Dal podio dell’Assemblea generale dell’Onu, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivendicato il ruolo della sua amministrazione nella politica internazionale, presentando il proprio operato come basato sull’azione concreta rispetto alle precedenti leadership. “Mentre altri hanno parlato, io ho agito. Mentre altri hanno parlato di pace, io l’ho realizzata. Mentre altri hanno ignorato le minacce, io le ho affrontate” ha dichiarato Trump durante il suo intervento.
Il presidente americano ha poi aggiunto: “Mentre altri hanno parlato di coraggio, l’America lo ha dimostrato. Mentre altri hanno promesso forza, io l’ho usata per rendere l’America il Paese più potente del mondo”.
Nel suo discorso, Trump ha sottolineato il rafforzamento degli Stati Uniti sul piano economico e militare. “Posso dirvi con orgoglioso che l’America è tornata e il nostro Paese oggi è più forte che mai” ha detto il presidente americano in apertura del suo intervento al Palazzo di Vetro.
“L’America cresce, la nostra nazione si espande, il nostro Paese fa meglio che mai e il futuro è molto luminoso” ha aggiunto, affermando che “la nostra economia è la più invidiata, il nostro esercito è più potente”.
Iran, terrorismo e sicurezza nucleare: il monito di Trump a Teheran
Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato il tema dell’Iran, indicato da Trump come una delle principali minacce alla sicurezza internazionale. Ricordando gli attentati dell’11 settembre 2001 e gli attacchi del 7 ottobre in Israele, il presidente americano ha collegato terrorismo e rischio nucleare.
“Abbiamo appena commemorato in America il 25esimo anniversario del peggior attacco terroristico della storia” ha dichiarato Trump, riferendosi agli attentati che causarono circa 3mila vittime.
“Tra due settimane ricorderemo il terzo anniversario dell’attacco del 7 ottobre in Israele, quando terroristi finanziati dall’Iran hanno torturato, mutilato e ucciso 1.200 civili innocenti, tra cui decine di americani” ha aggiunto. Trump ha poi affermato: “La Guida Suprema dell’Iran ha celebrato quel massacro definendolo un ‘servizio all’umanità'”.
Secondo il presidente americano, il regime iraniano avrebbe inoltre colpito duramente la propria popolazione. “Lo stesso regime ha massacrato quest’anno oltre 72mila dei suoi stessi cittadini” ha dichiarato, aggiungendo: “Immaginate soltanto se un regime così vile fosse mai messo nelle condizioni di condurre attacchi terroristici su larga scala protetto da uno scudo nucleare”.
“Questa era la realtà che dovevamo affrontare, una realtà che troppi hanno preferito ignorare” ha concluso.
Trump ha ribadito la posizione degli Stati Uniti sul programma nucleare iraniano: “l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”. Il presidente americano ha aggiunto che Teheran “era il bullo del Medio Oriente, ma non lo è più” perché sarebbe stata “annientata”. “Dal primo giorno in cui sono entrato nella vita politica sono stato irremovibile. Non consentirò mai che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha affermato.
Trump ha inoltre definito la Repubblica islamica “il principale sponsor del terrorismo” e ha ricordato che l’Iran avrebbe sviluppato un missile capace di raggiungere l’Europa.
Ucraina, la promessa di una soluzione e il riferimento alla guerra
Nel corso del suo intervento, Trump ha parlato anche della guerra in Ucraina, dichiarando di essere impegnato nei contatti con le parti coinvolte. “Succederà credo più velocemente di quanto la gente pensi” ha detto riferendosi alla possibilità di una conclusione del conflitto.
Il presidente americano ha spiegato di aver avuto contatti con russi e ucraini, aggiungendo che entrambe le parti “ne hanno avuto abbastanza” in riferimento al numero delle vittime. Tornando al tema dell’Iran, Trump ha affermato che anche quel conflitto sarà chiuso “in un modo o in un altro”.
Groenlandia e presenza militare americana: “costruiremo due basi militari”
Un altro tema affrontato dal presidente statunitense è stato quello della Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca al centro dell’interesse strategico americano. Trump ha annunciato un rafforzamento della presenza militare degli Stati Uniti sull’isola.
“Nessun avversario degli Stati Uniti sarà mai autorizzato a stabilire una presenza militare in Groenlandia o a realizzarvi investimenti sensibili senza la nostra espressa autorizzazione scritta” ha dichiarato.
Il presidente americano ha definito “incredibile” l’accordo che intende firmare con il governo danese e le autorità di Nuuk. “Avvieremo immediatamente il processo per sviluppare una significativa presenza militare nei luoghi appropriati” ha aggiunto. “Costruiremo due basi militari molto importanti” ha spiegato Trump, sostenendo che l’accordo sulla Groenlandia “protegge l’Europa e rafforza la Nato”.
