Cerisano diventa la sede calabrese del Parlamento europeo: Conte e Tridico al centro del confronto sul futuro del Mezzogiorno

Il 4 settembre Palazzo Sersale ospita la conferenza "L'Europa può crescere senza le periferie? Il caso del Mezzogiorno d'Italia". Economisti, eurodeputati e rappresentanti istituzionali discuteranno di sviluppo, coesione e politiche europee per il Sud

Palazzo Sersale a Cerisano, nel Cosentino, per un giorno si trasforma nella sede calabrese del Parlamento europeo. Il prossimo 4 settembre il piccolo centro ospiterà infatti la conferenza “L’Europa può crescere senza le periferie? Il caso del Mezzogiorno d’Italia”, promossa dall’eurodeputato Pasquale Tridico, un appuntamento dedicato alla questione meridionale e al ruolo delle aree periferiche nello sviluppo europeo. L’iniziativa si svilupperà nell’arco dell’intera giornata, con traduzione simultanea italiano-inglese, e riunirà economisti, funzionari comunitari, parlamentari europei e rappresentanti istituzionali per affrontare il tema della crescita del Sud e delle politiche di coesione.

A dare particolare rilievo politico all’evento sarà la presenza di Giuseppe Conte, che aprirà personalmente il pomeriggio dedicato al bilancio europeo. Il presidente del Movimento 5 Stelle porterà così in un piccolo centro calabrese un confronto che solitamente si svolge nei palazzi istituzionali nazionali ed europei.

Una giornata tra economia, investimenti e politiche di coesione

La prima parte della conferenza sarà dedicata agli aspetti più tecnici, con un confronto su investimenti, produttività e coesione nelle aree periferiche d’Europa. Ad aprire i lavori saranno i saluti del sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia, dello stesso Pasquale Tridico nel doppio ruolo di organizzatore dell’evento e presidente della sottocommissione fiscale del Parlamento europeo, del direttore di Asprom Mimmo Talarico e della docente dell’Università della Calabria Patrizia Piro. Tra i relatori figurano la professoressa Rosanna Nisticò dell’Università della Calabria, Monica Scatasta della Banca Europea degli Investimenti e, salvo conferma, Pasquale D’Apice per la Commissione europea. La moderazione sarà affidata ad Antonio Ricchio della Gazzetta del Sud.

La seconda parte della giornata avrà un taglio prettamente politico e sarà aperta dall’intervento di Giuseppe Conte. Seguirà la relazione dell’economista Gianfranco Viesti sulle priorità del bilancio comunitario. Al confronto parteciperanno gli eurodeputati Nikos Papandreou, Rudi Kennes, Gaetano Pedullà, Jussi Saramo e Lucia Annunziata, con la moderazione affidata a Marco Innocente Furina della Rai TGR Calabria.

Il confronto sul Sud con Fratoianni, Bianchi, Ruotolo e Lucano

L’ultimo appuntamento della giornata sarà dedicato al tema “Oltre le periferie: un patto europeo per lo sviluppo del Sud”, a partire dall’intervento del segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e dalla relazione del direttore dello Svimez Luca Bianchi. Al dibattito interverranno inoltre Sandro Ruotolo, Domenico Lucano, Leoluca Orlando e Anna Laura Orrico. La moderazione sarà affidata a Franco Laratta di LaC News24, prima delle conclusioni affidate a Pasquale Tridico insieme a Jussi Saramo.

L’eurodeputato Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S a Bruxelles e promotore dell’iniziativa, ha spiegato il significato dell’appuntamento di Cerisano, sottolineando la volontà di riportare al centro del dibattito europeo il tema delle periferie e dello sviluppo del Mezzogiorno. “L’evento che organizziamo a Cerisano il 4 settembre porta l’Europa in Calabria e il Mezzogiorno al centro dell’Europa. Metteremo sul tavolo la vecchia questione meridionale, mai risolta e trascurata da un governo che insegue l’autonomia differenziata e opere faraoniche, costose, non prioritarie e in certi casi dannose, come il ponte sullo Stretto.

Porteremo le politiche di coesione, di sviluppo e industriali che l’Europa dovrebbe avere. Ne discuteremo con i leader del campo progressista, da Conte a Fratoianni, da Annunziata a Ruotolo, insieme a parlamentari europei da Grecia, Finlandia, Francia e Germania. È questa l’Europa che vogliamo disegnare, quella delle politiche di sviluppo vere, non quella degli ultimi anni concentrata sulla spesa per la difesa e per la guerra. Anche il governo Meloni si muove in questa direzione, la stessa sposata da von der Leyen, e noi l’abbiamo contestata: non crediamo che destinare il 5% del Pil alla difesa sia la priorità.

La priorità per l’Italia e per l’Europa sono le periferie, che soffrono la distanza geografica e che vogliamo avvicinare dal punto di vista economico, sociale e politico. Di tutto questo parleremo il 4 settembre”. L’appuntamento di Cerisano si presenta dunque come un momento di confronto tra mondi diversi, con l’obiettivo di discutere il futuro delle politiche europee e il ruolo che il Mezzogiorno può assumere nei prossimi anni all’interno dell’Unione europea.