“Cittadini, famiglie e imprese di Corigliano-Rossano stanno ricevendo una brutta e inaspettata sorpresa. Chi ha presentato regolarmente la domanda per la rottamazione delle tasse locali si sta vedendo rifiutare la richiesta con una risposta generica e automatica: “non risultano carichi definibili”. Un vero e proprio muro di gomma. Molte di queste domande riguardano infatti avvisi di accertamento emessi entro il 31 dicembre 2025 (in alcuni casi risalenti perfino ai primi anni duemila probabilmente prescritti) o cartelle che i cittadini stanno già pagando regolarmente a rate. Ricevere un “no” automatico, senza alcuna spiegazione o indicazione degli atti esaminati, è un’ingiustizia intollerabile“. È quanto dichiarato, attraverso un comunicato stampa, da Corigliano Rossano domani.
“Sarà forse anche vero che la misura nazionale sul bollo auto sia una mossa elettorale. È sicuramente vero che i cittadini calabresi continuano a essere bersagliati da pignoramenti e fermi amministrativi su vecchi carichi regionali.
Ma è altrettanto vero — e questo andrebbe detto con onestà istituzionale, — che il Comune di Corigliano-Rossano non ha aderito alla rottamazione regionale, quando invece avrebbe benissimo potuto farlo. La Regione Calabria aveva aderito alla rottamazione quater, una misura nazionale ampia e favorevole. Il Comune, invece, non ha colto quella opportunità, rinunciando a uno strumento che avrebbe potuto alleggerire sia la posizione del Comune nei confronti della Regione che quella di tanti cittadini nei confronti del Comune.
Oggi la definizione agevolata comunale è gestita da SO.G.E.T, ma non può diventare un percorso a ostacoli né un modo per scaricare sui cittadini le inefficienze dei concessionari o le scelte amministrative del passato”, si legge ancora nella nota.
Cosa sta succedendo? Due esempi concreti
- “(Chi sta già pagando a rate): Una famiglia o un commerciante sta pagando regolarmente a rate un vecchio debito tributario. Chiede di accedere alla rottamazione per risparmiare e sospendere le rate successive, come previsto dal regolamento comunale. La SO.G.E.T., invece, respinge la domanda perché il proprio software considera la rateizzazione in corso come una causa di esclusione, facendo esattamente il contrario di ciò che dice la norma”.
- “(Risposte generiche senza spiegazioni): Un cittadino presenta domanda per un accertamento e si vede recapitare un rifiuto con la formula “non risultano carichi definibili”, senza che vengano specificati quali atti siano stati controllati, i motivi del rigetto o la norma applicata a volte addirittura nessuna risposta”.
Cosa dice il Regolamento (e perché la SO.G.E.T. sta sbagliando)
Il Regolamento approvato dal Consiglio Comunale parla chiaro: “anche chi ha una rateizzazione in corso ha diritto alla rottamazione: il regolamento disciplina in modo specifico questa casistica e prevede la sospensione delle rate successive alla domanda. Tutti gli accertamenti esecutivi emessi entro il 31 dicembre 2025 definitivi entro la data di approvazione del regolamento rientrano nella misura.
I problemi dei sistemi informatici o le carenze nel passaggio dati tra vecchi e nuovi concessionari non possono ricadere sulle spalle dei cittadini. I diritti garantiti dal Consiglio Comunale non possono essere cancellati da un software o da una gestione superficiale“.
Le 6 richieste immediate all’Amministrazione Comunale
“Il Comune non può lavarsene le mani o rinunciare al controllo sul concessionario. Chi governa la città ha la responsabilità diretta di garantire l’applicazione corretta del regolamento. Per questo chiediamo all’Amministrazione Comunale e al Settore Tributi di intervenire subito per:
- Riesaminare d’ufficio tutte le domande respinte con la generica motivazione dell’assenza di carichi definibili.
- Verificare le posizioni relative agli accertamenti esecutivi già rateizzati.
- Fornire una motivazione analitica per ogni eventuale esclusione, indicando chiaramente atti e norme applicate.
- Garantire trasparenza: rendere noto il numero delle domande respinte e l’ammontare complessivo dei debiti coinvolti.
- Sospendere le rate in scadenza per chi ha presentato domanda, nei termini previsti dal regolamento.
- Riaprire o prorogare i termini, per consentire di esercitare il proprio diritto a chi è stato bloccato da errori gestionali“.
La nostra posizione
“La definizione agevolata doveva essere un aiuto concreto per dare respiro alle famiglie, sostenere le imprese e recuperare risorse per il Comune. Non può trasformarsi in un percorso a ostacoli fatto di risposte automatiche e prive di motivazione. L’Amministrazione non può rimanere in silenzio di fronte ai disservizi dei concessionari. Prima si approva una misura a favore della comunità, poi si deve essere in grado di farla applicare correttamente. Altrimenti la rottamazione resta soltanto un annuncio che rischia di aumentare le diseguaglianze“, conclude Corigliano Rossano Domani.
