Clamoroso Cosenza: vince il ricorso contro il Comune, potrà tornare a giocare al Marulla

Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar e accoglie l’appello del club rossoblù: sospeso il provvedimento che impediva l’utilizzo dello stadio. I giudici chiedono al Comune di individuare soluzioni alternative per consentire la continuità dell’attività sportiva durante i lavori

Il Cosenza Calcio vince la battaglia cautelare contro il Comune di Cosenza e riapre la strada al ritorno allo stadio San Vito-Gigi Marulla. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza relativa al ricorso numero 6965 del 2026, ha accolto l’appello presentato dalla società rossoblù contro il provvedimento che aveva sospeso la concessione per l’utilizzo dell’impianto cittadino, ribaltando la precedente decisione del Tribunale amministrativo regionale della Calabria. La pronuncia, adottata dalla Settima Sezione del Consiglio di Stato nella camera di consiglio del 1° settembre 2026, non chiude definitivamente il contenzioso nel merito, ma produce un effetto immediato e molto rilevante: viene infatti sospeso il provvedimento comunale che impediva al Cosenza Calcio di disputare le proprie gare interne al Marulla.

I giudici amministrativi hanno ritenuto fondate le ragioni del club rossoblù nella fase cautelare, evidenziando il rischio di conseguenze difficilmente reversibili per la società. Nell’ordinanza si legge che “la sospensione per ben 18 mesi della concessione in essere fra l’Amministrazione comunale e il Cosenza Calcio S.r.l. potrebbe avere conseguenze irreversibili per la società appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici”. Un passaggio centrale della decisione riguarda quindi l’impatto che il mancato utilizzo dello stadio avrebbe potuto avere sul futuro della società, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello economico e organizzativo. Il Consiglio di Stato ha quindi ritenuto necessario sospendere il provvedimento impugnato, accogliendo l’istanza cautelare presentata dal Cosenza Calcio.

La soluzione Crotone giudicata problematica dai giudici

Uno degli aspetti più importanti affrontati nell’ordinanza riguarda l’ipotesi alternativa di disputare le partite interne allo stadio Ezio Scida di Crotone, soluzione individuata in precedenza per consentire lo svolgimento delle gare durante la fase di indisponibilità del Marulla. Secondo il Consiglio di Stato, però, tale soluzione presenta diverse criticità. I giudici hanno infatti evidenziato le difficoltà legate alla distanza, ai collegamenti e al contesto ambientale. Nell’ordinanza viene precisato che “l’utilizzo dello stadio di Crotone, sia in quanto si trova a oltre 100 km di distanza da Cosenza, in un contesto in cui non risultano, allo stato, stabili collegamenti ferroviari diretti tra le due città, sia per la sussistenza di una documentata rivalità tra le opposte tifoserie, appare di difficile praticabilità”. Un elemento che ha avuto un peso significativo nella valutazione del danno potenziale per il club e per la sua tifoseria, considerando le difficoltà logistiche e le problematiche legate all’ordine pubblico.

Pur ribadendo la necessità di garantire la sicurezza pubblica durante i lavori, il Consiglio di Stato invita il Comune di Cosenza a valutare soluzioni differenti rispetto alla sospensione totale dell’utilizzo dello stadio. Nell’ordinanza viene infatti sottolineato che “ferme restando le inderogabili esigenze di incolumità pubblica, l’Amministrazione comunale deve essere sollecitata a valutare se esistano soluzioni alternative al provvedimento comunale di “sospensione” della concessione per l’uso dello stadio durante la fase di cantiere e se sia possibile individuare prescrizioni”. Tra le ipotesi indicate dai giudici figurano limitazioni della capienza, separazione delle aree di cantiere e programmazione speciale delle lavorazioni, con l’obiettivo di permettere la prosecuzione dell’attività sportiva. Il Consiglio di Stato richiama inoltre come la stessa documentazione di gara dei lavori avesse valorizzato la possibilità di garantire la separazione delle aree e la continuità delle attività sportive già previste.

Accolto l’appello del Cosenza, ora il giudizio nel merito

La parte finale dell’ordinanza è chiara: “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Settima) accoglie l’appello (Ricorso numero: 6965/2026) e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare in primo grado”. Le spese del giudizio cautelare sono state compensate e la segreteria del Consiglio di Stato ha disposto la trasmissione dell’ordinanza al Tar Calabria per la fissazione dell’udienza di merito. La controversia, dunque, proseguirà sul piano definitivo, ma nel frattempo il Cosenza Calcio ottiene un risultato fondamentale: il blocco dell’utilizzo del Marulla viene sospeso e il club può tornare a rivendicare la disponibilità dello stadio per le proprie gare interne. Una decisione che cambia radicalmente lo scenario della vicenda e rappresenta una vittoria importante per la società rossoblù, chiamata ora a collaborare con l’amministrazione comunale per individuare le modalità operative che consentano il regolare svolgimento delle attività sportive durante i lavori.