Catanzaro, grande partecipazione alla prima tappa di “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”

Tre giorni di confronto promossi da Entopan, con il patrocinio gratuito del Centro di Alta Formazione Laudato Si’, con oltre 100 voci internazionali del mondo politico, diplomatico, accademico, aziendale e della Chiesa e più di 100 partecipanti

Si è chiusa la tre giorni del primo Dialogo di “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”, il forum promosso da Entopan, think tank internazionale sui temi dell’economia dello sviluppo e dell’innovazione, in collaborazione con Harmonic Innovation Group S.p.A. Società Benefit e con il gratuito patrocinio del Centro di Alta Formazione Laudato Si’. La prima tappa del percorso internazionale – che toccherà nella primavera del 2027 San Francisco per poi chiudersi a Castel Gandolfo – ha visto una grande risposta sia in termini di partecipanti sia nei contenuti, per ripensare lavoro, impresa e sviluppo sociale e dei territori nell’era dell’AI.

In Calabria, tra Simeri Mare e l’Harmonic Innovation Hub Pitagora di Tiriolo, di prossima inaugurazione, sotto la guida dei chair Antonio Viscomi, Vicepresidente di Entopan, e Pierluigi Sassi, Presidente di Impatta, si sono riunite oltre 100 voci del mondo industriale, finanziario e accademico provenienti da Europa, America e Africa, insieme a più di 100 ulteriori partecipanti. Tra le voci in dialogo, rappresentanti di: Anthropic, Microsoft, Qualcomm, IBM, Cisco, Volkswagen, NXP Semiconductors, CNH Industrial, Malaga Tech Park, IFC – World Bank Group, Intesa Sanpaolo, Banca Etica, Azimut Libera Impresa, INPS, Confindustria, OCSE, UNDP – United Nations Development Programme. Sul tema cruciale è stata alta l’attenzione anche delle Istituzioni. A dare il loro contributo il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone, il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’innovazione, Alessio Butti e il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Sono intervenuti nei lavori anche Renato Brunetta, Presidente del CNEL, il Professor Tiziano Treu, Enrico Giovannini membro dell’High-Level Expert Group “Beyond GDP” delle Nazioni Unite, Francesco Profumo Rettore dell’Open Institute of Technology. Forte la presenza delle voci istituzionali internazionali, tra cui Liborio Stellino, Ambasciatore a Parigi, Frederick Lusambili Matwang’a, Ambasciatore del Kenya in Italia, Brian Burch, Ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Marco Peronaci, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America, Keyzom Ngodup Massally, Director dell’AI Hub for Sustainable Development & Global Digital & AI Programmes dell’UNDP.

Il Forum è nato per definire forme concrete di attuazione del Magistero della Magnifica Humanitas attraverso l’Harmonic Innovation Ecosystem, che si sta affermando come piattaforma globale impegnata nella promozione di una visione etica, umanistica e sapienziale dell’innovazione e delle sfide di transizione. Una priorità che si conferma assoluta, anche alla luce dell’epocale dibattito globale sull’AI, sui suoi rischi e le sue opportunità. Un’urgenza identificata con chiarezza da Papa Leone XIV che richiama la necessità di porre la dignità della persona, la responsabilità sociale e la cura del bene comune al centro dei processi di crescita, nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Principi alla base del paradigma di Innovazione Armonica, definito dal fondatore di Entopan, Francesco Cicione in oltre venticinque anni di attività, per contribuire a una visione alternativa sia a quella del massimo profitto – effetto delle torsioni della tecno-destra capitalista, individualista e libertaria di matrice occidentale – sia al modello orientale di controllo statalista-tecnologico.

Francesco Cicione, fondatore e Presidente di Entopan e Presidente Fondatore di HIG: “ringrazio tutti per lo straordinario lavoro e la grande partecipazione. Siamo qui perché quello che stiamo facendo è necessario e per dare risposte. La prima è che esiste un Sud che vuole e può parlare al mondo e pensarsi in una prospettiva globale. Per questo dobbiamo abilitare percorsi di sviluppo sbilanciato e recuperare il tempo perduto: se rincorriamo ciò che altri hanno già fatto, saremo sempre in ritardo. Serve il coraggio di proiettarci nel futuro. Quando anni fa lanciammo questa idea, ci giudicavano folli, visionari, persino millantatori. Volevamo dimostrare che questo territorio può attrarre capitali grazie al suo capitale umano e storico-culturale. Se oggi si viene in Calabria da tutto il mondo, è perché ci stiamo riuscendo, con un’impresa privata di interesse pubblico.