Cuba e Venezuela: le accuse ai regimi e la linea della Casa Bianca
Nel discorso all’Onu, Trump ha dedicato spazio anche a Cuba e Venezuela, collegando la politica estera americana alla sicurezza dell’emisfero occidentale.
Riguardo a Cuba, il presidente statunitense ha dichiarato: “Cuba sta fallendo come mai prima d’ora e cadrà”. Trump ha aggiunto: “la mia amministrazione sta perseguendo un cambiamento radicale della situazione a Cuba, dove il regime comunista è sottoposto a una forte pressione, la più grande che abbia mai subito: è uno Stato assolutamente fallito”.
Secondo Trump, il segretario di Stato Marco Rubio starebbe conducendo negoziati con L’Avana: “è immerso nei negoziati con Cuba. Vediamo cosa succede”.
Il presidente americano ha inoltre accusato il governo cubano di avere rapporti con gruppi politici statunitensi. “Il regime cubano da decenni si coordina con gli estremisti di sinistra e le reti comuniste qui negli Stati Uniti come ha mostrato in dettaglio il nostro dipartimento di Stato, hanno coltivato rapporti con sovversivi, gruppi estremisti e partiti comunisti Usa e i democratici socialisti di America”.
Sul Venezuela Trump ha difeso le azioni della propria amministrazione. “Al vincitore spettano le spoglie” ha affermato. Ha poi dichiarato: “Le nostre azioni in Venezuela sono la prova del fatto che gli Stati Uniti non permetteranno più che minacce all’America prendano piede da qualsiasi parte nell’emisfero occidentale – ha detto – e che se sarà necessario noi useremo forza militare senza pari per garantire gli interessi nazionali degli Usa”.
La Corte penale internazionale e l’appello al ritiro
Nel suo intervento davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Trump ha criticato duramente la Corte penale internazionale (Cpi). Il presidente americano ha definito l’istituzione un organismo “fuori controllo” e “anti-americano”. “Chiedo a tutte le Nazioni che sono membri della Cpi di ritirarsi ufficialmente immediatamente da questa istituzione fuori controllo” ha dichiarato Trump. Secondo il presidente statunitense, gli Stati Uniti non permetteranno che propri militari o cittadini siano sottoposti a procedimenti davanti a un tribunale che, secondo la sua posizione, non avrebbe giurisdizione sugli Stati Uniti.
Intelligenza artificiale: Trump lancia la “super intelligenza”
Ampio spazio anche al tema dell’intelligenza artificiale, che Trump ha inserito tra le grandi sfide tecnologiche del futuro. Il presidente americano ha annunciato che nei documenti ufficiali degli Stati Uniti l’espressione intelligenza artificiale sarà sostituita con “super intelligenza”.
Secondo Trump, la definizione attuale sarebbe riduttiva. “La parola artificiale la fa sembrare falsa, ma è invece l’opposto, benvenuti nel nuovo mondo della super intelligenza” ha dichiarato. Trump ha criticato le posizioni di chi richiama l’attenzione sui rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. “Sono gli stessi che lanciavano l’allarme per il riscaldamento globale” ha detto.
Ha poi aggiunto: “Noi solo incoraggeremo la super intelligenza, l’incoraggeremo non la controlleremo – ha detto ancora Trump – chiunque vince con la super intelligenza, prevale. Non bloccheremo la crescita di qualcosa che è più grande della rivoluzione industriale. L’America non si è mai fermata davanti ad una sfida, ad una frontiera” ha concluso.
Il confronto con la Cnn al Palazzo di Vetro
All’arrivo al Palazzo di Vetro, Trump ha avuto un breve scambio con una giornalista della Cnn, Kaitlan Collins, che gli chiedeva dell’opposizione dell’opinione pubblica americana alla guerra in Iran. “E’ un onore essere qui, sono sorpreso che ci sia la Cnn a coprire la mia visita, non dovresti essere qui” ha detto Trump. Dopo che la giornalista ha ricordato che l’accesso era stato garantito dalle Nazioni Unite, il presidente americano ha replicato: “voi avete detto che non avreste coperto la mia visita, non dovreste farlo”.
Poi ha aggiunto: “ma vi dico, è un onore essere alle Nazioni Unite – ha poi ripetuto – stiamo facendo tanti progressi, il nostro Paese va veramente bene”.
La posizione americana sulla forza militare
Nel corso del suo intervento, Trump ha ribadito la disponibilità degli Stati Uniti a utilizzare la propria capacità militare per difendere quelli che considera interessi strategici nazionali. “Gli Stati Uniti non permetteranno più che le minacce contro il nostro Paese mettano radici in nessuna parte dell’emisfero occidentale” ha dichiarato. Il presidente americano ha aggiunto che Washington è pronta, “se necessario”, a utilizzare la propria “incomparabile potenza militare” per garantire i propri “interessi nazionali vitali”.
