Un messaggio netto sulla politica internazionale e sulle priorità economiche del Paese arriva da Giuseppe Conte dal palco di Nova, dove il presidente del Movimento 5 Stelle ha ribadito la contrarietà a una prospettiva fondata sull’aumento delle spese militari e ha chiesto un cambio di direzione negli investimenti pubblici. Al centro dell’intervento dell’ex presidente del Consiglio il tema della pace, della sicurezza cooperativa e della necessità di destinare maggiori risorse ai settori ritenuti strategici per la vita quotidiana dei cittadini, dalle famiglie alle imprese, passando per scuola, ricerca e innovazione. “C’è la necessità di investire dove davvero ci sono i bisogni dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, no a una economia di guerra, no al riarmo” ha detto Conte dal palco di Nova.
Conte: “le armi allontanano la pace”
Nel suo intervento il leader del M5S ha sottolineato la necessità, secondo la linea politica del Movimento, di puntare su percorsi diplomatici e negoziali per affrontare le crisi internazionali. “Mi sembra che emerga un mandato chiaro e ben preciso, dobbiamo costruire percorsi di pace, con la guerra non andiamo da nessuna parte. Le armi allontanano la pace”. Conte ha quindi collegato il tema della politica estera alle scelte economiche nazionali, sostenendo che le risorse pubbliche dovrebbero essere indirizzate verso interventi capaci di produrre effetti diretti sulla società. “C’è la necessità di investire dove davvero ci sono i bisogni dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, no a una economia di guerra, no al riarmo” ha aggiunto il presidente del Movimento 5 Stelle.
“Non cantieri di guerra ma asili nido, scuole e ricerca”
Nel corso del suo intervento a Nova, Conte ha richiamato alcune delle misure realizzate durante la precedente esperienza di governo e ha indicato scuola, università e innovazione come ambiti prioritari sui quali concentrare gli investimenti. “Nel momento di massima sofferenza del Paese abbiamo creato i presupposti per costruire insieme cantieri di speranza, asili nido, scuole, per rafforzare la ricerca, le università l’innovazione, non per cantieri di guerra e arsenali pieni di armi”. Il riferimento del presidente del M5S è alla scelta, da lui sostenuta, di privilegiare interventi sociali ed economici rispetto a un incremento delle spese destinate al comparto militare.
La posizione sulla sicurezza: “quella vera è cooperativa, non la deterrenza militare”
Rispondendo alle domande sul rischio che una posizione contraria all’invio di armi all’Ucraina possa isolare l’Italia sul piano internazionale, Conte ha ribadito la propria visione della sicurezza europea. “Sulla costruzione di percorsi di pace e sicurezza vera, cioè quella cooperativa non quella della deterrenza militare, non saremo mai soli, la popolazione europea sono sicuro che ci appoggerà”. Secondo il presidente del Movimento 5 Stelle, una scelta politica orientata verso la diplomazia potrebbe invece coinvolgere altri Paesi europei interessati a un nuovo approccio. “In ogni caso se l’Italia sarà capofila e protagonista di questa svolta, saremo contagiosi – ha detto – perché se hai coraggio e visione chiara sei contagioso”.
Conte: “serve la svolta negoziale”
Nel passaggio finale del suo intervento, Conte ha insistito sulla necessità di un cambio di strategia rispetto alla gestione del conflitto in corso, richiamando il ruolo della trattativa diplomatica. “E poi la scommessa militare l’abbiamo vista quattro anni e mezzo – ha concluso -, quindi oggi serve qualcuno che abbia la determinazione di dare un valore aggiunto, cioè la svolta negoziale”. Le parole del presidente del M5S rilanciano dunque il tema del rapporto tra spesa militare, investimenti sociali e politica estera, con il Movimento che ribadisce la propria impostazione favorevole a un maggiore peso della diplomazia e contrario a un aumento del ruolo delle armi nelle strategie di sicurezza. Dal palco di Nova, Conte ha quindi lanciato il suo appello per una diversa priorità nell’utilizzo delle risorse pubbliche: meno investimenti legati agli armamenti e più attenzione a quei settori indicati come fondamentali per lo sviluppo del Paese, dalla formazione alla ricerca fino al sostegno alle famiglie e al tessuto produttivo.
