È morta Emma Bonino: storico leader dei radicali, aveva 78 anni

Fondatore di +Europa e protagonista per decenni della politica italiana ed europea, Emma Bonino aveva condiviso con Marco Pannella alcune delle più importanti battaglie radicali

È morta Emma Bonino, fondatore di +Europa e storica esponente del Partito Radicale. Aveva 78 anni. Con la sua scomparsa se ne va una delle personalità più conosciute della politica italiana ed europea, protagonista per decenni di battaglie politiche e civili condotte insieme a Marco Pannella e di una lunga esperienza nelle istituzioni nazionali e comunitarie. La notizia del decesso è stata diffusa dai Radicali, che hanno ricordato Bonino con parole che sintetizzano il ruolo avuto nella storia del movimento e della politica italiana: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”. Bonino era stata ricoverata nuovamente nei giorni scorsi. L’ultimo ricovero era avvenuto lunedì 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma, dopo i problemi respiratori che negli ultimi anni avevano già reso necessari altri interventi sanitari.

È morta Emma Bonino, aveva 78 anni

Emma Bonino era nata il 9 marzo 1948 a Bra, in provincia di Cuneo. La sua vita pubblica è stata legata in maniera indissolubile alla storia del radicalismo italiano e alle grandi battaglie politiche e civili che hanno attraversato il Paese dagli anni Settanta in avanti. Per generazioni di italiani il suo volto è stato uno dei simboli del Partito Radicale, insieme a quello di Marco Pannella, con il quale ha condiviso una lunghissima stagione politica. Una militanza che non si è limitata alla dimensione nazionale. Nel corso della sua carriera Bonino ha ricoperto importanti incarichi europei e governativi, costruendo un profilo politico che negli anni ha assunto una forte dimensione internazionale. La sua morte arriva dopo un periodo segnato da diversi problemi di salute e da più ricoveri ospedalieri.

La lunga storia politica al fianco di Marco Pannella

Il nome di Emma Bonino è legato innanzitutto alle battaglie del movimento radicale e alla lunga collaborazione politica con Marco Pannella. Negli anni Settanta, Bonino fu tra le protagoniste della battaglia per il diritto all’aborto, uno dei temi che maggiormente caratterizzarono quella stagione della politica italiana. Il suo percorso avrebbe però progressivamente oltrepassato i confini italiani. Negli anni Ottanta e Novanta, il suo impegno si concentrò anche sul progetto per l’istituzione della Corte penale internazionale, uno dei grandi temi che segnarono la dimensione internazionale dell’attività radicale. Il filo conduttore della sua esperienza politica rimase per decenni quello delle battaglie radicali, portate avanti tanto nelle piazze e nel dibattito pubblico quanto all’interno delle istituzioni. Una figura destinata anche a dividere, come inevitabilmente accade ai protagonisti di lunghe stagioni politiche, ma capace di mantenere un ruolo riconoscibile e una forte identità pubblica attraverso epoche profondamente diverse della storia repubblicana.

Emma Bonino commissario europeo dal 1995 al 1999

Uno dei passaggi più importanti della sua carriera arrivò nel 1995, quando Emma Bonino assunse l’incarico di commissario europeo. Rimase nella Commissione europea fino al 1999, consolidando ulteriormente una dimensione politica che ormai andava ben oltre i confini nazionali. L’esperienza nelle istituzioni comunitarie rappresentò uno dei vertici del percorso di Bonino e contribuì a renderla una delle esponenti politiche italiane maggiormente riconoscibili anche sul piano europeo. L’Europa sarebbe rimasta centrale anche negli anni successivi della sua attività politica, fino alla nascita di +Europa, il progetto politico fondato nel 2017.

Emma Bonino ha scritto anche una pagina particolare della storia del movimento radicale entrando direttamente nell’esecutivo. Nel 2006 divenne infatti la prima esponente radicale a ricoprire il ruolo di ministro, entrando nel secondo governo guidato da Romano Prodi. Sette anni dopo, nel 2013, tornò al governo nell’esecutivo presieduto da Enrico Letta. Due esperienze che rappresentarono altrettanti passaggi significativi di una carriera politica iniziata nelle battaglie del radicalismo e arrivata fino ai massimi livelli delle istituzioni italiane ed europee. Nel corso della sua lunga esperienza pubblica, Bonino è stata inoltre candidata per tre volte alla Presidenza della Repubblica, confermando la centralità assunta dal suo nome nel dibattito politico nazionale.

Il tumore al polmone annunciato nel 2015

La vita pubblica di Emma Bonino è stata segnata negli ultimi undici anni anche dalla battaglia contro la malattia. Nel 2015 aveva annunciato pubblicamente di essere affetta da un microcitoma polmonare, una forma di tumore al polmone. La malattia non aveva però determinato il suo ritiro dalla vita pubblica e politica. Bonino aveva continuato a essere presente nel dibattito nazionale e a portare avanti la propria attività. Nel 2023 era stata lei stessa a dichiarare di essere guarita dal tumore. Negli anni successivi erano tuttavia emersi nuovi problemi di salute, in particolare sul fronte respiratorio, che avevano reso necessari diversi ricoveri.

I ricoveri per problemi respiratori e l’ultimo accesso al Santo Spirito

Negli ultimi anni le condizioni di salute di Emma Bonino avevano destato più volte preoccupazione. Era stata ricoverata nell’ottobre 2024 e successivamente nel novembre 2025, in entrambi i casi per problemi respiratori. L’ultimo ricovero era arrivato pochi giorni prima della morte, lunedì 7 settembre, all’ospedale Santo Spirito di Roma. Una nuova fase delicata dopo una storia clinica già complessa e una lunga battaglia contro il tumore che Bonino aveva reso pubblica sin dal momento della diagnosi.