La seconda risposta è dimostrare che una politica industriale per l’innovazione si può costruire dal basso. Tutti vogliamo essere competitivi e costruire una via italiana all’innovazione, ma senza una cultura e una cornice normativa di collaborazione restiamo perfettamente preparati a governare un mondo che non esiste più. E un dibattito globale senza una vera voce europea e italiana è più povero. Siamo qui, infine, per testimoniare che spirito, pensiero e azione vanno insieme: non può esserci azione senza pensiero, né pensiero senza spirito. È il trinomio che ha guidato questi tre giorni, riunendo Chiesa, accademia e istituzioni laiche, civili, religiose, universitarie e industriali.

Non siamo né tecno-ottimisti né tecno-pessimisti e non ci lasciamo rinchiudere nelle categorie, perché non è la tecnologia la soluzione. Da qui offriamo al mondo una risposta peculiare che il mondo è pronto ad ascoltare, come dimostrano gli ospiti arrivati da Nairobi, New York, Londra, Parigi, Madrid: un metodo di lavoro come l’Innovazione Armonica e un progetto di AI “etica by design” come Colnissar. Siamo però solo all’inizio e dobbiamo continuare a camminare insieme. Per farlo apriamo a tutti un luogo fisico e digitale, l’Harmonic Innovation Ecosystem, perché questa assemblea diventi una comunità stabile, capace di coltivare quel disegno sapiente di futuro al quale ci ha esortati il Santo Padre con la sua Magnifica Humanitas. La terza via di sviluppo e governo della tecnologia esiste ed è possibile, ma potremo costruirla partendo da qui insieme, con fiducia, fede e speranza“.

Nel corso dell’evento si sono svolti anche i lavori dei tre tavoli tematici che hanno coinvolto i 100 esponenti apicali partecipanti: MANIFATTURA – il Lavoro fisico; ECONOMIA DELLA CONOSCENZA – il Lavoro intellettuale; UNDP – Sviluppo territoriale.

Fondanti e radicali gli interrogativi che hanno attraversato i tavoli: di chi è il valore di ciò che viene generato dall’utilizzo dell’AI? Se è tempo liberato nei processi manifatturieri a chi va restituito e come? Oltre all’aumento del tempo di qualità dedicato alle relazioni professionali e attività a valore aggiunto, le soluzioni che hanno raccolto maggior consenso sono la riduzione della settimana lavorativa come alternativa al reddito universale e ore retribuite da dedicare ad attività di volontariato e impatto sociale.

Di chi è il valore delle informazioni che l’AI consente di estrarre dall’analisi dei dati dei territori? Come si evita che gli importanti elementi di conoscenza estratti vengano utilizzati da altri per poi ritornare a quegli stessi territori cui appartengono sotto forma di prodotti o servizi? È prioritario ragionare sui diritti d’uso di tali dati, così come su responsabilità e trasparenza. L’open source, con i suoi meccanismi di trasparenza e tracciabilità che determinano con chiarezza la proprietà del dato, può offrire una strada per rafforzare da un lato collaborazioni solide non condizionate da timori e sfiducia, dall’altro l’autonomia tecnica.

Come si fa crescere una cittadinanza capace di usare l’AI cogliendone tutte le opportunità in modo critico senza subirla? La parola d’ordine da trasformare in priorità su tutti i livelli e gli ambienti è “educazione”. Servono percorsi formativi nuovi collegati a università e imprese. Nella scuola e in qualsiasi contesto culturale è necessario insegnare come interrogare l’AI, garantendo a chi entra nel mondo del lavoro di continuare ad acquisire esperienza reale.

Le riflessioni delle plenarie e dei tavoli hanno trovato un momento conclusivo all’insegna della musica, elemento chiave per un modello, quello dell’innovazione armonica, che vede come elemento fondativo l’integrazione tra cultura e industria, tra tecnologia e umanesimo. La prima giornata ha visto protagonista Stefano Di Battista Quartet – Morricone Stories e la seconda Noa con Musica e parole per la Pace.

L’evento è stato realizzato in partnership con Deloitte, Azimut, Ferraro, Scamar e con la partecipazione istituzionale di INPS e co-organizzato con Fondazione Santo Versace, Impatta, e Digit Lab Law dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Harmonic Innovation Words of Hope