri e propri tropeani, al punto che molti sono ripartiti con il sentimento più comune di chi lascia il Sud: la nostalgia; certi di aver vissuto non soltanto un evento grandioso, ma di aver conosciuto un luogo dell’anima“. È quanto dichiara il Sindaco Giovanni Macrì, tracciando il bilancio della quarta edizione del TFF, che ha confermato la crescita di una manifestazione ormai capace di mettere insieme cinema e reputazione internazionale. “Tropea – sottolinea – ha dimostrato ancora una volta di essere una destinazione esperienziale capace di generare relazione e appartenenza ma soprattutto di emozionare“.
“Ringraziamo – sottolinea il primo cittadino, interpretando il sentimento di tutta la comunità – il direttore artistico Emanuele Bertucci, l’organizzazione, le giurie, i volontari, le strutture ricettive, gli operatori, le maestranze e quanti hanno contribuito alla riuscita dell’evento, insieme ai partner che hanno accompagnato questa edizione: da GAL Terre Vibonesi a Trenitalia, da Rai ad Haier a La Dolce Vita a Tropea, da Paradiso partner logistico del TFF al Maestro Michele Affidato, realizzatore del premio L’Isola d’Argento e compagno di viaggio del Festival sin dalla prima edizione“.
“Un ringraziamento particolare – aggiunge Macrì – va anche al vicesindaco Massimo L’Andolina e all’assessore al Turismo ed Eventi Greta Trecate, che per l’Amministrazione comunale hanno seguito da vicino tutte le fasi della manifestazione, contribuendo al raccordo istituzionale, organizzativo e operativo necessario alla migliore riuscita del Festival. La loro presenza costante conferma quanto il successo di una manifestazione di questo livello sia sempre il risultato di attenzione, lavoro quotidiano e responsabilità condivisa“.
Grazie anche a Calabria Film Commission che continua a credere nelle potenzialità della kermesse. Ma la continuità, la solidità e la sicurezza di un progetto arrivato alla sua quarta edizione rimangono il risultato della scelta dell’Amministrazione comunale di accompagnare il Festival, sostenerne la crescita e inserirlo dentro una strategia più ampia di promozione culturale e posizionamento della destinazione. Un ringraziamento particolare va a tutti gli ospiti e protagonisti che hanno impreziosito questa edizione: da Marco Giallini, ospite d’onore della serata conclusiva, a Desirée Popper, madrina del Festival, da Madalina Ghenea ad Antonio Catania, Andrea Roncato, Luca Lucini, Gaia Messerklinger, Mimmo Calopresti, Marcello Fonte, per finire a Neri Parenti, presidente della Giuria Cortometraggi, e Tiziana Rocca, presidente della Giuria Lungometraggi, insieme a tutti gli artisti, professionisti e operatori del cinema che hanno portato a Tropea il proprio racconto, la propria esperienza e la propria sensibilità.
Il progetto Un corto per Tropea ha dimostrato che il Festival è anche un laboratorio di formazione, creatività e futuro. Tanti i giovani coinvolti che non sono stati spettatori laterali, ma parte viva della manifestazione. Hanno guardato Tropea con occhi nuovi, l’hanno raccontata, l’hanno trasformata in linguaggio cinematografico.
Il Festival ha premiato Squali di Daniele Barbiero come miglior lungometraggio e Il Comico di Andrea Belcastro come miglior cortometraggio. Per Un corto per Tropea, riconoscimenti a L’obiettivo di un’estate per la categoria entry level e a Il fasto mancato di Mattia Filice per la categoria professional.
“Il successo di questa edizione – osserva il Sindaco – conferma anche quanto sia importante, da parte degli enti sovracomunali e della Regione Calabria, selezionare e sostenere sempre di più eventi di qualità, capaci di dimostrare un ritorno concreto rispetto all’investimento pubblico. La cultura, quando è progettata bene, non è spesa: è reputazione, economia, racconto, formazione e promozione territoriale. E forse – conclude Giovanni Macrì – proprio gli eventi che riescono a lasciare questo tipo di traccia dovrebbero diventare il parametro principale per scegliere dove concentrare energie, attenzione e risorse“.
