Un lavoratore dell’Amts di Catania, l’azienda municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico locale e i servizi di sosta, è stato aggredito al Polo di Nesima mentre era intervenuto dopo le proteste di alcuni passeggeri per le condizioni della sala d’attesa. L’episodio, avvenuto ieri, ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e delle condizioni della struttura, già oggetto di segnalazioni da parte delle organizzazioni sindacali. La vittima, secondo quanto reso noto dai sindacati, è stata soccorsa dal personale del 118 e trasferita al pronto soccorso di un ospedale cittadino. I medici hanno riscontrato fratture a tre costole e una sospetta lesione alla spalla, stabilendo una prognosi di 30 giorni. L’aggressione ha provocato la reazione immediata delle sigle sindacali, che hanno espresso solidarietà al lavoratore e chiesto chiarimenti all’azienda sulle misure adottate per garantire la sicurezza del personale e degli utenti.
L’aggressione al Polo di Nesima dopo le proteste dei passeggeri
Secondo la ricostruzione fornita dalle organizzazioni sindacali, il dipendente dell’Amts sarebbe intervenuto dopo alcune proteste da parte di passeggeri che avevano segnalato la sostanziale impraticabilità della sala d’attesa del Polo di Nesima. La situazione sarebbe poi degenerata fino all’aggressione ai danni del lavoratore, costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulla necessità di garantire condizioni adeguate di sicurezza e tutela dei lavoratori all’interno delle strutture pubbliche e dei servizi aperti alla cittadinanza. Per i sindacati, tuttavia, quanto accaduto non sarebbe un fatto isolato, ma il risultato di una situazione di criticità che era stata già segnalata nelle settimane precedenti.
Uil e UilTrasporti: “Lo avevamo detto, lo avevamo scritto”
A intervenire sono stati i segretari di Uil e UilTrasporti, Enza Meli e Salvo Bonaventura, che hanno sottolineato come l’episodio fosse stato preceduto da precise segnalazioni rivolte ai vertici aziendali. “Mai come in questa occasione – affermano i segretari di Uil e UilTrasporti, Enza Meli e Salvo Bonaventura – spiace dover affermare: lo avevamo detto. Anzi, lo avevamo scritto. L’episodio gravissimo di cui è stato vittima ieri un lavoratore della Amts di Catania al Polo di Nesima, purtroppo, è la cronaca di un’aggressione annunciata. Il 18 agosto, infatti, avevamo inviato unitariamente una nota di categoria ai vertici dell’Azienda metropolitana per segnalare gravi carenze igienico-sanitarie e la presenza costante di persone senza fissa dimora nei servizi della struttura, denunciando i rischi per la salute e la sicurezza di personale e utenza. Al lavoratore Amts aggredito e ai suoi familiari – aggiungono – esprimiamo solidarietà assicurando, come sempre in questi casi, disponibilità alla massima assistenza sindacale. A magistratura e forze dell’ordine lasciamo ogni verifica sull’accaduto, noi invece rivendichiamo da Amts risposte su cosa sia stato fatto in queste settimane per dare concretamente riscontro alla nostra comunicazione”.
Ugl Catania: “la sicurezza sul lavoro non è un optional”
Anche l’Ugl Catania ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto al Polo di Nesima, sostenendo che l’aggressione rappresenti l’esito di una situazione che avrebbe dovuto essere affrontata preventivamente. “Un lavoratore aggredito mentre svolge proprio servizio è un fatto gravissimo – sottolinea Giovanni Musumeci segretario dell’Ugl Catania – ancora più grave è che si sia arrivati a questo dopo settimane di segnalazioni su una situazione di evidente insicurezza. Amts aveva il dovere di intervenire prima. Questo non è un incidente imprevedibile, ma l’esito di una situazione di rischio che l’azienda avrebbe dovuto prevenire. La sicurezza sul lavoro non è un optional, impone al datore di lavoro di tutelare la salute e l’incolumità dei dipendenti. Se l’azienda continuerà a non intervenire – conclude la nota dell’Ugl – ci rivolgeremo agli organi di vigilanza competenti. Dopo le segnalazioni e dopo quanto accaduto a Nesima, nessuno potrà dire di non essere stato avvertito”.
