Giornata in Calabria per Giuseppe Conte ospite a Cerisano, in provincia di Cosenza. L’ex presidente del Consiglio è intervenuto all’iniziativa dedicata al rapporto tra Europa, Mezzogiorno e sviluppo del territorio, organizzata da Pasquale Tridico, affrontando diversi temi: dalla necessità di una nuova politica di pace al futuro del lavoro, passando per le critiche alla maggioranza di governo e alla situazione dell’opposizione. Al centro del suo intervento c’è stata soprattutto la questione della sicurezza europea e della scelta di aumentare gli investimenti nel settore della difesa. Per Conte, la strada del riarmo rappresenterebbe un errore strategico e un possibile danno per lo sviluppo economico e sociale dell’Unione Europea.
Conte contro il riarmo europeo: “le armi non garantiscono la pace”
Nel corso dell’incontro a Cerisano, Giuseppe Conte ha espresso una posizione fortemente critica rispetto alla corsa al riarmo che sta interessando diversi Paesi europei. Secondo l’ex premier, la sicurezza internazionale dovrebbe essere costruita attraverso strumenti di cooperazione e non attraverso un aumento della spesa militare. Conte ha chiarito che la posizione del Movimento 5 Stelle non coincide con un rifiuto della difesa nazionale, ma con la richiesta di una strategia comune orientata alla pace. “Noi siamo per una politica comune europea per la pace e la difesa. Definirsi pacifisti non significa rinunciare all’esercito e alla politica di difesa”. Secondo l’ex presidente del Consiglio, infatti, il rafforzamento degli arsenali militari non sarebbe sufficiente a garantire maggiore stabilità, soprattutto se ogni Stato procede individualmente senza una vera strategia condivisa.
“Con il piano di riarmo distruggeremo il mercato comune europeo”
Il leader del Movimento 5 Stelle ha poi collegato il tema della difesa alle prospettive economiche dell’Europa, sostenendo che l’utilizzo delle risorse comunitarie per il riarmo potrebbe sottrarre fondi ad altri settori strategici. Parlando della necessità di costruire un futuro diverso per le nuove generazioni, Conte ha richiamato anche il pensiero di Aldo Moro, sottolineando l’importanza di una politica capace di guardare oltre l’emergenza del momento. “Abbiamo bisogno di uomini dell’avvenire, come diceva Aldo Moro. Quando si realizzerà il piano di riarmo, distruggeremo il mercato comune europeo”. Secondo Conte, la scelta di destinare maggiori risorse alla difesa rischierebbe quindi di modificare le priorità dell’Unione Europea, incidendo sui programmi di crescita e sviluppo.
L’attacco al Governo Meloni: “fallite tutte le riforme promesse”
Durante il suo intervento nel Cosentino, Giuseppe Conte ha rivolto parole molto dure anche nei confronti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, definendo il governo italiano come espressione di una destra distante dall’immagine di modernità rivendicata dalla maggioranza. “Dopo 4 anni di governo Meloni sono fallite tutte le riforme promesse”. Una critica che si inserisce nel confronto politico nazionale e che arriva in una fase caratterizzata dal dibattito su economia, lavoro, sicurezza e ruolo dell’Italia nello scenario europeo. Conte ha inoltre commentato la figura del generale Roberto Vannacci, collegandola alle aspettative create dall’attuale maggioranza: “è il figlio delle promesse tradite di Meloni”.
La stoccata di Conte alla Sinistra
Nel suo intervento, l’ex presidente del Consiglio ha dedicato ampio spazio anche al tema del lavoro e alle prospettive delle nuove generazioni. Secondo Conte, i giovani di oggi rischiano di non avere le stesse opportunità che hanno avuto le generazioni precedenti, soprattutto in termini di stabilità occupazionale. L’ex premier ha criticato anche una parte della sinistra, accusandola di aver abbandonato una lettura critica dei cambiamenti economici e sociali. Conte ha affermato che la sinistra avrebbe “dismesso l’analisi critica del capitalismo”, favorendo, a suo giudizio, una situazione nella quale grandi poteri economici avrebbero acquisito un’influenza sempre maggiore.
“Per restituire futuro ai nostri figli serve cambiare Governo”
Nella parte finale del suo intervento, Conte ha affrontato il tema del futuro delle nuove generazioni, evidenziando le difficoltà legate alla precarietà lavorativa e alla trasformazione del mercato del lavoro. Secondo l’ex presidente del Consiglio, il modello economico attuale non sarebbe in grado di garantire ai giovani le stesse possibilità che hanno avuto le generazioni precedenti. “Per restituire ai nostri figli e nipoti il futuro, serve mandare a casa questo Governo”, ha evidenziato Conte.

