Festa di Madonna, Tuccio irrompe nel dibattito lanciato da StrettoWeb: “è vero, la città merita qualcosa di più da questo caos”

L’ex assessore propone una nuova organizzazione degli eventi: aree dedicate a Pentimele e Armacà, concerti anticipati e fuochi subito dopo per conciliare tradizione, sicurezza e vivibilità del centro storico

“La Festa della Madonna della Consolazione appartiene alla storia, alla fede e all’identità di Reggio e per questo dovrebbe rappresentare il volto della città, ma il problema sorge quando la tradizione diventa disordine: intere strade occupate da tavolate, punti di cottura improvvisati, difficoltà di circolazione e un centro storico paralizzato per giorni. Tutto ciò, oltre al disagio per i residenti, fa dimenticare l’essenza della Festa, durante la quale anziani, persone con disabilità, malati o semplicemente persone fragili, vorrebbero raggiungere la Cattedrale, fermarsi davanti al quadro della Madonna e cercare un poco di Consolazione dalla nostra Patrona cittadina”. E’ quanto pubblicato su facebook dall’ex assessore comunale e noto avvocato di Reggio Calabria, Luigi Tuccio.

“E invece, tra transenne, strade interdette, folla, tavolate e occupazioni degli spazi pubblici, per molti arrivare in Duomo diventa un’impresa. È un paradosso: una festa dedicata alla Consolazione rende più difficile l’accesso proprio a chi della consolazione ha più bisogno. Ed allora la soluzione non è quella di rinunciare alla tradizione e alla celebrazione, quanto ripensare alla organizzazione ed alla distribuzione degli spazi. Il Luna Park e le giostre potrebbero essere delocalizzati in un’area ludica appositamente individuata e collegata alla Festa, dove concentrare anche stand organizzati e controllati per la degustazione del tradizionale panino con la salsiccia e degli altri prodotti tipici., così conservando la tradizione popolare ma anche rispettando l’esigenze dei cittadini e liberando il centro storico da una pressione oggi eccessiva, soprattutto nella zona intorno alla Cattedrale, che dovrebbe restare innanzitutto luogo di accesso, raccoglimento e preghiera”.

“Una grande festa popolare deve essere governata: aree ben individuate, autorizzazioni chiare, controlli igienico-sanitari, percorsi di emergenza sempre liberi e corridoi realmente accessibili verso il Duomo per anziani, disabili e persone con difficoltà motorie. E poi c’è il tema degli orari. Perché un concerto pubblico deve iniziare alle 22 o alle 22.30 e i fuochi arrivare all’una di notte? I templi sacri della musica mondiale, Central Park, New York,rassegna SummerStage inizio ore 18; idem Hyde Park, Londra, e si concludono entro le 22-22.30. Reggio, che non ha nulla da invidiare a qualsiasi capitale mondiale in tema di risorse naturali, peraltro, dispone di uno scenario naturale straordinario: il tramonto sullo Stretto, che andrebbe valorizzato, rendendolo parte integrante della festa!”.

“Concerti tra il tramonto e la prima serata, conclusione entro le 22 e fuochi subito dopo. La modernità non consiste nel fare sempre più tardi né nel lasciare che ogni spazio venga occupato. Consiste nell’organizzare meglio, conciliando festa, tradizione, sicurezza, accessibilità e rispetto. Ed in tale ambito, delocalizzare il Luna Park, gli stand attrezzati per il panino con la salsiccia, i prodotti tipici e gli spazi per famiglie potrebbero svilupparsi nell’area di Pentimele e lungo la direttrice di contrada Armacà, lasciando più libero il centro storico e, soprattutto, la zona intorno alla Cattedrale”.

“E sarebbe anche l’occasione per cominciare a guardare alla Collina di Pentimele come una parte di città da recuperare, innanzitutto rendendola raggiungibile: migliorare le strade di accesso, organizzare parcheggi, trasporto pubblico e percorsi pedonali, mettere in sicurezza gli spazi e creare servizi permanenti che possano essere utilizzati durante tutto l’anno ed iniziare a vederla come parte integrante un progetto urbano che deve vedere, da una parte il cuore religioso intorno alla Cattedrale e dall’altra il Lungomare come grande palcoscenico degli spettacoli, con la vicina Pentimele, quale componente ludica, fieristica e gastronomica”.

“A che ed a chi serve fare sempre più tardi o occupare ogni spazio disponibile, in barba all reali esigenze dei cittadini? È fondamentale sapere preventivamente; programmare, organizzare e distinguere le funzioni e rendere la città più vivibile e civile, arrestando quell’incipiente processo di avvitamento provincialistico che la città continua ad avere su se stessa”.