Continua il confronto aperto da StrettoWeb sulla Festa della Madonna della Consolazione e sul rapporto tra tradizione religiosa, partecipazione popolare e organizzazione dell’evento. Tra le numerose riflessioni arrivate dai lettori, anche quella di Paolo Praticò, che propone una lettura profondamente personale e laica del fenomeno religioso, interrogandosi sul significato delle processioni e sul ruolo della fede nella vita delle persone.
“Mi sono sempre chiesto cosa penserebbe un alieno di una civiltà extraterrestre se approdando sulla terra, vedesse la processione a Reggio ma, anche in altre città che seguono culti religiosi. certamente si interrogherebbe sulle capacità intellettive di una moltitudine di persone che segue con balli e canti un quadro o altre icone, quasi in trance mistica e chiede aiuto per le proprie disgrazie o benessere per la propria famiglia. ovviamente le mie sono considerazioni “laiche” per altri “blasfeme”. certo, le divinità soddisfano il bisogno di spiritualità degli esseri umani ed offrono la speranza di una vita eterna (pensa che noia) ed aiutano a superare l’ angoscia esistenziale. la fede profonda, tra l’altro, opera una rivoluzione interiore che potenzia le difese immunitarie e guarisce dalle malattie, attribuendo il miracolo ad interventi “esterni”. più modestamente credo che seguendo l’ordine naturale delle cose per come si evolvono ed impegnandosi a vivere, si eviterebbero gli ingorghi esistenziali ed alla fine la morte ci coglierebbe vivi. Paolo Praticò”.
