Di Stefania Chirico Cardinali – Connubio di un culto religioso – popolare, fortemente sentito nel reggino e ricerche storiche delle documentazioni d’archivio, nel culto della Madonna della Consolazione, per scoprire storie e documenti inediti. Un incontro culturale, storico e religioso, omaggio alla Vergine, da discernere nella tradizione popolare che palesa una devozione secolare del modus vivendi di un territorio, della ricerca nel nostro retroterra, del confronto di culture, sito di un luogo di un variegato paesaggio, abitato da diverse popolazioni.
L’indagine parte dal sito che alloca il Santuario, da esso si evince una summa geografica prospettica sin dalla nomenclatura simbolica: è in collina alla fine di Via Cardinale Portanova “cursus elatio” (salita della strada) detto “cursu latione o consulatione” detto dal popolo, da qui il titolo della “Patrona di Reggio”.
Esisteva già una cappella rurale del 1300 di proprietà di una famiglia reggina di origine genovese, i Laboccetta, che venerava una Madonna allocata a Genova, fatta pervenire precedentemente da Londra. Eredi del culto, i Mileto, donano nel 1532 la cappella ai monaci cappuccini. A testimonianza tangibile di ciò, un frammento di marmo bifronte con due croci: una bizantina e una cristiana datata 1521.
Risale al 1547 il dipinto, di Nicolò Andrea Capriolo, portato in processione, che raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge Gesù Bambino, tra San Francesco e Sant’Antonio da Padova ed in alto due Angeli. Tale lascito devozionale, si rimpingua nel 1583 anche con la donazione di alcuni terreni attigui, al sito originario dell’Eremo, per giungere al 1722 quando la famiglia Mantica, con un altro cospicuo lascito terriero ai cappuccini, ne avvalora il sito.
Già a quell’epoca i frati, noti per la somministrazione dei sacramenti, riservano agli allievi, dal 1756 in poi, durante le processioni, giornate speciali al “monte della Madonna” la cui sacralità aveva raggiunto l’apice miracoloso, durante le varie pestilenze, che affliggevano ripetutamente, la città di Reggio e nel 1780 quando sabato 9 settembre, ci fu un “orrendissimo oragano” che portò via numerose contrade, case, bestiame e “gente assaissima”.
Documenti inediti, risalgono al 1783, quando Pignatelli di Stromboli, inviato, ufficialmente in Calabria, istituì un’ispezione speciale, decretando l’ufficializzazione del culto. Da tale excursus storico, fino ai nostri giorni quando la venerazione della “Madonna della Consolazione” riveste un ruolo di solenne religiosità devozionale, ma anche una summa di tradizioni popolari e segno di unicità culturale.
