Si allarga l’inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina, a Messina. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati una quarta persona: si tratta dell’ingegnere Francesco Colonna, 91 anni, professionista molto conosciuto in città, che all’epoca ricoprì il ruolo di collaudatore della struttura. Il nuovo sviluppo investigativo arriva dopo una prima fase di accertamenti e dopo l’acquisizione della documentazione sequestrata dai Carabinieri presso gli uffici del Genio civile e del Comune di Messina. Gli inquirenti stanno ampliando il quadro delle responsabilità per ricostruire ogni passaggio relativo alla realizzazione, alla certificazione e alle condizioni della palazzina crollata. Il collaudo dell’edificio firmato dall’ingegner Colonna risale al 1992 e rappresenta uno degli elementi che gli investigatori stanno analizzando nell’ambito dell’indagine.
La Procura amplia gli accertamenti sulla storia della struttura
L’iscrizione del quarto indagato segna un nuovo passaggio nell’inchiesta sul cedimento della palazzina di Pistunina, dove gli investigatori stanno cercando di chiarire le cause del crollo e verificare eventuali responsabilità tecniche e amministrative. Dopo il primo approfondimento investigativo, la Procura ha deciso di estendere il campo delle verifiche anche alla fase relativa al collaudo dell’immobile, concentrandosi sui documenti acquisiti negli enti pubblici competenti. La documentazione raccolta dagli investigatori potrebbe fornire elementi utili per ricostruire la storia amministrativa e tecnica della struttura, dai progetti originari fino agli atti relativi alla certificazione dell’edificio.
Indagini sui documenti sequestrati al Genio civile e al Comune
Il lavoro degli inquirenti si sta concentrando anche sugli atti presenti negli archivi pubblici. I Carabinieri hanno infatti sequestrato documentazione presso il Genio civile e il Comune di Messina, materiale che ora viene esaminato per individuare eventuali criticità. Gli accertamenti puntano a verificare tutti gli aspetti legati alla costruzione della palazzina e alle procedure seguite negli anni successivi, compresi i passaggi relativi ai controlli e alle certificazioni. L’obiettivo della Procura è ricostruire una sequenza completa degli eventi e individuare se eventuali omissioni, errori tecnici o responsabilità abbiano contribuito al cedimento della struttura.
Riprese le perizie sulle macerie nel parcheggio di San Filippo
Nel frattempo sono riprese le operazioni dei consulenti nominati dai pubblici ministeri. Gli esperti stanno lavorando nel parcheggio rosso di San Filippo, dove è stato trasferito il materiale proveniente dalle macerie della palazzina crollata. Le attività peritali sono finalizzate ad analizzare i resti della struttura, esaminando elementi costruttivi e materiali per cercare riscontri utili alla ricostruzione della dinamica del cedimento. Il materiale recuperato rappresenta una fonte fondamentale per gli specialisti incaricati dalla Procura, che dovranno stabilire quali siano state le cause tecniche del crollo e se vi siano collegamenti con eventuali carenze progettuali, esecutive o manutentive.
