Poche parole, una frase, corta, ma già virale in tutta Italia. L’espressione del Sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, che giovedì sera da Piazza Duomo ha replicato agli insulti di Roberto Vannacci del giorno prima – dallo stesso luogo – hanno fatto il giro d’Italia, diventando virali ovunque sui social e sul web. “Vannacci – ha detto Cannizzaro – ha fatto un errore gravissimo: ha ingiuriato e insultato il Sindaco di Reggio Calabria. Ora, tralasciamo il fatto che io abbia le spalle larghe, ma tu Generale hai fatto un errore: puoi venire qui a raccontare tutto, la tua visione, la tua posizione estremista, ma una sola cosa non puoi fare, sia se il Sindaco è Cannizzaro, sia se è Falcomatà o un uomo di Reggio. L’offesa alla dignità di un uomo di Reggio non la puoi fare. Se c’era qualche sciacallo che pensava di votarti per fare un dispetto a me, con quelle parole lo hai perso. Ha detto che siamo asini e cornuti, ma curnutu si tu e cu to non tu rici“.
Proprio quest’ultima frase, “curnutu si tu e cu to non tu rici”, tipica espressione dialettale utilizzata anche in modo ironico a Reggio Calabria, ha attirato l’attenzione dei media nazionali. Da Repubblica al Giornale, passando per il Corriere della Sera, in tanti hanno ripreso queste parole, diventate appunto virali ovunque. Com’è noto, queste elezioni suppletive hanno già una forte attenzione nazionale: sono considerate un test in vista delle politiche del 2027, anche per via della prima corsa – “solitaria” – di Futuro Nazionale.
