È alta la tensione a Gela, nel Nisseno, dove gli occupanti di alcuni immobili popolari Iacp hanno avviato una protesta contro una serie di sgomberi disposti sulla base di provvedimenti giudiziari. Nelle aree delle palazzine sono comparsi diversi striscioni di protesta con cui gli abitanti chiedono la possibilità di regolarizzare le proprie posizioni e quelle dei familiari che vivono negli alloggi. Il tema centrale della mobilitazione riguarda il diritto alla casa e la richiesta di un percorso amministrativo che consenta agli occupanti di uscire da una situazione di precarietà.
Gli striscioni nelle palazzine: “casa è un diritto non un privilegio”
La protesta è stata accompagnata dall’esposizione di messaggi sulle facciate e nelle aree comuni degli edifici popolari. Tra gli slogan compare la frase: “Casa è un diritto non un privilegio – vogliamo metterci in regola, ascoltateci”. Gli occupanti spiegano di vivere da anni negli immobili e chiedono alle istituzioni di valutare la loro situazione, evidenziando le condizioni nelle quali sarebbero entrati negli appartamenti. “Vogliamo solo essere messi in regola – dicono alcuni occupanti – da anni viviamo in abitazioni che erano vuote e in condizioni spesso precarie. Abbiamo sostenuto i costi dei lavori e ci occupiamo quotidianamente di servizi che mai nessuno ha messo a disposizione. Non vogliamo finire in strada con bambini piccoli”.
A Gela proseguono gli sgomberi: presenti le forze dell’ordine
La situazione resta delicata. Anche oggi è in corso uno sgombero e nella zona sono presenti le forze dell’ordine per garantire lo svolgimento delle operazioni. Gli interventi fanno seguito a una serie di provvedimenti giudiziari che riguardano alcuni alloggi di edilizia popolare occupati senza titolo. La protesta degli abitanti ha portato anche a momenti di confronto istituzionale: nei giorni scorsi si sono svolti incontri in municipio e l’amministrazione comunale di Gela ha avviato interlocuzioni con la Prefettura di Caltanissetta.
Il Comune chiede una soluzione normativa per la regolarizzazione
Sul caso è intervenuta anche l’amministrazione comunale, che ha evidenziato la necessità di un possibile intervento legislativo per affrontare il problema degli occupanti che si trovano in situazioni non regolarizzate. Il Comune ha fatto sapere che “sarebbe necessario un intervento normativo che possa superare i vincoli temporali attuali, stabiliti per la regolarizzazione degli occupanti”. La richiesta dell’ente è quindi quella di individuare un percorso che possa consentire di affrontare le situazioni esistenti, tenendo conto delle norme vigenti ma anche delle condizioni sociali delle persone coinvolte.
