Il presidente del Senato Ignazio La Russa prende nuovamente le distanze da Roberto Vannacci e dal progetto politico di Futuro nazionale, il movimento fondato dall’ex generale dopo la sua uscita dalla Lega. In un’intervista a La Stampa, la seconda carica dello Stato ribadisce che, come già dichiarato dalla premier Giorgia Meloni, non è prevista alcuna alleanza tra il centrodestra e il nuovo soggetto politico. La Russa riconosce la legittimità del percorso intrapreso da Vannacci, ma sottolinea una netta separazione politica e programmatica rispetto alla coalizione di governo.
La Russa: “Vannacci legittimo, ma non ha niente a che spartire con noi”
Al centro dell’intervista c’è il rapporto tra il centrodestra e il movimento di Roberto Vannacci, che negli ultimi mesi ha raccolto consensi tra una parte dell’elettorato tradizionalmente vicino all’area conservatrice. “La posizione di Vannacci è legittima, ma non ha niente a che spartire con noi” ha affermato Ignazio La Russa, spiegando che la scelta dell’ex generale di fondare un proprio partito rappresenta un percorso autonomo.
Secondo il presidente del Senato, la nascita di Futuro nazionale non modifica l’identità politica della maggioranza: “Non esiste un’unica destra”. Rispondendo alla domanda se il partito di Vannacci possa rappresentare un rafforzamento o un indebolimento del centrodestra, La Russa ha dichiarato: “per il momento è un rafforzamento del centrosinistra. E credo che tale rimarrebbe, perché la situazione è evidente. Non lo abbiamo cacciato. Vannacci era vicepresidente di un partito del centrodestra. Ha deciso di fondarne uno suo: legittimo. Ha deciso di votare contro il governo: legittimo. Ha deciso di raccogliere i transfughi del centrodestra, quelli che pensavano che non li avremmo ricandidati: legittimo. Ma è altrettanto legittimo dire che cosa c’entri tutto questo con noi. Uno può qualificarsi come vuole, ma non esiste un’unica destra”.
Le distanze sui temi: femminicidio, patriarcato e Ucraina
Nel corso dell’intervista, La Russa ha evidenziato alcune delle principali differenze politiche rispetto alle posizioni espresse da Vannacci. Tra i temi citati c’è quello del femminicidio, sul quale il presidente del Senato ha espresso una posizione molto critica: “penso alla sua posizione sul femminicidio, che rigetto in toto”.
Un altro punto di distanza riguarda il dibattito sul patriarcato. La Russa ha rivendicato il ruolo della leadership femminile nella politica italiana e ha indicato nella premier Meloni un elemento di cambiamento nel panorama della destra italiana: “Forse La più grande novità che Meloni ha introdotto nella destra e nella politica italiana è proprio questa: una donna può raggiungere un livello che prima nessuna aveva raggiunto e può farlo senza aver bisogno di un uomo che le spiani la strada”.
Sul tema della politica estera e in particolare della guerra in Ucraina, La Russa ha ribadito la posizione del governo italiano a sostegno di Kiev, sottolineando che questa rappresenta una linea politica non negoziabile: “la premier lo ha detto ‘non mi alleerò mai con chi non ritiene giusto aiutare l’Ucraina a resistere all’invasione russa’. Un’invasione che, come viene minacciato ancora oggi, potrebbe estendersi all’Europa”.
Il futuro del Quirinale e l’ipotesi di una donna al Colle
L’intervista ha toccato anche il tema delle prospettive future dopo il mandato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alla domanda se, in caso di vittoria elettorale, il centrodestra possa puntare al Quirinale, magari con una donna, La Russa ha risposto: “se per donna intende Giorgia, non è nelle cose”.
E sulla possibilità che la stessa Giorgia Meloni possa considerare il Colle come un obiettivo politico, il presidente del Senato ha aggiunto: “il dopo Mattarella non è visto da Giorgia come un obiettivo, per nessun motivo”.
Quanto invece a una sua eventuale candidatura alla Presidenza della Repubblica, La Russa ha escluso questa ipotesi: “no, questo proprio non lo potrei fare. Non me lo farebbero fare e, aggiungo, non mi piacerebbe farlo perché cambierebbe completamente la mia vita e quella dei miei familiari”.
La legge elettorale e il premio di governabilità
Nella parte finale dell’intervista, La Russa ha affrontato il tema della legge elettorale e della discussione sul premio previsto per garantire maggiore stabilità ai governi. Il presidente del Senato ha difeso il meccanismo del premio di governabilità, distinguendolo dal concetto di premio di maggioranza: “tutti i sondaggi, già un anno fa, davano come probabile, nel caso dell’auspicata unione a sinistra del cosiddetto campo largo, mettendo dunque insieme capre e cavoli, un risultato di pareggio. Ma La politica non è il calcio. Pareggio significa tradire il voto degli elettori”.
Secondo La Russa, l’obiettivo della riforma sarebbe quello di consentire una maggiore capacità di governo a chi ottiene il consenso più alto a livello nazionale: “per evitare questo, si è pensato a una legge che, attraverso un premio di governabilità e non di maggioranza, consentisse di governare a chi ottiene, a livello nazionale, anche un solo voto in più”.
